Dakar 18 – Recensione del primo titolo su questa competizione
Recensione

Dakar 18 – Recensione del primo titolo su questa competizione

Vince facile visto l’assenza di concorrenza?

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • I giochi di guida hanno raggiunto livelli di qualità davvero altissimi, quando parliamo di grafica, fisica e giocabilità ormai lo standard è di prima categoria. Certo, in attesa della recensione di Forza Horizon 4, tutto questo spingere le software house maggiori a perfezionare i loro prodotti a creato una forbice davvero pazzesca nel settore dei racing. Inutile far finta di nulla, anche se abbiamo i ragazzi di Milestone e Kunos Simulazioni, ormai quasi tutti i giochi a due ruote o quattro sono una generazione indietro a tutto il resto e sembra impossibile rispondere specialmente per chi come i ragazzi di Bigmoon Entertainment. Nonostante tutte le difficoltà del genere e la consapevolezza che come per V-Rally 4 il prodotto non sarebbe stato all’altezza, ecco che Deep Silver fa ciò che da noi la nostra milanesissima software house fa sempre, puntare sulla licenza e non sulla qualità. Dakar 18 è la prima trasposizione ludica dedicata a questa competizione che è di fatto la più estrema per le off-road di tutto il mondo. Sarà all’altezza delle aspettative oppure si tratta del solito specchietto per le allodole che potrebbe vendere qualche copia giusto ai fan più incalliti che attendono gennaio 2019 per l’inizio della nuova gara? Andiamo a scoprirlo insieme.

    Poche categorie significa maggior attenzione a quelle presenti? Ehm…no

    Gli sviluppatori si sono concentrati unicamente in questa specialità e di conseguenza tutte le gare saranno basate sullo stile Dakar, che per chi non lo sapesse non è il massimo da trasportare in un videogioco per la sua stessa natura. Di cosa stiamo parlando? Ebbene le gare si svolgono in maniera totalmente diversa da quelle di qualunque altra competizione di rally, infatti dalla partenza bisognerà raggiungere il traguardo passando per i vari waypoint sparpagliati per la mappa di gioco. Avete letto bene, non pista ma mappa. Dovete sapere che sarà importante attraversare i vari punti, ma che non sono in ordine e soprattutto per raggiungerli dovrete fare affidamento unicamente alle coordinate GPS che vi daranno gli organizzatori. Avete capito bene, viaggerete alla ricerca di questi punti, per vasti deserti con dune e nessun avversario con cui fare a sportellate, dove le uniche cose da tenere in considerazione saranno il vostro stato di orientamento e la velocità con cui passare tutti i punti prima del traguardo, che ovviamente è l’ultimo da attraversare. Non è obbligatorio passare tutti i waypoint ma come immaginate nel caso ne saltiate qualcuno verrete penalizzati, mentre con troppi verrete esclusi totalmente dalla gara. Certo avrete un libro con tutte le indicazioni da seguire ma siamo di fronte a un gioco che mette come principale ingrediente delle gare gli imprevisti, la difficoltà della conformazione del terreno e quindi cerca di simulare un po’ troppo la disciplina risultando poco affascinante. E’ vero che va a richiamare i fan della competizione, ma tralasciando alcuni difetti strutturali che possono piacere o meno, ci sono poi le magane sia a livello di gameplay che di modalità di gioco presenti. Come avrete compreso molto spesso nel corso del vostro pellegrinare vi ritroverete a dover sistemare il vostro mezzo, uscire dall’abitacolo del vostro veicolo e cercare di scavare qualche buca per toglierlo dal pantano in cui siete finiti, oppure riparare qualche rottura meccanica. Sia che decidiate di usare un auto o una moto le difficoltà saranno identiche, ma è proprio per la lunghezza delle gare e di questi imprevisti (molto previsti) che il titolo non decolla annegando invece nella noia e ripetizione più totale. Non esistono modalità di gioco che possano mettervi in competizione come si deve con qualche amico, non c’è una struttura adeguata nemmeno per i livelli di difficoltà che passano dal darvi troppo aiuto all’abbandonarvi a voi stessi. Insomma non si riesce mai ad avere la sensazione che dovrebbe darci una tale competizione e non vediamo come possa un fan trovare qualcosa di emozionante nel giocare a un gioco del genere, specialmente visto i limiti tecnici.

    Ma quale Playstation 3, la 2 regna sovrana!

    Se in apertura vi avevamo fatto notare come i titoli delle grandi società abbiamo raggiunto un livello qualitativo ormai elevatissimo, tanto che sarebbe ora di dedicarsi all’IA dei piloti della CPU invece che alla resa grafica del fanalino della 500X, con Dakar 18 siamo tornati indietro di ben due generazioni. I modelli poligonali, sia delle quattro ruote che delle moto, sono davvero poveri di dettagli sebbene abbiano le licenze ufficiali e le animazioni sono anche peggio. Sorvolando totalmente sul modello di fisica utilizzato per le moto, che Enduro Racing è superiore, anche le off-road si comportano in modo strano, nei salti, atterraggi e varie manovre non si riesce mai a controllarle come si deve. Il deserto è ovviamente privo di dettagli, ambientazioni piatte sia che si parli di Argentina, Bolivia o Africa e la generale sensazione che il livello tecnico di due generazioni passate sia un pugno negli occhi troppo forte persino per chi gioca con una Switch. Un disastro totale insomma che si salva per le musiche orecchiabili, ma che dimostra l’inesperienza del team nel settore e la bassissima qualità di un prodotto che punta sulla licenza unica e rara, che dopo averla compresa meglio capiamo anche perché nessuno aveva mai osato portarla su console o PC prima di adesso.

    Pro

    • Il coraggio di provare una licenza nuova...

    Contro

    • ...che non fà per il mondo dei videogiochi
    • Tecnicamente sotto la media
    • Sistema di guida e fisica che fanno rimpiangere Sega Rally

    Conclusioni

    Dakar 18 è un titolo da avetira, un gioco mediocre come pochi che non riesce a riprodurre su schermo l’emozione della competizione di cui sfrutta la licenza. Tecnicamente mediocre, colmo di problematiche legate alla fisica dei diversi mezzi che alla natura stessa delle gare dove gli imprevisti primeggiano, non riesce a divertire o catturare mai il giocatore. Di giochi di rally oppure open world ormai il mercato è saturo e quelli migliori hanno fatto il vuoto, proprio per questo ancora non si comprende come sia possibile che escano tutti questi racing quando anche il calcio e altre discipline si sono ridotte a due competitor di alto livello.

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