Bloodstained: Curse of the Moon – La recensione del nuovo Castlevania
Recensione

Bloodstained: Curse of the Moon – La recensione del nuovo Castlevania

Igarashi non sbaglia un colpo

  • Versioni: Nintendo 3DS PC PS4 Switch Xbox 360 Xbox One PS Vita
  • Avere un’età più prossima ai 40 non comporta il solo essere vecchi, sempre fuori, ma anche che nella vita di videogiochi ne ho visto davvero di ogni genere, con tante saghe natemi tra le mani. Sono stato fortunato, decisamente, perchè tra queste ho avuto modo di iniziare il mio percorso da bestemmiatore seriale grazie a Castlevania per NES, alla tenera età di 8 anni. Un pò dispiace vedere questo brand cosi importante, uno dei colossi dell’industria che ha creato un genere, andare lentamente spegnendosi tanto da essere oggi in vita solo grazie a una serie animata su Netflix. Purtroppo è tutta colpa di Konami, una delle più importanti società di videogiochi, con dalla sua delle IP pazzesche, che si è ridotta a produrre solo Pachinko, un Pro Evolution Soccer all’anno e (almeno fino a questo momento) spin-off indecenti di saghe leggendarie. Insomma, mentre la casa di Tokyo dovrebbe vendere tutto il suo patrimonio intellettuale a gente capace prima possibile e dedicarsi ad altro, a cercare di dare seguiti anche solo spiritualmente a certe serie ci pensano altri piccoli team. Inti Creates non è ovviamente una società anonima, al suo interno infatti lavoro quel Koji Igarashi che negli ultimi anni ha prodotto molti Castlevania di successo e che oggi è impegnatissimo a cercare di rilanciare il genere con il suo prossimo lavoro, Bloodstained: Ritual of the Night. In attesa però che il fratello arrivi a noi in tutta la sua gloria il team si è prodigato in un progetto minore, di cui si è parlato pochissimo, ma del quale ci siamo innamorati, ed è questo Curse of the Moon.

    Quando la passione spinge un team di sviluppo nascono solo capolavori

    Per tutti coloro che sono cresciuti con la serie Castlevania su NES questo Bloodstained è un tuffo nel passato per ciò che concerne lo stile puramente grafico, ma un gioco modernissimo che combina il meglio del gameplay della serie con alcune novità più che interessanti. La trama è banale e ci vedrà vestire i panni di Zangetsu, un ammazzademoni assetato di vendetta, mentre attraversa lande insidiose per sconfiggere un possente demone rinchiuso nel suo oscuro castello. Lungo il cammino potremo incontrare alcuni personaggi giocabili che ci aiuteranno nella nostra avventura grazie ai loro poteri. Allora bisogna dire che dopo il primo livello, che sembra davvero identico al primo del titolo Konami uscito sulla console a 8-bit Nintendo, il gioco ci mostra un notevole miglioramento del level design, diverso a ogni stages e con mostri appositi seppur poco originali visto il genere. Essendo basato principalmente sui primi capitoli della serie non ci ritroveremo con livelli immensi da esplorare, con mille passaggi segreti ecc, non è un metroidvania e quindi tralasciando qualche bivio qua e là il titolo è molto lineare. Affrontate un livello, arrivate al boss e via cosi fino al cattivone finale. Il sistema di gioco è però davvero ben studiato e si può suddividere per due tipologie di utenti ben diversi. Il primo è quello standard e ci vedrà utilizzare oltre il nostro personaggio anche Miriam, una demonessa armata di frusta, con un ottimo attacco a lungo raggio e capace di eseguire delle lunghe scivolate (che vedremo nel capitolo maggiore); Alfred è il classico alchimista che però a noi sembra tanto un mago, visto che può usare i poteri elementari, come ghiaccio ecc creare un cerchio di fuoco che lo protegge dai nemici e persino un suo doppio che stando qualche passo di fronte a lui gli consente di colpire i nemici ma ovviamente di non essere ferito; infine abbiamo il vampiro Gebel che può trasformarsi in un pipistrello e quindi evitare molti nemici e trappole oltre che raggiungere luoghi dove gli altri non potrebbero mai arrivare. Il gioco ci permette di cambiare personaggio in qualsiasi momento, switchare da uno all’altro è quindi il meccanismo con il quale i giocatori potranno arrivare alla fine del gioco con una certa facilità, perchè per morire dovremo perderli tutti e quattro, coso molto difficile anche a livello di difficoltà avanzato. Il secondo modo di affrontare Curse of the Moon è usando solo Zangetsu, con qualche potere speciale in più ma con l’impossibilità di sbloccare o raggiungere tutte le location in cui è obbligatorio avere il resto dei compagni, il tutto condito da una difficoltà ben maggiore di quella da Veterano. Insomma la versione migliore per tutti i temerari che vogliono una vera sfida. Considerando che il titolo andrà portato a termine più volte per sbloccare davvero tutto e che vi terrà incollati al pad per oltre 10 ore possiamo dire che non è niente male per un prodotto da 10 euro realizzato come antipasto in attesa del fratellone.

    Non ricordavo il NES fosse in grado di fare ciò

    Allora che Bloodstained: Curse of the Moon abbia un aspetto grafico da gioco per NES è qualcosa che in molti, come noi che abbiamo una certa età, apprezzano da morire ma non bisogna fermarsi all’apparenza. Il titolo di Inti Creates è artisticamente stupendo, ma nasconde davvero molti colpi di classe, effetti grafici che arricchiscono l’esperienza e non poco, un gran numero di nemici molto vari, seppur non originali, e più di ogni altra cosa delle boss fight pazzesche. I nemici più grossi occupano metà schermo, sono animati in maniera impeccabile e sono una gioia da vedere, vera pixel art che non ti aspetti. Le musiche sono carine, certo questo è probabilmente l’aspetto che ci ha colpiti di meno ma che tutto sommato non va a rovinare questo gioiello. Infondo attendersi anche una colonna sonora paragonabile alle migliori ascoltate nella serie di Castlevania era volere troppo.

    Pro

    • Divertente e appassionante
    • Ottimo sistema di gioco
    • Oltre 10 ore di gioco

    Contro

    • Facile anche a Veterano

    Conclusioni

    Questo Bloodstained: Curse of the Moon è stato un fulmine a ciel sereno, non aspettandoci davvero di trovarci di fronte a un prodotto di cosi gran classe. Per essere un titolo di secondo piano, che costa solo 10 euro, offre un’esperienza di gioco incredibile, affascinante e dal potente impatto sentimentale. Dire che siamo di fronte a un nuovo Castlevania è poco, se il livello di difficoltà fosse stato calibrato in maniera migliore anche con tutti i personaggi a disposizione e con delle musiche più epiche sarebbe stato perfetto. Inti Creates ha realizzato una perla che non può certo essere lasciata sugli store online e che, per quanto visto sino a oggi, potrebbe anche essere superiore a quel fratello maggiore la cui demo deluse tutti.

    8 1