Chaos Code
Recensione

Chaos Code

  • Versioni: PC PS3 PS4
  • Sembra che Arc System Works abbia il grande desiderio di portare su PC titoli usciti anni fa e di dubbia qualità invece di concentrarsi sul nuovo BlazBlue, anche quest’anno infatti ecco che propone Chaos Code, picchiaduro del team FK Digital uscito nel lontano 2011 ad un prezzo di 20 euro circa. Per tutti coloro che si fossero persi questa perla, già uscita anche su piattaforme Sony, ci pensiamo noi a dirvi il perché sia meglio risparmiare i money per qualcosa di più interessante e meno “mugen style” di questo gioco, basta continuare a leggere.

     

    Un po’ di tutto ma niente di tuo

    I programmatori nipponici non si sono spremuti la materia grigia più di tanto per dare vita alla trama del gioco, cosa che anche se sembra ridicola in un picchiaduro per qualcuno è importante quasi come un arcade mode. Senza polemizzare su quelle che effettivamente sono le reali modalità che contano in un gioco di questo tipo bisogna sottolineare come a livello di background complessivo Chaos Code sia carente di carisma un po’ ovunque. Se da un lato la storia non conta e poco può interessare il giocatore, diversamente si può dire per i lottatori presenti e la personalità che questi acquisiscono grazie a un buon comparto narrativo. FK Digital ha invece preso modelli stereotipati, identici a mille altri già visti, portando pochissima personalità e originalità tanto da lasciare indifferenti di fronte alla schermata di selezione del personaggio, cercando per troppo tempo quello che ci ispira maggiormente nelle prime partite. Se già cosi il titolo non brilla non viene in suo aiuto il comparto relativo al gameplay, considerando il periodo in cui è stato sviluppato e gli standard odierni il confronto sarebbe impietoso ma anche se ci soffermiamo su giochi rilasciati nel ’98 (data totalmente a caso eh) le cose non vanno meglio. Una volta selezionato uno dei personaggi dal roster dovremmo scegliere anche un paio di mosse speciali che questi potrà usare nel corso del combattimento, in modo da dare una certa personalizzazione e, teoricamente, aumentare la variante di ogni incontro. Anche la scelta tra la corsa o lo scatto non sono nuove ed entrambe hanno i loro pro e contro, ma come detto il sistema di combattimento non brillante non aiuta a enfatizzare quelle che sulla carta potrebbero essere scelte alternative valide. I combattimenti di Chaos Code sono tremendamente lenti, hanno un ritmo blando e non riescono a farci concatenare combo davvero dannose. In sostanza il tanto decantato slogan per il quale un maggior rischio equivale a un miglior risultato non c’è, poiché le punizioni in caso di errore non sono cosi marcate a livello di danno come ci si attenderebbe. Come ogni classico picchiaduro bidimensionale ogni lottatore ha delle mosse speciali, alcune che si possono usare quando la classica barra d’energia posta in fondo allo schermo si riempie, e persino delle desperation in puro stile The King of Fighters che possono essere eseguite solo quando la barra della nostra energia vitale è rossa e lampeggia e consistono in un attacco molto potente in grado di riportare le sorti di un incontro al giusto equilibrio.

     

    Gioco con ciò che è bello anche se old school

    Uno degli aspetti che i programmatori non hanno sottovalutato è senza dubbio quello relativo al numero di opzioni di gioco disponibili, potendo contare sulla storia, sull’arcade, il classico allenamento ma anche una serie di missioni dedicate a ogni lottatore. Ogni nostro sforzo ci farà guadagnare la classica moneta di gioco attraverso la quale comprare sfondi, artworks e i numerosi collezionabili presenti. Ovviamente c’è anche la modalità online per giocare con altre persone, che sebbene risulti poverissima nei contenuti riesce a fare il suo dovere dopo una lunga attesa, infondo il gioco lo hanno davvero in pochi. Purtroppo tutto questo sforzo passa in secondo piano quando andiamo a vedere che Chaos Code si propone come un titolo dalla grafica scialba, con un numero di animazioni limitato, fondali quasi piatti e uno stile che ci ha più volte fatto pensare al pessimo Rage of the Dragons per Neo Geo, solo che quello era fatto decisamente meglio e con spunti di originalità nel gameplay. Peccato quindi che ci ritroviamo di fronte a un prodotto debole, sia per contenuti a livello di sistema di combattimento che tecnicamente, addirittura ci sembra di aver sentito alcune musiche dedicate alle schermate d’intermezzo identiche ai picchiaduro della Capcom. Certo, se un titolo cosi vecchio e con cosi poche pretese fosse venduto a un prezzo equo si potrebbe anche fare un eccezione, infondo in doppio ci si diverte sempre, invece allo stesso prezzo e soprattutto a molto meno si trovano perle dedicate al genere che se non si hanno non ci si può certo autonominare fan e se si hanno bastano e avanzano per il resto della vita.

    Pro

    • C'è l'online

    Contro

    • Tecnicamente insufficente
    • Zero personalità e carisma
    • Sistema di combattimento lento e noioso

    Conclusioni

    Peccato che Arc System Works insista a riproporre a prezzi esagerati giochi mediocri usciti anni fa su PlayStation 3, va bene cercare di fare casse e sfruttare i fan ma almeno proponessero titoli validi e di spessore. 20 euro buttati, che invece possono essere investiti in un picchiaduro di altissimo livello sia della stessa società nipponica che in uno dei capolavori senza tempo della SNK…che diciamocelo, poi giochi a The King of Fighters ’98 e ti rendi conto che è su pianeti lontanissimi da questo Chaos Code e ti fai due domande sul perché esistano queste operazioni commerciali.

    5.0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.