Destiny 2 Recensione Parte Prima
Recensione

Destiny 2 Recensione Parte Prima

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Attenzione: Questa recensione è suddivisa in tre parti complementari, e ognuna vanterà una valutazione che, una volta sommata alle altre, darà il voto complessivo e finale del gioco. Buona lettura.

    Nel 2014 Bungie, una delle compagnie videoludiche più famose ed importanti del settore, diede vita al suo nuovo ed ambizioso progetto: Destiny. Il risultato fu un FPS che miscelava elementi RPG/MMO con sapienza ed innovazione. Il percorso però, non fu dei più semplici, come vi abbiamo spiegato tempo fa in questo speciale sulle nostre pagine, preludio dell’avvento del nuovo capitolo, traghettatore dei nuovi anni a venire dell’esperimento decennale di Bungie. Senza perderci ulteriormente in chiacchiere, oggi vi parliamo di Destiny 2, partendo dalle basi del nuovo capitolo della saga. La nostra avventura, che si svilupperà nei giorni a venire per dare un giudizio “definitivo”, parte da qui. Allacciatevi il casco, Guardiani.

     

    “Perdere la Luce”

    Vogliamo iniziare con un piccolo cameo questa recensione di Destiny 2, dato che, il titolo del paragrafo è sì attinente al nuovo capitolo quanto significativo nei confronti del capostipite, che solo i fan coglieranno ( il nome “Fuso Martellante” dovrebbe darvi qualche indizio ndr). Sì perché non si può iniziare a discutere del presente senza tener conto del passato, specialmente quando un sequel di questo tipo è talmente legato all’originale che il 2 affisso in copertina sembra superfluo e privo di significato. Destiny 2 è Destiny, punto. Senza se e senza ma. Mai prima d’ora si ha avuto questa sensazione con un titolo, e quel 2 riecheggia come una nota stonata nella melodia creata da Bungie. Dopo le innumerevoli vittorie ottenute in questi tre anni di valorose imprese, ecco che la Luce del Viaggiatore attira a sé ombre sempre più minacciose di volta in volta. All’inizio fu la Volta di Vetro dei Vex su Venere, passando poi per l’accecante potenza di Crota e la gloria passata di Skolas e del suo branco di Lupi. In seguito toccò agli oscuri abissi della galassia, con la maestosità di Oryx e della sua Astrocorazzata, e della profondità della Terra, con la sanguinosa ferita mai chiusa della SIVA. Più luminosa è la Luce, più oscura è l’ombra che da essa si crea. Eppure, ogni minaccia è sempre stata sconfitta dalle eroiche gesta dei Guardiani, servi devoti del Viaggiatore, che non si sono mai risparmiati, nonostante le numerose perdite. Almeno fino ad ora. Tra tutte le razze aliene in gioco, l’unica assente è rappresentata dai Cabal, troppo intenti a razziare i vari pianeti per preoccuparsi di un attacco diretto. O forse aspettavano il momento giusto. La trama di Destiny 2 rappresenta proprio questo, l’arrivo sul grande palcoscenico dei colossali alieni, capitanati da Ghaul e la sua Onnipotente, un’immensa nave capace di “oscurare” le stelle. Nelle prime battute di gioco, La Torre, ultimo baluardo di speranza in un mare di tenebra, viene attaccata senza pietà dal nuovo antagonista, che risulterà essere anche il più astuto di quelli incontrati sin ora. La potenza della flotta Cabal è disarmante, ed i Guardiani rimasti lottano con tutte le loro forze per sopravvivere. A quel punto, un’enorme dispositivo tentacolare avvinghia il Viaggiatore, stritolandolo nella sua morsa tanto mortale quanto dannatamente aggraziata nella sua perfezione. Basta un semplice ordine di Ghaul per attivarne l’effetto, che provoca l’istantanea perdita della Luce, fonte essenziale del potere dei Guardiani. Tutto è perduto e Ghaul, prima di scaraventarci nel vuoto, tuona: “La tua Luce è mia”.

    L’incipt di Destiny 2 è veramente accattivante, e la buona stesura della trama si riflette istantaneamente sulle missioni della campagna principale. Tutti ci ricordiamo l’avventura del primo capitolo, ricca di alti e bassi e priva di quel mordente che invogli il giocatore a legarsi con gli eventi che avvengono su schermo. Come dicevamo prima, tutto è un percorso di crescita in Destiny, pure per gli sviluppatori di Bungie, i quali hanno appreso dai propri errori ed hanno continuamente limato gli aspetti negativi. Per quanto riguarda la trama in sé, già ne “Il Re dei Corrotti” e “I Signori del Ferro” si erano notati notevoli passi avanti, culminati poi nella campana principale di questo Destiny 2. Narrativa più strutturata e continui cambi di ritmo sia di gameplay che di sceneggiatura, garantiscono un’ottima fattura per le missioni principali del nuovo capitolo Bungie. Una discreta varietà che si intoppa solo in un paio di missioni nel mezzo della storia, ma che successivamente danno vita ad un crescendo epico e di grande coinvolgimento.

    Se, dunque, siamo rimasti piacevolmente sorpresi in tal senso, lo stesso non si può dire per una scelta di dubbio gusto per quanto riguarda lo sfruttamento degli Hub centrali di gioco. Da un lato ne comprendiamo perfettamente il senso, soprattutto per ragioni narrative, mentre dall’altro concentrare il 90% dei personaggi in un solo dei due hub, lasciando completamente spoglio il rimanente, non è che ci sia piaciuto molto, sinceramente. L’unico neo di un lavoro davvero ben eseguito.

     

    Ad ognuno il suo ruolo

    Esattamente come il primo capitolo, in Destiny 2 possiamo scegliere fra tre classi, ovvero Titano, Cacciatore e Stregone, per forgiare il nostro nuovo Guardiano, a meno che non abbiate importato i vostri vecchi personaggi. A proposito di questo, molto bello il tributo riservato ad inizio gioco per i veterani di Destiny, con un filmato interattivo che evidenza le pietre miliari ottenute nel corso degli anni, con tanto di sottofondo musicale dedicato in base ad ogni impresa. Toccante. Tornando a noi, una volta optato per la classe che più ci aggrada, la scelta successiva riguarderà la sua relativa sottoclasse, anche qui presente in tre varianti, che potete leggere in uno speciale fatto già tempo addietro sulla beta. Inizialmente ne avremo a disposizione solamente una, e le restanti dovranno essere sbloccate man mano che si prosegue con l’avventura. Un applauso merita sicuramente la strutturazione delle missioni per l’ottenimento di tali poteri. Dopo un certo step, in casse o dai nemici otterremo il nostro potere sopito che, successivamente, si tramuterà nella nostra sottoclasse. Per risvegliare tale potere, dovremo compiere delle piccole imprese e delle missioni uniche che compariranno nel menù di gioco. Solo una volta completate otterremo il frutto dei nostri sforzi. Una meccanica di gioco semplice quanto azzeccata ed intelligente, altra dimostrazione di quanto lavoro sia stato svolto per rendere il tutto molto più frizzante e divertente.

     

    Perdersi e ritrovarsi

    Senza ombra di dubbio, però, il più grande sforzo è stato riservato per la nuova struttura delle pattuglie sui pianeti, uno dei punti deboli più evidenti della precedente produzione. Il lavoro di Bungie, però, ha dato i suoi frutti. Tutto è stato rivisto e stravolto, mantenendo sì alcuni elementi del passato, ma garantendo una maggiore solidità dal punto di vista dell’intrattenimento. Capiamoci, le pattuglie sempre uguali sono rimaste, ma è la gestione complessiva che ne è uscita rinforzata in questo processo di rinnovo. Le missioni ora sono decisamente più articolate e varie, rendendole quindi decisamente più rigiocabili rispetto al passato. Inoltre, ora grazie al nostro fidato Spettro, non solo potremo visualizzare la mappa di gioco del pianeta in questione, ma anche di spostarci da un punto ad un altro grazie ad un sistema di viaggio rapido comodo ed intuitivo, permettendo al giocatore di evitarsi scampagnate inutili e tediose e di mappare gli eventi che più ci interessano, come eventi pubblici ed altro. Oltre a poter finalmente lanciare le varie attività senza tornare in orbita, grande meccanica da tempo chiesta a gran voce dai fan ed ora perfettamente funzionante. A proposito di eventi pubblici, anche questi ultimi sono stati rivisti e migliorati. Una volta iniziati, sarà possibile terminarli nel modo classico od eroico. La differenza dove sta, direte? Presto detto. Per completarli normalmente basterà attenersi alle indicazioni su schermo. Per attivarne la versione eroica, è tutto un altro discorso. Ogni evento ha un obiettivo segreto al suo interno, come ad esempio distruggere una nave nemica ritenuta indistruttibile oppure far esplodere dei dispositivi di raccolta Lumen (una della valute del gioco ndr) etc. Soddisfatto il requisito, l’evento si trasformerà in eroico e l’obiettivo principale cambierà di conseguenza. A cosa serve tutto ciò? Beh consente di ottenere il doppio dei punti esperienza ottenibili da tale attività e un maggior drop rate per le casse del tesoro a fine evento. Insomma, mica poco, contando che questi forzieri possono contenere engrammi esotici e leggendari.

    Se tutto questo non vi basta, ogni pianeta ora ha una sua “fazione”, ovvero un personaggio da cui ottenere potenziamenti leggendari completando di volta in volta le missioni sul pianeta di appartenenza, dotati di valuta esclusiva ed equipaggiamenti unici. E scusate se è poco.

    Pro

    • Trama ben fatta ed avvincente
    • Visitare i pianeti non è mai stato così bello
    • Attività molto più organizzate e variegate

    Contro

    • Rimane comunque incentrato sul ripetere azioni già svolte

    Conclusioni

    Questa prima parte della recensione, focalizzata principalmente su trama e contenuti single player termina qui. Sotto questi aspetti presi in considerazione, Bungie ha fatto il meglio che potesse senza snaturare la natura del suo amato Destiny. Piccole sbavature ci sono ancora e si potrebbe in certi casi osare di più, ma il lavoro svolto è eccellente ed è un passo in avanti notevole rispetto a quanto siamo stati abituati negli ultimi tre anni. Una campagna adrenalinica ed avvincente affiancata da un sistema di pattuglie e missioni secondarie finalmente ben congegnate. Nel prossimo articolo parleremo di co-op e pvp e della strutturazione legata ai potenziamenti di armi ed affini. Restate sintonizzati.

    9.0 1