Naruto to Boruto: Shinobi Striker – Recensione di un buco nell’acqua
Recensione

Naruto to Boruto: Shinobi Striker – Recensione di un buco nell’acqua

CyberConnect2 non c’è e si sente

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • La saga di Naruto ci ha appassionato per anni, facendoci compagnia prima con il manga e successivamente con l’anime. Una di quelle serie che non poteva non essere sfruttata per una trasposizione videoludica, che stranamente per un tie-in è riuscita quasi sempre a distinguersi per l’alta qualità di ogni gioco specialmente visto il team di sviluppo CyberConnect2  dietro a questi. Conclusasi la saga ormai da tempo non si poteva non cercare di spremere fino all’ultima goccia i fan allungando la brodaglia con il sequel ufficiale incentrato sul figlio del pel di carota. Ovviamente noi abbiamo saltato a questo giro, ma non potevamo certo esimerci dal recensire anche il nuovissimo videogioco nato da questa nuova saga che Bandai Namco ha deciso di affidare a un team inedito proprio per distaccarsi con i titoli precedenti. Mai mossa peggiore poteva essere fatta, i passi indietro rispetto gli Ultimate Ninja Storm sono enormi e non lasciano speranze a questo titolo, ed è meglio precisarlo sin da subito.

    Il sogno mio realizzerò, tu ci puoi scommettere!

    Se il manga non riesce a togliersi dalle spalle l’enorme eredità del franchise questo titolo nato dai ragazzi di Soleil cerca disperatamente una propria identità nel sistema di gioco, ma deve per forza attingere dal passato per reggere contenutisticamente alle mancanze dovute alla giovane età. Inutile dire che il mix di personaggi presenti viene preso un po’ da Naruto e da quello che al momento offre Boruto, questa volta però non in forma di picchiaduro uno contro uno come abbiamo sempre visto la serie ma più come un’avventura a missioni da affrontare in squadra, che lascia tutte le perplessità del caso e cestina in una volta sola quello che era il miglior gameplay mai realizzato per un tie-in prima dell’arrivo di Dragon Ball FighterZ. Dopo aver scelto a quale villaggio appartenere e creato il nostro avatar potremo immergerci in questa avventura, che possiamo affrontare da soli con degli alleati usati dalla CPU oppure in multiplayer co-op sia creando un nostro gruppo oppure cercandone uno per ogni missione che ci verrà assegnata. Per dare poi vita al comparto di mosse del personaggio anonimo che abbiamo dovremo scegliere un’allenatore e cosi acquisirne le capacità, potendo anche sceglierne più di uno e variare, un po’ come nella serie di Dragon Ball Xenoverse insomma con nulla di nuovo sotto il sole. Proprio da questo titoli si prendo anche tutte le interazioni per le missioni che ci vengono assegnate, anche per ripercorrere le vicende dell’anime, ponendo fortemente l’accenno su questa nuova formula di un titolo con team formati da 4 guerrieri, suddivisi anche per categorie. Inutile dire che dovete scegliere solo attaccanti, che sono fortissimi e dimostrano come il bilanciamento sia stato fatto in pausa pranzo, proprio perché con solo 4 classi a disposizione sono riusciti anche a crearne una più buffata delle altre, da non credere. Tra ruba bandiera, conquista l’area nemica e scontri contro i boss diciamo che la varietà non esiste, tutto bene o male si svolge nel medesimo modo e se ciò non bastasse è il sistema di combattimento che fa acqua da tutte le parti. I pattern d’attacco sono tutti uguali, con delle combo davvero banali e basiche effettuabili con i due attacchi, debole e forte, sfruttando i soliti strumenti da ninja presenti sul terreno, un pulsante per il salto e le abilità speciali o la tecnica suprema a dare un po’ di vivacità a un sistema pessimo, noioso e nel quale prevale il “premi tutto a caso” selvaggio. Lontano dagli scontri spettacolari, coreografici e molto simili a quelli dell’anime delle produzioni dei ragazzi di CyberConnect2. Ma se le modalità di gioco sono poche, le classificate online ridicole, il bilanciamento pessimo e il sistema di lotta adatto a bambini ci si mette anche il comparto tecnico a uccidere definitivamente il titolo.

     

    Anche nel 2018 escono giochi per Playstation 2…ah no è per la quattro???

    Una delle caratteristiche più belle dei giochi dedicati a Naruto era, oltre il sistema di combattimento, la grafica mozzafiato che ci riproponeva tutte le vicende dell’anime e scontri spettacolari. Con le tecniche supreme bellissime e coreografiche, le mosse speciali di ogni combattente ben distinte e curate nei minimi dettagli, ogni Ninja Storm era stupendo anche solo da guardare. Questo Shinobi Striker ha fatto invece molti passi indietro e presenta numerosi problemi, partendo dalla resa stessa del cell shading che è tra i peggiori visti su Playstation 4, con un dettaglio dei personaggi e fondali piatto. Certo il titolo ha ben 8 personaggi a schermo e la fluidità non è da sottovalutare, ma è stato sacrificato decisamente troppo secondo noi. Tralasciamo il reparto sonoro che alla fine si attesta su buoni livelli, siamo di fronte a un passo falso e si nota la differenza anche tra l’esperienza del nuovo team e i ragazzi di CC2.

    Pro

    Contro

    • Sistema di gioco troppo semplice
    • Poche modalità di gioco
    • Ripetitivo e noioso
    • Tecnicamente di una generazione passata

    Conclusioni

    I ragazzi di Soleil hanno provato con questo nuovo titolo ha puntare sull’online, sposare una formula totalmente diversa da quella a cui eravamo abituati a vedere Naruto e compagni floppato clamorosamente. Shinobi Striker è un titolo mediocre come pochi. Non solo ha pochissime modalità di gioco, ripetitive e noiose, e un sistema di combattimento che definire basiche è riduttivo ma si presenta anche tecnicamente sotto la media. Non c’è un aspetto positivo, il confronto poi con la serie realizzata dai ragazzi di CyberConnect2 è imbarazzante…speriamo che Bandai Namco prenda atto di questo fallimento e recuperi uno dei pochi anime che veniva trasportato nel panorama ludico come si deve, qui si è a livelli peggiori persino dei Saint Seiya.

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