Ark: Survival Evolved – Provato
Hands-On

Ark: Survival Evolved – Provato

Il mondo dei videogiochi non sembra aver esplorato del tutto le possibilità offerte dalla fantasia umana e i ragazzi di Studio Wildcard sembrano aver trovato l’uovo di colombo con questo Ark: Survival Evolved. Sostanzialmente il titolo arrivato da poco in Accesso Anticipato su Steam e per il quale i programmatori pagano i giocatori che trovano eventuali bug, è un survival purissimo che miscela elementi da gioco di ruolo e i più classici titolo come DayZ o H1Z1 levando però quei noiosissimi e stra-abusati zombie per piantarci dei dinosauri. Una genialata che ha reso il gioco tra i più venduti a oggi, il perché ve lo raccontiamo in questa anteprima.

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Solo i più forti vivono
Inizieremo la nostra avventura decidendo come sempre l’aspetto del nostro avatar, accorgendoci immediatamente delle diverse caratteristiche da gioco di ruolo di cui è disposto e del fatto che saremo al primo livello. Insomma niente di più basico, dovemmo avanzare nel gioco, crescere di livello e usare i punti esperienza ottenuti per aumentare le abilità che più ci interessano. Una delle decisioni più importanti da prendere e che cambia radicalmente anche l’approccio al titolo, è se giocare in un server pubblico insieme a sconosciuti o creare una partita privata dove giocare da soli o in compagnia dei propri amici. Perché è importante? Semplicemente perché gli altri giocatori potranno ucciderci per rubare i nostri oggetti, sarà quindi molto importante avere degli alleati con cui difendersi nel caso creando una vera e propria fazione. Attenzione però, perché la parola sopravvivenza nel titolo non è casuale, Ark ci metterà di fronte sin da subito alla durezza dell’ambiente di gioco, dove morire sarà molto facile visto che tra cibo avvelenato e dinosauri non sarà facile arrivare a fine giornata. Bisogna tenere conto anche che il personaggio va nutrito e deve bere, altrimenti morirà, ma non solo dovrà anche effettuare i suoi bisogni di tanto in tanto e qui si nota ancora di più la natura simulativa che gli sviluppatori hanno cercato di dare al titolo. Niente sull’isola va sprecato e nemmeno le nostre feci, indispensabili da usare come concime. Immaginatevi quindi naufragare in un paradiso tropicale, senza niente se non qualche straccio e dover iniziare a procurarvi cibo a mani nude per poi lentamente riuscire a costruire degli attrezzi rudimentali, per coltivare, costruire il proprio rifugio e iniziare a cacciare. Il crafting è infatti la seconda caratteristica fondamentale nel gioco, questo perché progredendo e aumentando di livello sbloccherete anche dei progetti che, con i giusti materiali, vi consentiranno di creare nuovi accessori. Ecco che ci ritroveremo cosi a cavalcare i dinosauri grazie a delle apposite selle, ma anche passare a estrarre metalli con i quali riuscire a produrre armi semi-automatiche e via dicendo. Ark ci consente di arrivare a livelli di armamentario molto moderno e scorrazzare in groppa ai più disparati dinosauri, persino volando, miscelando sapientemente i diversi elementi che lo caratterizzano e aggiungendo una giusta dose di fantasia…il T-Rex non sarà il più terribile dei vostri nemici, perché nel gioco incontreremo anche draghi sputa fuoco e scorpioni giganti.

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La forza della collettività
Una delle caratteristiche più importanti del gioco è unirsi a qualche gruppo, se si accede ai server pubblici, perché non farlo porterà inevitabilmente a vederci derubati e uccisi, magari anche con la nostra casetta distrutta, ogni volta che usciremo dal gioco. Non proprio una cosa gradevole, soprattutto se si considera che l’aumento di livello in Ark è molto lento a causa della totale mancanza di sotto missioni o missioni stesse che possano darci una bella quantità di punti esperienza. Da notare infatti che per addomesticare un dinosauro dovrete sapere che cibo dargli da mangiare e solo grazie all’esperienza di altri giocatori potrete progredire più rapidamente, senza contare le numerose zone misteriose e inaccessibili al momento che rendono il titolo ancora più misterioso. Dal punto di vista tecnico bisogna sottolineare come la ricreazione dell’isola sia davvero superba, come anche vedere i dinosauri in giro a fare i fatti propri, certo non tutto è perfetto e alcune magagne si possono notare, qualche bestia incastrata nelle rocce o altri glitch che vanno ad affiancarsi alle texture di bassa qualità. Il supporto di Studio Wildcard è però molto soddisfacente, con i programmatori in continuo contatto con i giocatori e intenti a rilasciare aggiornamenti e update molto spesso.

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Sebbene abbiamo provato solo un Early Access su Steam di Ark: Survival Evolved il titolo ci ha affascinato e ha tutte le carte per diventare un progetto ambizioso. L’atmosfera di gioco unità a elementi classici del genere riescono a dare più interesse a questo titolo di ogni altro con mille zombie in giro da uccidere. Sicuramente ci attendiamo più azione, più missioni primarie e secondarie e una velocizzazione dell’aumentare del level up. I difetti tecnici ci sono ovviamente ma non incidono più di tanto sull’esperienza di gioco e in realtà l’unico vero neo del titolo è il prezzo un po’ troppo alto, per il resto il nostro consiglio è proprio quello di provarlo.