Destiny 2 – Recensione Parte Seconda
Recensione

Destiny 2 – Recensione Parte Seconda

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Attenzione: Questa recensione è suddivisa in tre parti complementari, e ognuna vanterà una valutazione che, una volta sommata alle altre, darà il voto complessivo e finale del gioco. Buona lettura.

    Dopo le prime impressioni, torniamo ora a parlare di Destiny 2 in questa seconda parte della recensione a puntate, per sviscerare al meglio il prodotto di casa Bungie. Se vi siete persi la puntata precedente, vi basta cliccare su questo link per potervi mettere in pari con quanto sta per essere divulgato qui. Oggi parleremo in maniera approfondita delle attività co-op del seguito di Destiny, Raid incluso, e di tutte le sfaccettature del sistema di clan e reputazione. Si parte!

    Insieme, per la vittoria!

    Lo sappiamo benissimo tutti, senza fare troppi giri di parole: se siete giocatori solitari, probabilmente Destiny 2 e giochi simili non saranno mai nelle vostre corde. Si, d’accordo, c’è una buonissima e sostanziosa parte del titolo Bungie dedicata al single player, capace di tenere incollati allo schermo per diverse ore, ma il gioco mostra il meglio di sé una volta che si entra nell’ottica della cooperazione, tra attività quali assalti, cala la notte e Raid, ovviamente. In questo senso, Bungie per Destiny 2 ha realizzato una struttura ad hoc per quanto riguarda la gestione del clan e la relativa reputazione. Una volta ottenuto lo stendardo del clan di appartenenza, selezionabile nella schermata principale relativa all’equipaggiamento, potremo raccogliere esperienza per aumentare la reputazione del clan e, al contempo, usufruire di diversi bonus, che ora vi spieghiamo nel dettaglio. Ogni settimana, è possibile riscattare grazie al clan fino ad un massimo di ben 4 engrammi leggendari, determinati dagli obiettivi raggiunti durante questo lasso di tempo, ognuno legato ad un’azione particolarmente complessa: vittorie nel Crogiolo, Cala la Notte completato, Raid completato e Prove dei Nove superate. Le prime due, garantiranno degli engrammi potenti, ovvero ricompense di alcuni punti potere sopra il nostro attuale livello. Le ultime, invece, daranno armi o armature relative all’attività completata, quindi uniche, ma a livello 10, rendendo obbligatoria l’infusione per renderle operative. Sicuramente un bel modo per aiutare anche coloro che non riescono a portare sempre a termine le varie attività end game. Secondariamente, dato che ogni componente del gruppo ottiene punti esperienza per il clan, anche il livello di reputazione dello stesso aumenta. Ad ogni nuovo livello raggiunto, vengono sbloccate delle ricompense fisse, come bonus PE oppure possibili engrammi extra in determinate attività. Un lavoro ben fatto, brava Bungie.

    Assalti, assalti e ancora assalti

    In una formula ora più completa che garantisce ricompense faraoniche, a rimanere beffati sono proprio gli Assalti, indeboliti rispetto al passato, dove il sistema dei Tre di Ori per il farming asfissiante degli esotici nelle playlist dell’Avanguardia è ora stato sostituito dalla libera esplorazione favorendo gli eventi pubblici. Quindi sì, gli Assalti sono stati pesantemente declassati rispetto al primo Destiny. Tornano sempre utili ed è possibile ugualmente ottenere ricompense egregie, ma ad onor del vero, rimane molto più comodo farlo esplorando i pianeti tra una missione secondaria e l’altra. Un peccato perché, seppur pochi, gli Assalti di questo Destiny 2 sono veramente ben fatti e variegati, e lo si nota quando questi vengono poi affrontati in versione Cala la Notte, di cui parleremo tra poco. Vi sono infatti molte sezioni avvincenti e che richiedono una buona collaborazione tra i componenti del gruppo, massimo tre persone, e le boss fight hanno mantenuto la componente di scontro a fasi che tanto era stato elogiato da “Il Re dei Corrotti” in poi. Insomma, peccato perché sarebbe servita una maggiore attenzione per dare il giusto risalto a questa storica modalità. Ovviamente, parlando di attività end game, non possiamo non citare, prima del fondamentale Raid, il Cala la Notte. Per quei pochi che non lo sapessero o per i neofiti, i Cala la Notte è una modalità che consiste nella riproposizione di una Assalto e di renderlo dannatamente più complesso. O almeno così era in passato. Nell’ultima espansione di Destiny, ovvero i “Signori del Ferro”, il livello di sfida rappresentato dai Cala è andato via via diminuendo, con il relativo scontento dei giocatori, che accusavano Bungie di averne semplificato troppo le meccaniche, rendendolo troppo “user friendly”. Un errore di valutazione fortunatamente non commesso in Destiny 2, che ha ridato ai Cala la Notte il giusto smalto. Seppur non così proibitivi come in passato, dove la morte dei tre guardiani equivaleva al ritorno forzato in orbita per ripetere la missione dal principio, ora completare con successo questa modalità richiede un buon gioco di squadra e attenzione. Oltre ad i vari bonus/malus che variano di settimana in settimana, ciò che rimane fisso riguarda il tempo limite entro il quale completare l’attività, pena la sconfitta ed il ritorno in orbita. Un ottimo compromesso tra presente e passato, redendo il Cala la Notte un mix bilanciato tra l’hardcore e il casual. Perciò pensate bene ai vostri compagni di squadra, potrebbe fare la differenza tra vittoria e sconfitta.

    Il Divora-Mondi

    Il Raid, ovvero l’attività end game per eccellenza, la scrematura decisa tra i giocatori duri e puri e quelli occasionali. Questa attività che necessita di un team ben rodato composto da sei giocatori, rimane l’esperienza culmine da sempre per chi Destiny lo vive in pieno e non solo superficialmente. Nonostante meriterà uno speciale apposito per lo strepitoso level design, il primo Raid di Destiny 2, Il Leviatano, possiamo dirvi che il primo Raid di Destiny 2, Il Leviatano, è veramente un ottimo inizio seppur con alcune pecche. Una volta atterrati sulla monumentale nave-cittadella che ospita l’Imperatore Calus, signore dei Cabal, si rimane spiazzati per l’incredibile vastità del livello nel quale ci troviamo. Senza esagerare, il Leviatano è un vero e proprio pianeta esplorabile che si aggiunge a quelli presenti nella galassia principale di Destiny 2. Ogni zona nasconde scorciatoie e segreti veramente ben congeniati, risultando, a livello esplorativo, il miglior Raid mai fatto da Bungie. Vi è purtroppo l’altro lato della medaglia, rappresentato da alcuni step non esattamente esaltanti. Essendo composto da quattro fasi ben distinte, il Raid mostra il fianco nelle meccaniche del 50% di queste attività. La sezione delle Terme e dell’Agone, consistono essenzialmente nello scaraventare quintalate di piombo addosso ai nostri nemici e in piccole azioni/rompicapo di semplice coordinazione, come la corsa ad ostacoli nell’Agone. Interessanti ma non particolarmente stimolanti. Di contro abbiamo la bellissima battuta di caccia nei Giardini, dove quattro giocatori dovranno zigzagare tra le nebbie di un boschetto senza farsi vedere dai terribili segugi di Calus con i due restanti che, dall’alto daranno indicazioni alla squadra e con il fondamentale compito di condurre il gruppo verso i fiori da distruggere per creare moltiplicatori di danno per annientare queste bestie immonde. Senza dubbio la parte meglio riuscita del Raid. Infine la boss fight contro l’Imperatore in persona, che per svolgimento ricorda le meccaniche di Atheon nella Volta di Vetro, primo storico Raid di Destiny, con una squadra all’esterno ed una in un limbo, che necessita di ricomporsi completamente per uccidere il cattivone di turno. Bello questo Raid quindi? In molti aspetti sì, è veramente ben fatto, anche se, come detto, alcune attività non risultano particolarmente memorabili. Un inizio ottimo ma che necessita di una limatura ulteriore per diventare grandioso.

    Pro

    • Cala la Notte ben congeniati
    • Gestione dei Clan di gran livello
    • Raid spettacolare in parte…

    Contro

    • …quanto banalotto in certe situazioni
    • Assalti un po’ dimenticati

    Conclusioni

    Tirando le somme di questa seconda e penultima parte di questa gigantesca recensione, il lavoro svolto da Bungie è ottimo anche se non esente da difetti e immune dalle critiche. Queste attività di Destiny 2 si ritrovano nella scomoda posizione di avere lati postivi assolutamente da applausi e lati negativi difficili a volte da comprendere, dato che avrebbero necessitato di una leggere attenzione in più. Nonostante tutto, l’end game di questo Destiny 2 rimane di pregevole fattura, graziato anche da un nuovo sistema di clan veramente eccellente. Peccato solo per alcuni passaggi a vuoto, che avrebbero reso queste parti da ottime a eccezionali.

    8.0 1