FIFA 19 – Il Calcio che conta torna con la Champions League!
Recensione

FIFA 19 – Il Calcio che conta torna con la Champions League!

Quest’anno EA Sports mette in campo i campioni

  • Versioni: PC PS3 PS4 Switch Xbox 360 Xbox One
  • Il mondo degli appassionati di calcio e videogiochi, attende sempre con ansia il mese di settembre, periodo durante il quale arrivano i giochi di calcio virtuale per eccellenza: Pro Evolution Soccer e, naturalmente, FIFA. Ormai sembra che le altre società di sviluppo abbiano completamente gettato la spugna in questo campo, lasciando il mercato in balia dei prodotti Konami e EA Sports, per quanto riguarda la simulazione del gioco più antico del mondo. Dopo l’uscita di PES 2019, che ha letteralmente stupito i giocatori, passiamo a FIFA 19. Il re dei giochi calcistici riuscirà a mantenere il suo trono?

    The Champions!

    Il punto forte di FIFA in grado di attirare una folta schiera di fan, è sempre stato quello delle licenze, che alla serie targata Konami è mancata. A meno che non si scaricassero modifiche online, PES 2019, ha sempre riproposto squadre e campionati riportanti nomi farlocchi, così come avviene ormai da quasi vent’anni. Cosa fastidiosa, a dire il vero, che ha portato una buona fetta di utenti a rivolgersi ai lidi di FIFA, non appena gli sviluppatori riuscirono a innescare un gameplay più realistico e accettabile. Il pallino che era rimasto in mano a PES, almeno fino allo scorso anno, era la licenza ufficiale della Champions League, che aveva un certo fascino per tutti i cultori del calcio. Parliamo al passato, perché la novità di quest’anno, vede FIFA fagocitare anche questa licenza, oltre ai millemila campionati, compresa la Serie A italiana. Con la Champions League (e Europa League annessa) la serie di EA Sports compie un netto balzo in avanti rispetto al concorrente Konami, ponendosi come il gioco di calcio più completo presente sul mercato, almeno per quanto riguarda il discorso delle licenze. Per i campionati nostrani, oltre alla già enunciata licenza della Serie A, non è presente, purtroppo la Serie B.

    Sul campo

    FIFA 19 propone, per quanto riguarda il gameplay, un’esperienza non innovativa, come ci si potrebbe magari aspettare, ma rivede il sistema già collaudato della versione 2018. La fisica del pallone ha raggiunto un realismo più elevato, consentendo costruzioni tattiche di alto livello nelle quali ogni minimo errore sarà punito con il recupero palla da parte degli avversari. Stavolta, poi, non sarà il giocatore più veloce a determinare le partite, ma bisognerà considerare tutto il comparto tecnico di ogni atleta virtuale e constatare come questo si adatti allo stile di gioco della squadra intera. Certo, un team di campioni potrebbe avere vita più facile ma, se ad esso viene contrapposta una squadra ben disposta tatticamente e con giocatori tecnicamente adatti a un determinato modulo di gioco, allora la storia della partita potrebbe cambiare. Come nella realtà, il campione potrebbe comunque trovare il tocco di classe in grado si spostare gli equilibri in una partita complicata, cosa meno semplice per un giocatore ‘normale’. Da questo si può denotare come l’avere un campione non sia garanzia di successo. Il ritmo sul rettangolo di gioco è più calibrato e rispettoso delle controparti reali, quindi non ci saranno ‘fenomeni’ che si faranno tutto il campo per depositare la palla in rete o, almeno, non sarà consuetudine. Basterà trovare un centrocampo piuttosto fisico e ben messo in campo per evitare che ciò accada. Pare poi che le famose skill non sempre portino a buoni risultati, facendo fare a FIFA 19 un ulteriore passo verso il realismo: parliamoci chiaro, l’estremo utilizzo di queste mosse, portava certe partite a diventare delle vere e proprie copie del mai dimenticato FIFA Street. Ora invece servirà acume e conoscenza tattica per giocare in maniera coerente con la realtà. L’intelligenza artificiale pare ulteriormente incrementata, rendendo anche le sfide a livello ‘Esperto’ decisamente combattute, con difensori arcigni e intuitivi, che difficilmente si lasceranno superare. Anche i portieri non paiono più inebetiti come prima godendo di un intuito maggiore. Naturalmente qualche papera inaspettata può accadere, ma la cosa è dovuta alle caratteristiche tecniche dell’estremo difensore. Ricordiamoci comunque una cosa: tante volte si sente parlare di controparte reale, ma un gioco di calcio, che sia PES o FIFA, rimarrà sempre un videogioco, e difficilmente potrà proporre la realtà del calcio tale e quale. Ci si potrà forse avvicinare, e, in questo, FIFA 19 ha fatto un notevole passo in avanti.

    Giochiamo a fare il manager?

    La classica modalità Carriera è ancora presente, anche se non mostra novità di sorta rispetto al precedente capitolo, ma risulta sempre piacevole da giocare anche se, come sempre, non entra nello specifico del lavoro manageriale. Manca, e ci spiace anche stavolta, la possibilità che un’altra squadra di club possa chiedere le nostre prestazioni, favorendo il classico sistema all’inglese che prevede che un allenatore possa abbandonare la squadra attuale per trasferirsi, anche a campionato inoltrato, presso un’altra società. Carine, almeno all’inizio, le animazioni presenti al momento del passaggio di un giocatore da una squadra all’altra. Resta, nei fatti, la sensazione che questa componente sia divenuta stantia, mai realmente rinnovata da parte di EA Sports, che vive su un sistema ormai vecchio di anni. Anche per questa volta, speriamo che il trend cambi con la prossima versione.

    La fine del Viaggio e Ultimate Team

    Ci duole constatare come FIFA 19 coincida con la terza e ultima stagione de ‘Il Viaggio’ ovvero la storia di Alex Hunter che, con ogni probabilità, giunge alla fine. Sinceramente mi ero approcciato a questa modalità nella maniera più diffidente possibile, pensando che mai un titolo calcistico avrebbe potuto contenere una storia degna di nota. Invece ‘Il Viaggio’ si è rivelato come una vera e propria scoperta, in grado di appassionare vivendo le vicende personali e calcistiche del protagonista. Stavolta non si parlerà solo di Alex, ma anche della sorella Kim Hunter e dell’amico di sempre Danny Williams. In totale si impersoneranno ben tre protagonisti e le scelte che verranno effettuate da parte del giocatore, determineranno il cammino dei tre calciatori. Nonostante la serie ‘Il Viaggio’ abbia perso pubblico, forse proprio per il motivo che un giocatore di FIFA si aspetti di giocare solo a calcio, speriamo che EA Sports ci stupisca con qualcosa di simile ma rinnovato in futuro.

    Ultimate Team è probabilmente la modalità più famosa e più giocata del micro universo FIFA. Stavolta, oltre alle classiche opportunità ludiche che gli appassionati conoscono da anni, EA Sports ha inserito le Divsion Rivals, che renderanno il gioco più competitivo garantendo premi in base al posizionamento in classifica della propria squadra. Inizialmente bisognerà giocare alcune partite per fare in modo che il sistema riconosca il livello di gioco per poi posizionarci nella serie più adeguata alle nostre capacità. Vincendo le partite proposte, si incrementeranno punti in modo da passare di categoria e iniziare una vera e propria scalata verso la gloria e, soprattutto, verso i premi più prestigiosi della competizione. Alcuni punti potranno, poi, essere impiegati per giocarsi la Weekend League, e guadagnare, in questo modo, altri premi più interessanti. Questo nuovo sistema garantisce linfa vitale al FUT, in modo che l’esperienza diventi graduale e ben gestibile anche da coloro che vi si approcciano per la prima volta.

    Allo stadio

    Abbiamo provato FIFA 19 su PC settato al massimo, e dobbiamo dire, che le differenze con le versioni console si vedono. Dal punto di vista grafico, il Frostbite Engine compie al meglio il suo lavoro. In primo luogo sulle movenze dei giocatori, simili a quanto visto in FIFA 18 ma maggiormente realistiche; secondariamente sulle ambientazioni, con stadi vivi e veramente ben fatti e con un pubblico sempre più partecipe dell’azione grazie anche alle scene di intermezzo. I volti dei giocatori, e questo è bene dirlo, sono ben fatti solo per alcuni di loro, ai quali è stata fatta il face-scan del volto e dell’intera epidermide, in modo da riportarne i tatuaggi e le deformazioni cutanee. Per altri è stato fatto un lavoro più approssimativo, vedi, esempi su tutti, Bonaventura del Milan e il Papu Gomez dell’Atalanta, che non hanno nulla a che fare con la controparte reale. PES 2019, sotto questo punto di vista, stacca nettamente il titolo EA, anche se, a dirla tutta, il database dei calciatori del titolo Konami è decisamente più modesto. La telecronaca è stata affidata, ancora una volta, a Pierluigi Pardo e a Stefano Nava, entrambi navigati nel calcio elettronico di EA Sports. Alcune strisce di dialogo sono state riprese dalle precedenti edizioni, mentre altre sono completamente nuove e si attualizzano sulle vicende di calcio più recenti. I cori personalizzati, come al solito, non fanno altro se non aumentare in maniera consistente la voglia di scendere in campo con i nostri giocatori virtuali.

    Pro

    • Licenza della Champions League
    • Fisica di giocatori e palla realistica
    • FUT rinnovato

    Contro

    • Alcuni giocatori importanti irriconoscibili
    • Carriera che sa di 'vecchio'

    Conclusioni

    FIFA 19, quest’anno, si garantisce la prestigiosa licenza della UEFA Champions League e diventa, di fatto, il titolo calcistico più completo della storia videoludica. Grazie a un gameplay ulteriormente migliorato, a una fisica dei giocatori e della palla molto più realistiche, EA Sports è riuscita a riportare su un altro livello la serie calcistica. Graficamente su PC ci troviamo di fronte a un buon lavoro che, con una cura maggiore, poteva essere eccelso, soprattutto per quanto riguarda alcuni calciatori irriconoscibili. Direi che a livello di giocabilità ci siamo, mentre per le modalità avrei risistemato la Carriera, ormai diventata vetusta. Il FIFA Ultimate Team è stato ulteriormente migliorato, diventando accessibile a tutti, e alla portata dei neofiti. Anche quest’anno FIFA mostra l’artiglieria pesante, impreziosita dalle licenze e da una fisica migliore. Un acquisto obbligato per gli amanti del gioco del calcio.

    9,0 1

    Articoli Scritto da Carlo Ziboni - Gamesnote.it

    Amante fin da bambino del mondo dei videogiochi, dopo un continuo scroccare partite con l'Atari di cugini vari, ho iniziato a fare sul serio nel 1987, quando in casa arrivò il mitico NES. Inutile dire che da quel momento, per me esistevano solamente Mario e soci. Con il passare degli anni e i migliaia di giochi passati sotto le mie grinfie, ho iniziato ad avere un sentimento di tolleranza anche verso SEGA, per poi entrare nel mondo Playstation e PC. Praticamente non ho mai perso una console Nintendo da trent'anni a questa parte. Questa mia passione viscerale per i videogiochi, nata nelle sale giochi anni '80, mi ha portato a collaborare per otto anni con Spaziogames.it, mentre nel frattempo in me nasceva l'idea di creare Gamesnote.it, una piattaforma libera e indipendente.