The Crew 2 – La recensione di un sequel che nessuno ha chiesto
Recensione

The Crew 2 – La recensione di un sequel che nessuno ha chiesto

Ubisoft ci mostra come non fare un racing game

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Adoriamo i racing game arcade da sempre, quindi quando quattro anni fa arrivo il primo The Crew, promettendo una mappa gigantesca nella quale avremmo potuto sfidare chiunque l’hype non era calcolabile. Di giochi online dove correre con altri giocatori ne abbiamo sempre visti tanti, quello però prometteva di inserire elementi da MMO e creare cosi una community che avrebbe potuto sfidarsi per sempre. Ovviamente come non poteva essere un mezzo passo falso, il gioco infatti era davvero mediocre e delle sue promesse non ne mantenne una, sebbene il numero di giocatori a cadere nella trappola acquistandolo non furono pochi. Ecco, proprio dalla consapevolezza che nonostante la critica non positiva e i difetti sia del gameplay che della struttura di gioco le vendite non furono cosi male, i ragazzi di Ubisoft e Ivory Tower hanno deciso di realizzare questo sequel. Su cosa hanno puntato secondo voi? Bhè sulla quantità ovviamente, tanto della qualità oggi chi volete che se ne accorga, sopratutto quando sei la casa francese e hai tanti “influenzar” che spacciano ogni cosa che fai per oro…anche se è una patacca.

    Dominiamo il mondo dalla terra al cielo passando per il mare

    The Crew 2 è un titolo che non cerca di migliorare il proprio predecessore inserendo un sistema di guida migliore, eliminare i numerosi difetti segnalati sia nelle recensioni dell’epoca che nelle polemiche dei vari giocatori, no qui hanno direttamente inserito imbarcazioni e aerei per creare il racing game perfetto. Ovviamente premettendo che si dovrebbe avere quel fantomatico mondo virtuale persistente nel quale i diversi giocatori possono interagire gareggiando tra di loro. Non siamo quindi di fronte a un titolo classico, dimenticatevi per questo motivo ogni tipo di modalità di gioco basica presente in quasi tutti gli altri prodotti del genere. Non c’è più una storia da seguire, noi saremo un tizio qualunque che gareggiando su tutti i mezzi a disposizione, vittoria dopo vittoria, dovremo diventare semplicemente il pilota più seguito e ammirato sui vari social in stile YouTube. Il titolo ha una struttura molto più semplificata rispetto al prequel, siamo sempre in America e avremo sempre quattro zone su cui gareggiare, ampie e ben diversificate ma sono più o meno le stesse del primo, ma invece di scoprire ogni sezione esplorando la mappa questa ci è messa a disposizione da subito. Teletrasporto is the way. Ovviamente i programmatori inglesi non hanno voluto farci rinunciare alla possibilità di andare in giro liberamente per la mappa, incentivando questa fase inserendo delle missioni secondarie atte a farci ottenere più soldi. Essendo un titolo di corsa non è che gareggeremo solo per la gloria, sebbene sia questa alla fine che ci farà trionfare, ma anche per il vile denaro che sarà indispensabile sia per acquistare bolidi migliori e più preformanti che per migliorare quelli a nostra disposizione. L’upgrade dei veicoli è semplicissimo e come per ogni arcade vecchia scuola basterà acquistare il blocco che vogliamo migliorare per aumentarne le prestazioni, con i migliori che costeranno molto di più. Fin qui nulla di strano, gli arcade funzionano bene o male in questo metodo e non stupisce neppure il fatto che le migliorie estetiche e aerodinamiche, nelle macchine ovviamente, non apportino nessun miglioramento. Se consideriamo le competizioni presenti nel gioco non c’è che dire, abbiamo una varietà di mezzi e corse che spaziano dalle hypercar ai monster track, passando per gare nel traffico a quelle in moto cross, senza dimenticare le novità dei motoscafi e aerei acrobatici. Insomma tanta carne sul fuoco, tanti bolidi da sbloccare e usare, per un numero di gare e campionati che non ha nulla da invidiare a nessuno, il problema purtroppo non risiede nella quantità incredibili di contenuti che Ubisoft ha inserito nel gioco, ma nel gameplay stesso che non riesce a essere nemmeno mediocre in nessuna categoria.

    Una mega insalata di corse arcade senza odore ne sapore

    Avete presente cosa sia più importante in un gioco di corse arcade moderno? Certo, la guidabilità del mezzo e il frame rate fisso sui 60fps. Ora The Crew 2 non riesce a essere decente nella guida delle quattro ruote, non ha un sistema di drift nemmeno paragonabile a qualcosa di accettabile e in generale basta un Sega Rally o Project Gotham Racing per surclassarlo in qualità, e non stiamo parlando di due giochi recenti attenzione. Questo già era un bel difetto nell’originale, ma ritrovarselo qui come se fosse un elemento positivo del titolo uscito 4 anni or sono e inaccettabile, significa non aver ascoltato minimamente la propria community. Su due ruote il titolo diventa ingiocabile nelle gare fuori strada, con una fisica indecente e una quasi impossibilità di controllare la moto che rendono il tutto frustrante e peggio di una partita a MX vs ATV. Persistono poi i problemi legati alla sensazione di velocità, i mezzi a quattro ruote non sembrano affatto risentirne e restano incollati saldamente al terreno sempre, non contando poi che il freno sembra l’ultima cosa da toccare se non per curve a gomito, altrimenti si rischia di fermarsi bruscamente e perdere troppa velocità per poter ripartire correttamente, meglio sbattere da qualche parte. Una volta constatato che il sistema di guida del passato è stato reso più arcade e non migliorato da nessuna parte, possiamo analizzare i due nuovi elementi introdotti in questo capitolo 2, gli aerei e i motoscafi. I primi si manovrano esattamente come fossimo in GTAV, il team di sviluppo deve aver avuto poco tempo da dedicare alla ricerca di qualcosa di originale o anche solo di camuffare leggermente il lavoro svolto da Rockstar. Certo non il massimo per delle gare, ma molto ben fatta alla fine e si riesce a divertirsi maggiormente che sul terreno vista la miglior manovrabilità del mezzo. Le corse sull’acqua sono invece pessime, anche qui toccare il freno significa perdere, i mezzi sembrano scivolare sull’olio e i rimpianti verso giochi quali Hydro Thunder sono tantissimi, visto il divertimento che almeno quelli ci davano. Non parliamo poi dell’IA della CPU, che riesce a recuperare a ogni errore ma se guidiamo da schifo resta sempre in zona, senza farci perdere troppo terreno dagli altri 7 mezzi presenti in gara. Già, avete letto bene, si gareggia solo in 8 e sorpresona in The Crew 2 non c’è un sistema per gareggiare contro altri utenti, ma semplicemente potremo cercare di superare i record degli altri effettuati nella mappa libera. E questa sarebbe già la pietra tombale di un titolo nato per l’online e le competizioni tra giocatori, in un mondo permanente e tutte quelle altre belle cose che i pr ti rifilano sempre per hyppare il loro gioco.

    I 60fps ci sono ma non bastano

    Ve lo diciamo subito, il motore grafico usato da Ivory Tower è lo stesso di quello di 4 anni fa, migliorato ma assolutamente lontano dagli standard odierni. Tralasciando i modelli poligonali dei vari mezzi, alcuni davvero realizzati in maniera superficiale, e le texture di scarsa qualità usate per molti di questi, lascia senza parole il vuoto della mappa di gioco. Stiamo parlando di un titolo con una mondo esplorabile davvero enorme, dove dobbiamo correre in cerca di missioni secondarie, esplorare le diverse strada che portano da una città all’altra che di fronte al giocatore si mostra vuoto e completamente ripetitivo. Questo elemento porterà subito all’uso dei viaggi veloci per spostarsi, rendendo di fatto la presenza stessa della mappa cosi grande inutile. Gli effetti climatici sono invece carini e rendono bene l’effetto bagnato, ma anche la transizione tra notte e giorno, mentre il frame rate resta fluido e ancorato ai 60fps su PC, sempre che la vostra configurazione ve lo consenta.

    Pro

    • Carine le gare in aereo

    Contro

    • Pessimo in tutto

    Conclusioni

    Siamo di fronte a uno dei peggiori racing game arcade usciti negli ultimi anni, con gli sviluppatori troppo impegnati a cercare di creare un miscuglio di mezzi totalmente diverso tra loro per concentrarsi sulla qualità finale. The Crew 2 non riesce a divertire, non appaga e non ci dà motivazioni valide per proseguire verso quello che è un sistema chiuso di “vinci gara e prosegui” senza scopo alcuno. Se a questo aggiungiamo i pessimi sistemi di controllo, della fisica e l’IA ci ritroviamo di fronte a un titolo che avrebbe avuto senso se avesse mantenuto almeno la promessa di darci il multiplayer online, invece siccome in Francia sono tutti belli e furbi il PvP arriverà a fine settembre o chissà quando con un aggiornamento…peccato che le community si devono ascoltare prima di rilasciare un gioco e non usarle come beta tester.

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