Agony – La recensione di un gioco che ci porta all’inferno
Recensione

Agony – La recensione di un gioco che ci porta all’inferno

Ho fatto il cattivo e questa è la mia punizione

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • L’altro giorno parlavo con il nostro mega capo di come in questo periodo stiano uscendo molti titoli, ma tutti uguali e davvero di qualità mediocre. Certo il mondo degli indie ha contribuito a far calare vertiginosamente l’originalità, se prima infatti questi erano una rarità oggi escono vagonate di giochi al giorno. Diciamo che tra un centinaio di uscite il 99% è proprio spazzatura. In un mercato cosi denso e popolato da varie produzioni più o meno simili è ovvio che per emergere serva un buon reparto PR che riesca a far conoscere e promuovere il titolo al maggior numero di persone che si occupano del settore e qualche spunto creativo che faccia brillare l’opera rispetto la concorrenza. Agony è uno di quei videogiochi che è riuscito a richiamare intorno al proprio sviluppo molta attenzione mediatica, accaparrarsi anche un publisher di spessore internazionale e quindi mancava solo una cosa per spuntarla nel mercato, un gioco mediocre. Purtroppo Madmind Studio ha puntato troppo sul sangue, la violenza gratuita, qualche scena spinta, un pò di succubi poco vestite ecc per calamitare l’attenzione mediatica, dimenticandosi però di costruire intorno a tutto questo un gioco e anche un briciolo di trama sensata.

    Lasciate ogni speranza o voi che avete buttato i vostri soldi

    Tralasciamo il fatto che i game designer non abbiano nemmeno letto quell’opera maestosa del nostro Dante, in questo titoli ambientato all’Inferno ci ritroveremo nei panni di un’anima peccatrice che dovrà cercare la redenzione. La storia è davvero aga, buttata un pò a caso e da cercare nei dialoghi deliranti e spesso senza senso delle anime che troveremo nel nostro cammino. Essendo un survival horror la scelta di enfatizzarne la difficoltà e la progressione sono degli elementi logici, purtroppo però quello che manca è un vero e proprio sistema di gioco decente, che vada dalle semplici esplorazioni al combattimento. Andiamo con ordine, per prima cosa avremo una sola location che varia davvero molto poco, tanto che perdersi perchè ogni stanza sembra uguale all’altra o i corridoi sembrano farci vagare senza meta sarà troppo semplice. Se per sbaglio sarete privati della torcia dimenticatevi proprio di proseguire per sentieri bui, potreste dover ricominciare la partita. Sebbene grazie a una specie di magia potremo vedere la strada esatta da percorre, l’uso limitato di questo espediente non ci farà sfuggire al level design disastroso del titolo, che non è solo all’inizio ma proprio in tutto il gioco. Ecco parliamo di cosa dovete fare. Sostanzialmente dovrete proseguire alla ricerca della Dea Rossa, in grado di aiutarvi, ma non potrete muovervi liberamente, ci sono nemici ovunque, guardie e sentinelle da evitare cercando di non farsi vedere per evitare quella che è spesso e volentieri una morte istantanea. Ora non siamo proprio ai livelli di un titolo di Miyazaki che puoi permetterti di farmi morire ogni tre per due solo perchè lo hai deciso tu programmatore e io giocatore non posso farci nulla, non funziona proprio cosi, la morte deve far parte del gioco ma deve arrivare per un errore del player e non essere impossibile da evitare. Una meccanica particolare si nasconde nella possibilità, quando si muore, di trasmigrare la propria anima nel corpo di un nuovo ospite che sia nelle vicinanze, questa è quasi indispensabile per riuscire a superare determinate zone del gioco. Gli sviluppatori avrebbero voluto incuterci timore, quella sensazione di essere braccati dai demoni, di doverci nascondere da loro e per questo hanno anche aggiunto la possibilità di trattenere il respiro, cosi da non fare rumore. Poi ovviamente i nemici appena vi vedranno, anche da chilometri verranno dritti a uccidervi e non importa se non vedono dove vi nascondete, lo sapranno in automatico. A peggiorare Agony ci pensano altri due elementi, il sistema di salvataggio che dopo tre morti ci farà tornare indietro perdendo molti progressi e il mini-gioco delle possessioni. Due dita nel sedere e avrete capito che non è affatto piacevole, quindi disattivateli mostrando l’incapacità degli sviluppatori di fare due cose basiche che cosi come proposte sono indecenti. 10 ore di angoscia, voglia di tagliarsi le vene e tante domande sul perchè questo titolo sia uscito, poi scopriamo la modalità agonia, dove dei livelli creati casualmente dalla CPU dovranno essere superati nel minor tempo possibile, senza possibilità di possedere i mostri una volta morti e con tanto di classifica mondiale. Una classifica a chi supera per primo un livello generato casualmente, quindi diverso per ogni giocatore è il minimo perchè in realtà la modalità è molto facile e ripetitiva vista la poca originalità della proceduralità inserita dal team. Una volta terminata la nostra avventura sbloccheremo la modalità succube, ovvero il dover ripercorrere gli stesi livelli ma usando la donzella e i suoi poteri, cosa carina ma che per tutti i difetti che ha il titolo lascia il tempo che trova…cioè ma chi lo finisce sto titolo se non io che mi pagano per farlo??

    Pronti all’eterno dolore?

    Ammettiamo che in alcuni frangenti il lato artistico del team si nota e l’Inferno viene rappresentato bene, peccato però che si assomigli un pò troppo e alla fine nonostante tutto la censura non è che abbia snaturato il gioco. Mancano le sequenze nelle quali si uccidono dei mostri neonati, in cui si vede esplicitamente una succube penetrata da un bel manganellone e anche feti squartati. Niente di chè per un gioco che eccede in questi aspetti ma poi si perde in texture di bassa risoluzione, caricamenti lenti delle stesse, personaggi e mostri spigolosi e con una qualità davvero mediocre. Tralasciamo i filmati di bassa qualità e le musiche anonime, perchè davvero non c’è niente di positivo per un gioco che esce in questo periodo e sembra da PlayStation 2. Capiamo anche che sia un prodotto a basso costo, infondo viene venduto a 30 euro circa, ma questo non può giustificare certi limiti e problemi che vanno al di là della grandezza di un team ma proprio dalle loro abilità.

     

    Pro

    • Alcune trovate stilistiche

    Contro

    • Tutto il sistema di gioco
    • Il sistema di salvataggio
    • Tecnicamente mediocre

    Conclusioni

    Madmind Studio ha esagerato con delle meccaniche che non funzionano per cercare di far credere che Agony sia un gioco punitivo, un pò in stile Dark Souls. In realtà si tratta di un gioco con un sistema di gioco anche banale, ma con talmente tanti limiti e problemi che non capiamo come sia possibile che sia arrivato negli store. Se tecnicamente è mediocre, ma si può anche sorvolare su ciò grazie ad alcuni spunti stilistici decenti, è il gameplay a non funzionare, come il sistema di transizione da un corpo all’altro e i salvataggi. Bisogna sottolineare anche come non ci sia un incipit a continuare, andar avanti, perchè la storia è fumosa, non si comprende bene, e di conseguenza l’interesse del giocatore a vedere cosa succede dopo, cosa vedremo avanzando non si accende mai. Risparmiate i vostri soldi, di violenza gratuita e mediocre è pieno il panorama ludico odierno.

    4 1