Dreadnought
Hands-On

Dreadnought

  • Versioni: PC
  • Negli anni ‘90 i simulatori di volo, civile, militare o spaziale erano particolarmente prolifici. In un tempo in cui la tecnologia non era sicuramente a favore della miglior resa possibile per questo tipo di esperienza, non è mai mancata a nessuno la voglia di impiegare la fantasia per compensare l’assenza di pixel e poligoni, al fine di avere un’esperienza totalizzante. Sia che foste amanti dei Wing Commander o della serie di X-Wing, in generale si è da sempre seduti a bordo di agili caccia, mentre nel caso ci fossero stati potenti mezzi in stile Star Trek, alla base del nostro comando, allora il titolo in questione passava da arcade/simulatore a strategia. Il team di Grey Box (e pochi altri prima di loro) hanno deciso di realizzare un gioco che non faccia compromessi di nessun tipo: immediatezza, gioco arcade… potenti corazzate. Grazie ad una campagna, un po’ travagliata, su kickstarter, ecco le prime avvisaglie di Dreadnought, che se ne esce in versione beta, così da darci modo di mettere mano al progetto in prima persona.

    IL NEMICO ALLE PORTE

    Per quanto in Dreadnought è stata prevista una campagna single player, è proprio nel multiplayer che si concentra la maggior parte dell’attenzione che il team ha riservato al titolo. Le prime aree che abbiamo testato sono ambientate nello spazio o su pianeti, con zone rocciose in cui nascondersi, per poi balzare fuori all’improvviso e darmi prova di aver imparato bene gli insegnamenti dal capitano Marko Ramius di “Caccia a Ottobre Rosso”. Nel nostro caso siamo stati in grado di sfruttare ben più di un vascello, ciascuno con caratteristiche proprie e ben distinte, ma che nella pratica si è caratterizzato per una differenziazione in dimensioni e tipo di armamento. L’Unreal Engine 4 è stato sfruttato in modo epico. Le navi sono mezzi esteticamente splendidi, complessi e ricchi di dettagli. Esiste un’animazione specifica per ogni cosa che farete e vi sentirete “capitani coraggiosi” ad ogni salva di missili che raggiungerà correttamente il bersaglio e spazzerà via la minaccia nemica. La strategia migliore non è mai quella di avventarsi sul punto luminoso rosso, ma agire in armonia con i propri compagni di squadra, così da massimizzare l’effetto tattico. Pur essendo un free-to-play in essenza, si potrà acquistare una serie di pacchetti che vi daranno modo di accedere più rapidamente a mezzi di proporzione più ampia e di poter scegliere una serie di armamenti maggiormente efficaci, oppure di fare in modo di vincerli nel corso del gioco.

    UOMO SOLO AL COMANDO

    Se, come me, anche voi non siete amanti dei tutorial, vi dovrete ricredere, in questo caso è assolutamente fondamentale. Anche se la vostra corazzata, o in generale il mezzo che vi viene messo a disposizione, non necessiteranno di un numero di comandi elevatissimo, è bene conoscere per bene quali sono le basi per poter avventurarsi nello spazio, o il rischio è che la vostra avventura possa avere fine molto prima di quanto avete previsto. Partiremo all’interno di un gigantesco hangar e ben presto ci verrà detto che per controllare i movimenti della nave, intorno ai due assi x e y, dovremo semplicemente spostarci attraverso il classico “WASD”. Non è un mezzo leggero, anche se nello spazio nessun oggetto ha peso e ogni volta che faremo compiere uno spostamento al gigante corazzato potremo ammirarne da un lato i post bruciatori che si azionano nella direzione indicata, dall’altro avvertiremo in modo netto la lentezza che può conseguire la messa in atto dell’azione. Grazie a “spazio” e “shift” avremo modo di alzare il mezzo, con il primo tasto e abbassarlo alla bisogna nel secondo, così da raggiungere i primi obiettivi richiesti. Quando arrivano i primi droni da combattimento, capiremo subito che è il momento di entrare in azione e si accenderà nel vostro cervello una massiva dose di dopamina. Attraverso il mouse potremo ruotare l’inquadratura per mirare verso il bersaglio, ma quando farete fuoco e vedrete i cannoni che si allineano nella direzione desiderata, diventa tutto uno spettacolo unico. Due modalità di fuoco con il tasto “q”, tra i raggi al plasma e una salva di missili semplice, ma la strategia per sopravvivere è un filo più complessa e diversificata. Come nella migliore tradizione scifi, potremo direzione l’energia principale -nel nostro caso si sfrutterà il tasto “e” per poterne beneficiare- incanalandola verso gli scudi o in una maggiore velocità o ampliando la potenza di fuoco. Per terminare il vostro arsenale, grazie ai primi quattro numeri della tastiera, avrete modo di lanciare un fuoco di bordata che farà partire una serie di razzi da un alto della nave o ancora meglio vedrete una bellissima animazione con il portello dei missili che si apre a prua per vederli un attimo dopo partire in direzione del bersaglio, uno spettacolo unico.

    In definitiva non si può che ammirare come il team di sviluppo abbia lavorato alacremente e con estrema cura, in questi mesi, per elevare la qualità del titolo, e ad ora siamo comunque solo in fase beta. Per quanto la bontà del gioco sia ancora tutta da verificare, si può affermare senza ombra di smentita che la struttura e lo scheletro di base, a supporto del progetto, non può che essere solidissimo, mentre restiamo alla finestra per il prossimo periodo al fine di poter ammirare (ce lo auguriamo davvero) il risultato del lavoro svolto da Grey Box.