Minit – Recensione di un titolo juventino
Recensione

Minit – Recensione di un titolo juventino

E minimalista al massimo

I titoli indie riescono sempre ad avere un certo fascino grazie a delle idee semplici, ma che pad alla mano riescono a coinvolgere come pochi. Minit è uno di questi titoli, un gioco molto minimalista vista la sua grafica in bianco e nero e completamente in stile 8-bit, ma che cerca di andare oltre la visuale tipica di Zelda e proporre una serie di puzzle ambientali che ci porteranno alla continua lotta contro il cronometro. Sembrerà banale ma l’idea alla base di questo progetto dei ragazzi di Vlambeer, realizzato con il Game Maker, c’è uno strano personaggio che dovrà consegnare una spada al legittimo proprietario. Nulla di difficile od originale, se non fosse che il nostro eroe ogni minuto muore…

Una spada sfigatissima

La maledizione della spada è alla base del sistema di gioco sviluppato dai quattro programmatori di Minit, che hanno puntato su non dare nessuna abilità speciale o potere mistico a quest’ultima se non quello di farvi morire ogni sessanta secondi. Ma come si imposta un gioco di questo tipo? Ecco avendo di fronte un intero open world sarà molto importante riuscire a raggiungere i check-points posti nelle varie zone e raggiungere il proprietario della suddetta spada per consegnargliela. All’inizio della nostra avventura avremo di fronte a noi un mondo da esplorare senza mappa, quindi basandoci unicamente sulla nostra memoria visiva per orientarci, in seguito scopriremo che sarà necessario portare a termine alcuni compiti che ci verranno dati dai diversi personaggi non giocanti presenti nelle diverse aree. Sarà fondamentale completare queste missioni, perchè solo cosi si otterranno indizi su come avanzare o abilità speciali necessarie a proseguire nel gioco. Per fortuna ogni volta che moriremo i nostri progressi non saranno persi e di conseguenza, partendo anche dall’ultimo check-points attivato, non sarà necessario ricominciare tutto dall’inizio. Di fatti l’avventura si finisce in meno di un’oretta, noi ci abbiamo impiegato circa 50 minuti buoni alla prima run. Quello che stupisce è che alla semplicità del sistema di combattimento, si danno semplici spadate e nulla di più, ci sono un buon numero di varianti per quel che concerne le missioni di gioco. Il punto di forza è infatti proprio il level design del mondo di gioco, dove scoprire nuove scorciatoie o respawn per facilitare il raggiungimento del finale diventano elementi imprescindibili. Il fatto poi che ogni sezione sia una sorta di puzzle da superare in sessanta secondi, per poi passare al successivo, riesce a dare quel senso di progressione e fascino per ciò che ci attende dopo che spingono il giocatore a divorare l’avventura in un batter d’occhio. Inutile negare che graficamente siamo di fronte a un titolo davvero povero, nemmeno su Game Boy avevamo una tale povertà grafica, ma almeno lo stile riesce a rendere bene l’idea di cosa bisogna fare e nonostante tutto l’unico neo secondo noi resta il prezzo di 10 euro. Decisamente abbordabile e onesto per l’offerta videoludica che ci si pone di fronte, ma difficile da far comprendere alla massa che oggi senza il graficone boccia qualunque cosa a prescindere.

 

Pro

  • Originale
  • Frenetico e divertente

Contro

  • Dura pochissimo

Conclusioni

Minit è uno di quei titoli che va giocato, per quella boccata di aria fresca che riesce a dare all’industria videoludica e quella sensazione che un’idea semplice può fare molto se sviluppata a dovere. I ragazzi di Vlambeer sono riusciti nel difficile compito di rendere attraente e appagante un gioco che graficamente è molto povero e, proprio per questo, per nulla attraente. Se riuscirete a passare sopra a questo fattore e adorate risolvere enigmi ambientali più che dare spadate a destra e manca allora dategli una possibilità, non durerà molto ma vi garantiamo che ne vale la pena e l’esperienza che accumulerete vi farà vedere in modo diverso anche il fattore tempo. Quei secondi che scorrono sempre più velocemente riescono a darvi quell’ansia e frenesia che oggi è difficile trovare, in titoli troppo semplici e sviluppati per chi vuole avere un tempo illimitato per risolvere un puzzle.

8 1