Far Cry 4

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  • Quando la serie di Far Cry passò totalmente sotto il controllo di Ubisoft, con il secondo capitolo, il risultato non fu esattamente dei migliori. Far Cry 2, infatti, è un gioco afflitto da diverse problematiche, che lo rendono un’opera riuscita solo a metà. La compagnia non si è però data per vinta e, in un certo senso, ha stupito con Far Cry 3, uno sparatutto finalmente divertente, frenetico, sopra le righe e capace di colpire grazie a personalità come il folle Vaas Montenegro. Con Far Cry 4, Ubisoft ha sostanzialmente tentato di bissare questo successo. Si abbandona l’arcipelago tropicale per ritrovarsi (come da tradizione per la saga) in un altro territorio selvaggio: l’Himalya. Si dice ciao al carisma di Vaas per fare la conoscenza dello schizzato Pagan Min. Non si salutano, tuttavia, le meccaniche di gameplay introdotte con il terzo episodio, in quello che è in tutto e per tutto un more of the same.

    Il dittatore Pagan Min

    Il protagonista di Far Cry 4 è Ajay Ghale, in viaggio per il Kyrat, una regione dell’Himalaya. La sua missione è semplice: esaudire l’ultimo desiderio della madre e spargere le sue ceneri nella sua terra d’origine. Peccato che Ajay, e noi con lui, incontrerà molto presto il distopico Pagan Min, un individuo eccentrico autoproclamatosi il sovrano del Kyrat. Questo primo incontro segnerà l’inizio dell’avventura di Ghale, che aiuterà i ribelli della zona per far fronte all’esercito di Min.

    Pagan Min!

    Non vogliamo spoilerare, ma almeno una citazione per uno dei finali segreti del gioco vogliamo farla. Far Cry 4, infatti, può essere completato in meno di venti minuti. Non vi diremo come (cercate sul web se volete), ma l’idea è piuttosto ironica, in un certo senso quasi geniale e fa capire che tutto lo spargimento di sangue portato avanti dal protagonista/giocatore (beh, a noi piace sparare, uccidere e fare esplodere le cose, no? Altrimenti dove starebbe il divertimento?) è praticamente inutile e non necessario… perlomeno ai fini della nostra visita in Kyrat. Comunque sia, dicevamo: Pagan Min. il suo personaggio è indubbiamente centrale per la narrazione di Far Cry 4. È inevitabile fare un paragone con l’indiscusso antagonista di Far Cry 3. Per quanto Pagan Min sia un folle disturbato e la sua caratterizzazione sia decisamente interessante, insieme al suo modo di vestire, abbiamo preferito quel pazzoide di Vaas, in grado di lasciare un segno più forte e indelebile. La pazzia di Pagan Min rimane comunque meritevole di attenzione. Anche uno dei bracci destri di Min, lo psicopatico Paul 'De Pleur' Harmon, non va sottovalutato e regala qualche attimo piuttosto interessante.

    Comunque sia, la trama di Far Cry 4 non è questa gran cosa, si lascia seguire, ma purtroppo senza appassionare mai veramente. La sceneggiatura si limita a svolgere il suo compito senza risultare memorabile, citando a più riprese la precedente disavventura e facendosi apprezzare più che altro per i suoi personaggi, uno più scemo dell’altro; e qui una menzione se la meritano Yogi e Reggie, due simpatici fattoni che non mancano di drogare il povero Ajay a ogni buona occasione. L’amarezza è che nessuno di questi è particolarmente approfondito: sembrano tutti un po' delle macchiette. Il plot lascia poi libertà al giocatore sulla sorte delle personalità principali. Abbiamo giocato due volte la campagna facendo scelte diametralmente opposte e le situazioni proposte sono più o meno sempre le medesime, anche se portano a conclusioni differenti (soprattutto verso la fine), più nella teoria che nella pratica. Il gioco presenta comunque diversi epiloghi e non tutto è così scontato come può inizialmente sembrare. Anche le decisioni che si è tenuti a prendere non sono moralmente facili. Un aspetto intrigante dell’apparato narrativo è dato dalle comunicazioni radio di DJ Rana, uno sboccato conduttore radiofonico che non manca di commentare le gesta di Ajay e imbastire discorsi ricchi di riferimenti (e critiche) alla società moderna. In questo senso, Far Cry 4 mette in luce due anime: la cultura dei popoli dell’Himalya e le loro tradizioni contrapposta alla modernità, l’attualità, il progresso. Concetti, tra l’altro, espressi da due dei personaggi principali della vicenda. Il giocatore deve decidere per chi parteggiare, ma forse, tra tradizione e progresso, non c’è un vero vincitore…

    Tra le vette dell’Himalaya

    Con la guerra tra il Sentiero d’Oro (i ribelli) e la dittatura di Pagan Min al culmine, Ajay diventa presto una personalità chiave per fare la differenza. Ma c’è bisogno degli strumenti adatti: le armi. Armi che Ghale sembra essere in grado di usare con estrema praticità. Buon per noi. Fucili, pistole, mitragliatori, esplosivi e chi più ne ha più ne metta. Gli strumenti di morte sono tanti e ovviamente non mancano armi espressamente dedicate allo stealth, come arco e frecce e l’immancabile coltello. A livello di giocabilità Far Cry 4 è essenzialmente uguale a Far Cry 3. Se avete amato il terzo capitolo, probabilmente amerete anche quest’ultimo.

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    La campagna principale si snoda attraverso classiche missioni in cui alla fin fine l’obiettivo principale è fare fuori i cattivi. I modi per farlo sono diversi: si può agire di soppiatto, cercando di non farsi scoprire, una pratica che sa regalare le sue soddisfazioni; si può attaccare direttamente e fare piazza pulita; si possono attirare animali feroci per fare il lavoro sporco o creare confusione. A seconda dell’equipaggiamento scelto, poi, gli scontri possono prendere pieghe del tutto differenti. La preparazione è importante per tenere sotto controllo ogni minaccia. Far Cry 4, insomma, non è il classico FPS lineare e guidato. C’è un interno mondo da esplorare, vivere e sfruttare a proprio vantaggio. L’elemento free roaming funziona e nonostante la conformazione della regione non aiuti di certo la viabilità, gli spostamenti non sono mai tediosi o eccessivamente lunghi. Con il veicolo giusto (leggasi: girocottero, deltaplano e talvolta perfino la tuta alare) si possono percorrere distanze notevoli in pochi minuti, ammirando al contempo gli scorci paesaggistici del Kyrat.

    L’ambientazione è infatti uno degli elementi più importanti del gioco. Il Kyrat è un territorio veramente selvaggio e irto di pericoli, con le sue montagne e i feroci predatori. C’è un intero ecosistema dietro: dalle piante agli animali. La caccia è un altro fattore da non trascurare, in barba agli animalisti. Recuperare le pelli delle bestie che vivono nella regione permette di avere vantaggi enormi, come la possibilità di costruirsi uno zaino più capiente o una fondina per trasportare nuove armi. Le piante, invece, servono per preparare siringhe che possono venirci in aiuto in combattimento. Come in Far Cry 3, questo sistema di progressione è funzionale e ben integrato nella dinamiche. Completando missioni, uccidendo nemici e via dicendo si acquisiscono inoltre punti abilità, da spendere appunto per imparare nuove tecniche. Una su tutte la possibilità di cavalcare gli elefanti! Prendere il comando di questi bestioni restituisce una sensazione di potenza indescrivibile. Vedere l’animale scagliare con scioltezza un’automobile in aria o afferrare un avversario con la proboscide mentre in sella si spara all’impazzata con un mitra in mano è semplicemente galvanizzante. È un peccato che gli sviluppatori abbiano dato poco spazio a questa feature. Nel corso delle missioni della storia ci è capitato solo una-due volte di fare uso di un elefante.

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    Un mondo da esplorare

    Far Cry 4 è un titolo ricchissimo di attività da svolgere. Oltre alla gradevole campagna principale, che ovviamente ci porta anche sulle vette dell’Himalaya in sezioni al freddo e al gelo, la mappa brulica di quest secondarie: da eventi casuali a spericolate corse a tempo fino a missioni di caccia o assassinio, senza dimenticare la fondamentale conquista degli avamposti nemici. C’è sempre qualcosa da fare. Il difetto è che queste attività finiscono per diventare, presto o tardi, estremamente ripetitive, poiché riproposte fin troppe volte. È inevitabile perdere interesse dopo aver compiuto per l’ennesima volta la stessa missione. Per quanto opzionali, però, tali missioni hanno un peso importante per la progressione del proprio personaggio, indi per cui non appaiono mai inutili o fini a se stesse, almeno fino a un certo punto.

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    Come già si vociferava all’uscita di Far Cry 3, la struttura di gioco è una sorta di rivisitazione in chiave moderna di quella di Assassin’s Creed. Il bello è che in Far Cry tutto funziona meglio ed è più divertente. Un esempio è dato dalle scalate dei punti di osservazione (qui le torri radio). Ognuna di essa va affrontata 'in modo diverso' e per quanto la meccanica di base sia semplice, una volta raggiunta la cima ci si sente appagati. Anche lo stealth, seppur lontano dall’offrire un’esperienza veramente soddisfacente, è meglio implementato, con attacchi per far fuori con stile e in silenzio i nemici. In ogni caso, gli scontri diretti sono indubbiamente meglio confezionati e appassionanti. Uno dei problemi delle fasi stealth è che l’intelligenza artificiale lascia ancora a desiderare. Rispetto a Far Cry 3 non sono stati fatti passi in avanti. Si poteva fare di più, ma il gioco rimane comunque divertente e di certo non punta al realismo, benché (apriamo una parentesi) vedere avversari ancora in vita dopo avergli vomitato addosso una valanga di proiettili possa far storcere il naso. Far Cry 4 è difatti un titolo anche abbastanza impegnativo, con una difficoltà sopra la media. In alcune circostanze può quindi essere saggio invitare un altro giocatore e dedicarsi alla co-op (relegata alle missioni secondarie); un’aggiunta ben pianificata e divertente.

    L’esplorazione delle location è poi piacevole, tra tantissimi collezionabili, scrigni e segreti da scoprire. L’introduzione del rampino, inoltre, permette di arrampicarsi su pareti rocciose o saltare crepacci in modo pratico e veloce. In questo senso la componente platform del gioco ne esce arricchita, per quanto sempre basilare. C’è una bella verticalità dei “livelli” che aggiunge maggior profondità al tutto, anche ai combattimenti. Piombare dall’alto (o dal basso) su un nemico per finirlo con il coltello è sempre molto cool. Da segnalare, infine, una “mini-campagna” che racconta il mito dello Shangri-La. Qui il gioco si trasforma in qualcosa di onirico e fantastico. Una piacevole parentesi dalla storia.

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    Multiplayer

    Oltre alla cooperativa, Far Cry 4 presenta tre modalità di gioco competitivo. Il multiplayer è abbastanza classico, ma ha comunque un suo perché. Sono presenti due fazioni in cui calarsi: i cacciatori e i ribelli, ognuna con punti di forza e debolezza, che si impersoneranno a turno a ogni match. Si va dall’attaccare e difendere una precisa area a ricercare una maschera in grado di trasformare in un demone il giocatore fino a distruggere degli obiettivi mediante esplosivi. Gli scontri prevedono squadre da cinque contro cinque. Nel complesso il multiplayer non è neanche male, ma viene minato da mappe fin troppo grandi e alcune scelte che rendono il gameplay leggermente sbilanciato. Il piatto forte resta quindi la campagna in singolo, mentre il multigiocatore rimane un orpello in linea generale piacevole, ma non indispensabile.

    La bellezza incontaminata del Kyrat

    Abbiamo già detto più volte che uno degli aspetti di spicco di Far Cry 4 è l’ambientazione. Il Kyrat è un luogo incontaminato, ricco di vegetazione e specie animali. Girovagare tra le montagne è sempre un’esperienza interessante, anche solo per vedere gli animali liberi nel loro habitat naturale, con i predatori che cacciano e difendono il loro territorio. Spesso e volentieri la preda è proprio il giocatore. Lo spettacolo naturale è assicurato, tra pareti rocciose, villaggi, templi, fiumi, laghi, chilometri di foreste, rinoceronti, elefanti, tigri, i cattivissimi tassi, aquile in volo, lupi e così via. Fortunatamente il tutto è sorretto da un comparto tecnico di buonissima fattura. Qualche texture meno rifinita e qualche piccolo bug non compromettono l’impatto complessivo. Graficamente Far Cry 4 è un bel vedere. Non raggiunge l’eccellenza assoluta, ma la qualità non si discute. L’azione è inoltre fluida (abbiamo riscontrato pochi cali) e artisticamente non mancano le trovate interessanti, come la rappresentazione dello Shangri-La. L’unico appunto che ci sentiamo di fare è che il Kyrat, per quanto bello, appare tutto molto simile. L’effetto “sorpresa” si esaurisce presto, davanti a vedute e scorci tutti uguali che alla lunga potrebbero stancare.

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    Buona anche la ruggente colonna sonora, inferiore a Far Cry 3 ma con alcuni brani da ricordare, sempre perfetti per enfatizzare l'azione su schermo. Positivo anche il giudizio sugli effetti sonori, il doppiaggio in italiano e la longevità. In circa venti ore abbiamo superato di poco il 60% dell’offerta del gioco. Vi è da dire che al secondo giro, andando spediti, abbiamo completato la campagna principale in meno di sei ore. Le missioni principali non sono un numero esagerato. E poi c’è ovviamente il multiplayer.

    Far Cry 4 annuncio gamesnote.it

    Pro

    • Mbientazione credibile, visivamente ottimo
    • Gameplay divertente e vario
    • Tante cose da fare

    Contro

    • Attività secondarie troppo ripetitive
    • Inevitabile senso di deja-vu

    Conclusioni

    Far Cry 4 è esattamente quello che ti aspetti: un Far Cry 3 con una nuova ambientazione, nuovi personaggi e lo stesso ottimo gameplay, limato solamente in qualche piccolo dettaglio. Far Cry 4 è quindi un FPS free roaming divertente, coinvolgente e duraturo. La storia manca di quel brio capace di renderla realmente appassionante e i personaggi non riescono a competere con l’estro e la follia di Vaas. La campagna principale alterna momenti esaltanti a frangenti meno riusciti e le attività secondarie finiscono presto per stancare. Completa il quadro un multiplayer divertente, ma accessorio. I difetti, però, sono spesso trascurabili: Far Cry 4 è un’ottima esperienza e un buonissimo gioco, imprescindibile per gli estimatori della serie e soprattutto del terzo capitolo. Senza sorpresa, ci ha catturato meno di Far Cry 3, considerando la sensazione di deja-vu inevitabilmente presente, ma è ancora presto per dire che la struttura di gioco necessiti di una svecchiata. Certo, con Far Cry 5 è lecito sperare in qualche innovazione alla formula, ma per il momento non ci sono motivi per cui lamentarsi. Godiamoci la permanenza nel bellissimo Kyrat! Fattore X: Serie: Far Cry 4 riprende le basi di Far Cry 3 con successo, risultando di pochissimo inferiore a quest’ultimo a causa della mancanza di qualche novità di rilievo. Poco male: il gioco è ancora divertentissimo e coinvolgente.

    8.0 1