Total War Battles: Kingdom – Hands-On
Hands-On

Total War Battles: Kingdom – Hands-On

L'ultimo appuntamento della serie Total War, intitolato Total War Battles: Kingdom, ci incuriosiva per la sua caratteristica ambientazione: il gioco si propone infatti di trasportare il pubblico in un'Inghilterra medievale. E l'ultima volta che il Medio Evo era stato preso come sfondo è stata nove anni fa. Oltretutto lo fa sbarcando anche su tablet, offrendo ai giocatori un'esperienza più semplice e lineare. Noi abbiamo testato la versione PC, beneficiando dell'ultimo nuovo aggiornamento (versione beta 0.3).

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Un Total War diverso
Questo spin-off della serie, Kingdom, mette i giocatori nei panni di un signore inglese che eredita un grande lotto di terra dal suo defunto padre. Non appena si comincia la partita si ha la possibilità di personalizzare il sesso e l'aspetto, in una certa misura, del personaggio. E quindi venire aiutati – attraverso un tutorial – da un amichevole lord vicino: sebbene non si possa skippare, è importante perché detta il ritmo di gioco e insegna al giocatore tutto ciò che c'è da sapere, dal combattimento alla gestione delle unità. Ed è proprio questo uno degli elementi chiave; le unità militari possono essere assunte unicamente dalle loro guarnigioni appropriate e, diversamente dagli altri RTS, Kingdom consente di avere soltanto un'unità per ogni presidio. In battaglia, i giocatori possono comandare fino a nove unità alla volta, le quali accumulano esperienza ottenendo punti utilizzabili per potenziare le loro abilità. Prima di ogni scontro, i giocatori possono spendere oro per acquistare abilità opzionali, come frecce infuocate, o per dare alle loro unità da mischia un vantaggio aggiunto. Di primo acchito questi bonus potrebbero non sembrare molto utili, ma prendendo confidenza con le meccaniche di gioco si capirà che sono in grado di cambiare le sorti di una battaglia. Dato che costano soltanto una piccola quantità di oro, difficilmente non si farà ricorso a simili risorse, a meno che non si è veramente esperti. Bisogna inoltre precisare che ogni unità ferita necessiterà del tempo per poter guarire, a meno che non si è disposti a spendere danaro per rigenerarla istantaneamente; anche perché, a meno che le unità non siano 'in salute', non possono combattere.

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Pieno di microtransazioni
Il combattimento è esangue, moderatamente eccitante. Consiste essenzialmente in una versione semiautomatica di carta-forbici-sasso; i comandi disponibili sono limitati e una volta che un'unità entra in battaglia non può essere spostata. Questa procederà in linea retta, dunque combatterà soltanto se davanti a essa dovesse trovarsi un plotone nemico. In caso contrario resterà immobile, a guardare i propri compagni lottare disperatamente con gli avversari. Condizione assolutamente irreale e limitante ai fini del gioco. Come se non bastasse, il levelling è poco gratificante e alcune feature scontate in altri RTS, come la possibilità di esplorare, si traducono in percorsi obbligatori da sbloccare via via che si procede nella partita. E pure dal punto di vista visivo il titolo lascia parecchio a desiderare: le città sembrano senz'anima; nessun lavoratore fatica nelle miniere, nessuno taglia gli alberi. Al giocatore basterà semplicemente cliccare sulla postazione desiderata per raccogliere le risorse. Tutto è troppo meccanico. E ogni volta che si accinge a tali beni, il processo per produrne di nuovi richiederà del tempo, a meno che – indovinate un po'? – non si scelga di spendere dell'oro per velocizzare la faccenda. Oro che, manco a dirlo, è piuttosto difficile da ottenere se non sborsando soldi reali. La natura free-to-play del titolo, quindi, è piuttosto superficiale, visto che se si vuole veramente 'spaccare tutto e tutti' si dovrà mettere mano al portafoglio.