MXGP Pro – La recensione più fangosa di sempre
Recensione

MXGP Pro – La recensione più fangosa di sempre

Milestone non accellera

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Abbiamo lasciato l’anno scorso MXGP 3 dopo aver assaporato quello che sembrava il primo passo verso l’evoluzione della serie effettuato da Milestone. L’introduzione dell’Unreal Engine 4 aveva infatti fatto bene al brand e in prospettiva futura potevamo pensare che questo nuovo capitolo, ribattezzato Pro e che perde la numerazione, sarebbe stato un ulteriore passo in avanti. Come sempre però la casa milanese non riesce proprio a fare il salto di qualità, a imporsi come dovrebbe realizzando meno prodotti, purtroppo la qualità non viene premiata dal lanciare 3 o 4 giochi l’anno se il risultato è questo. Mentre team minori come i Kunos Simulazioni sono li a dimostrare che basta puntare su un solo franchise e creare un tripla A per avere successo, i nostri concittadini passano dal motocross, alle Moto GP per finire sulle moto da strada senza padroneggiarne davvero nessuno. MXGP Pro è l’ennesimo buon titolo sul genere che però non apportando niente di rilevante rispetto al passato porta con sé la più semplice delle soluzioni, acquistare il prequel e risparmiare soldi. Ma vediamo in cosa questo videogioco ha sbandato malamente.

    La vita del pilota da cross è sempre più dura

    Come per il predecessore anche cui torna il Compound, la nostra base logistica dove allenarci e passare un po’ di tempo a gestire le nostre moto, più grande e vario di prima ovviamente ma sostanzialmente invariato. Come tutte le modalità di gioco, perché alla fine non si è visto nulla di inedito per ciò che concerne le modalità ne la loro presentazione. Siamo ancora lontani dalla spettacolarizzazione e alto livello delle carriere di un gioco tripla A, ma questo non significa che avere la solita impostazione classica dove si parte dalla categoria più bassa per arrivare alla MXGP non sia sempre soddisfacente. Milestone ha ovviamente ripreso l’ossatura di sempre ma ha migliorato i suoi tutorial, consentendo anche ai novellini di approcciarsi al titolo con qualche lezione in più su come non finire ogni curva in mezzo al fango. E’ davvero importante questo elemento, come girare e gareggiare a lungo, perché il titolo non è un arcade puro come lo può essere il concorrente MX vs ATV e richiede molto pazienza. Il sistema di guida infatti è stato raffinato ancora andando a cambiare maggiormente il comportamento della moto sia in fase di atterraggio che proprio con l’aderenza alla pista che modificandosi in modo più realistico rende il tutto più complicato. Certo alcune cose della fisica dei piloti, come i whip e gli scrub sono macchinosi da compiere e del tutto inutili, ma anche l’IA degli avversari continua a seguire i propri binari di gara fregandosene di noi e delle nostre traiettorie. Insomma oltre qualche piccolo cambiamento alla fisica di gioco sembra proprio di essere di fronte al terzo capitolo, con la modalità carriera che adesso ha una nuova variante più estrema, senza possibilità di salvare, rewind in caso di sbagli in gara e livello di difficoltà massimo settato tutto su Pro. Inutile, lo diciamo subito, tanto era possibile già in passato personalizzare le varie impostazioni e livello di difficoltà, come adesso, quindi crearne una con tutto al massimo per ricreare l’esperienza reale di un campionato di motocross lascia il tempo che trova. Non c’è davvero niente di più, siamo ancora qui a cercare quel passo in avanti, quella rivoluzione che faccia passare anche questo brand da mediocre a ottimo, invece nulla. E se pensiamo che ci sia da fermarsi solo ai contenuti e che quindi magari con questo tempo a disposizione e il lavoro svolto anche su altri titolo come MotoGP ’18 abbiano aiutato i ragazzi di Milano a migliorare la loro sintonia con il motore grafico di Epic, bhè non è cosi.

    60fps…tutorial su come ottenerli

    Diciamo che sarebbe quello che dovrebbero fare in Milestone per avere almeno i 60fps su tutte le piattaforme, cosa che non si ha nonostante il loro gioco non sfrutti minimamente le potenzialità dell’Unreal Engine 4. Chiedere a Epic ragazzi, che tra un po’ si cambia generazione e siete sempre un passo indietro. Le texture continuano a non essere il massimo, spesso appaiono slavate e sono ridotti al minimo persino gli effetti relativi al fango e gli schizzi vari, ancora non perfezionati come si deve e poco realistici. Certo è aumentato il dettaglio delle piste e degli elementi di contorno che le caratterizzano, ma siamo ben lontani da ciò che dovevamo avere tra le mani dopo un anno. Ma se gli elementi tecnici alla fine possono essere anche sorvolati da un appassionato, di certo non lo sono le collisioni che spesso vanno a incidere sulla nostra prestazione facendoci perdere e quindi tirare giù calendari maledicendo i programmatori, specialmente con le impostazioni a Pro e senza rewind a salvarci. Pensate poi online, mentre giocate una Gran Premio contro altri giocatori, o avete la fortuna di uscire dalla mischia alla prima curva o sarà solo una lotta a colpi di spalla che nulla ha a che fare con questo sport, e se fosse un titolo arcade potremmo anche sorvolare ma se punti al realismo e l’immedesimazione i dettagli sono quelli che alla fine vanno a fare la differenza.

     

    Pro

    • Migliorata la fisica

    Contro

    • E' MXGP 3 con tutti i difetti di un anno fa

    Conclusioni

    Stesso voto dello scorso anno per MXGP Pro, proprio perché per chi non ha ancora un titolo di motocross troverà in questo un prodotto di ottima fattura e ben confezionato, mentre purtroppo quelli che hanno preso il 3 devono solo lasciarlo sullo scaffale. Le migliorie sono cosi poche e del tutto superficiali che non impattano certo sulla scelta di un gioco che troverete a pochi euro contro uno identico ma a prezzo pieno, se poi avete il prequel non ha nemmeno senso passare a questo. Siamo ancora una volta delusi da Milestone, che tra le società italiane è senza dubbio la più prolifica ma anche quella che per qualità si assesta sempre sulla mediocrità. Sarebbe ora, e questo è proprio un consiglio alla software house di Milano, di puntare su pochi prodotti e dargli un senso, come fanno da tempo tanti altri team della nostra penisola, perché è meglio un Assetto Corsa ogni 4 anni ma che spacca i fondoschiena anche a titoli come Forza e Gran Turismo, che il riciclaggio annuo in stile Ubisoft.

    7 1