Puyo Puyo Tetris
Recensione

Puyo Puyo Tetris

  • Versioni: PS4 Switch
  • Come non dimenticare i pomeriggi passati sul Game Boy con Tetris? Il puzzle game definitivo, sebbene dal 1985 a oggi siano passati secoli e milioni di cloni più o meno validi. Tra la moltitudine di giochi che riuscì a eguagliare il grado di dipendenza del titolo di Aleksej Leonidovič Pažitnov c’era senza dubbio Puyo Puyo di Compile, uscito nel 1991 ma da noi apprezzato solo con la versione da sala dell’anno dopo convertita per le maggiori console dell’epoca. Due colossi del genere che Sega ha deciso di unire in un unico titolo per rendere la nostra vita sociale pari a zero, alla faccia di Clash Royale o quei giochini per cellulare che tanto vanno per la maggiore. Ovviamente la società non poteva che dare un tocco di originalità al suo prodotto e introdurre tante di quelle modalità di gioco e personaggi dalle diverse caratteristiche che ve lo possiamo dire sin da ora, soprattutto se avete uno Switch, è imperdibile.

     

    Per due è sempre meglio di uno

    Partiamo dalle basi, Tetris devono conoscerlo tutti i videogiocatori del mondo, un po’ come Pong, e le sue meccaniche sono quelle da sempre e prevedono ovviamente di incastrare i classici blocchi colorati. In questa versione ci sono delle piccole modifiche che prevedono la presenza di un blocco fantasma che vi mostrerò come si andrà a collocare il pezzo una volta posizionato e la possibilità di mettere in un angolo un blocco da usare in un secondo momento. Puyo Puyo potrebbe essere meno famoso per i giovani ma sappiate che è fenomenale come titolo, con un gameplay molto semplice che prevede la realizzazione delle classiche chain per eliminare i blocchi che scendono sullo schermo, anche qui con la necessità di avere dei buoni riflessi. Insomma Sega ha preso il meglio dei due franchise per creare il puzzle definitivo che Candy Crush Soda deve solo tacere. Un tale sistema di gioco non poteva che venire accompagnato da tantissime modalità di gioco tra le quali spicca l’avventura, colma di personaggi inventati provenienti dal mondo del titolo russo e quelli più classici visti in passato per il gioco delle “gocce” che andranno a creare delle simpatiche e senza senso scenette, tutte da gustare. La maggior parte sarà incentrata sulla sfida ai personaggi usati dalla CPU, che come sempre hanno stili e livello di difficoltà diverso, ma ne possiamo trovare alcune davvero geniali come la fusione di entrambi i giochi, con quindi i diversi blocchi che scenderanno sullo schermo per creare un titolo totalmente inedito, in altre versioni avremo invece lo schermo che si oscura per rendere il tutto più complesso e tantissime altre opzioni. Tralasciando tutto ciò che riguarda il single player, tanto il titolo è pieno di tutorial e spiegazioni varie per chi avesse difficoltà con il semplicissimo sistema di gioco, è nel multiplayer che troviamo il maggior livello di sfida e divertimento. Se già contro la CPU siamo di fronte a un titolo che con i suoi centinaia di livelli non ha rivali, contro uno o altri tre amici la sfida diventa folle. Ora, bisogna precisare che se su PlayStation 4 il gioco è limitato e non riesce a esprimere al meglio la propria forza in quelle che sono le peculiarità del giocare contro altri amici o di due titoli che volenti o nolenti hanno sempre dato il meglio di sé grazie ad un mix di gameplay che si sposa perfettamente con una console portatile è paese che su Switch Puyo Puyo Tetris diventi letteralmente una droga ludica. La console Nintendo è perfetta, ma riesce a spiccare più di tutto per la sua semplicità nel poter farvi giocare contro un amico grazie ai Joy-con e la versione da tavolo della stessa. Ormai è assodato che ogni gioco su questa ibrida riesce ad avere quella spinta in più che va oltre il lato tecnico, qui si tratta realmente di giocare dove, quando e con chi si desidera senza limiti. Una delle missioni della grande N era sdoganare ancora una volta il multiplayer locale, quello insomma fatto di spallate tra amici, di gente che dà le pacche sulle spalle o insulta pesantemente divertendosi come dei bambini anche se si hanno fin troppi capelli bianchi.

     

    La semplicità di un’esplosione di colori

    Sebbene siamo di fronte a un puzzle game relativamente sobrio dal punto di vista tecnico non possiamo non elogiare la perfetta sintonia che hanno i due titoli, per un risultato finale colorato e vivido, pieno di vita e che riesce a essere fluido e nitido sulla TV allo stesso modo in entrambe le versioni. Quello che realmente però esalta il giocatore è il comparto audio, forse al solo sentire pronunciare Sega quando appare il logo della società, alle vocine delle giovani protagoniste o musiche che si vanno a dare il ritmo giusto a ogni partita, con melodie orecchiabili e che rimangono nella testa meglio di un qualunque despacito del momento che può solo accompagnare. Insomma un piccolo gioiello, che magari manca di quella grafica classica, retro che avrebbe reso felici come i bimbi i nostalgici di adesso.

    Pro

    • Gameplay che crea asuefazione
    • Tantissime modalità di gioco
    • Prezzo budget che lo rende imperdibile

    Contro

    Conclusioni

    Non ci sono molti puzzle game serie nel mondo dei videogiochi ormai, sembrano quasi passati di moda su console per via dei titoli da mobile, ma come per tutte le cose ci sono dei classici che non hanno età e che dimostrano come la vecchia scuola abbia sempre qualcosa da dire. Sega ha unito due mostri sacri del genere, nella maniera migliore e più genuina possibile, infarcendo il tutto di modalità di gioco numerose e varie e quel tocco di multiplayer che pone la longevità a livelli infiniti. Se avete una PlayStation 4 allora potete divertirvi e passare delle belle serate con gli amici o la ragazza, ma se avete uno Switch avete una potente droga che causa dipendenza in quella cartuccia….imperdibile!

    9.0 1

    Articoli Scritto da Carlo Ziboni - Gamesnote.it

    Amante fin da bambino del mondo dei videogiochi, dopo un continuo scroccare partite con l'Atari di cugini vari, ho iniziato a fare sul serio nel 1987, quando in casa arrivò il mitico NES. Inutile dire che da quel momento, per me esistevano solamente Mario e soci. Con il passare degli anni e i migliaia di giochi passati sotto le mie grinfie, ho iniziato ad avere un sentimento di tolleranza anche verso SEGA, per poi entrare nel mondo Playstation e PC. Praticamente non ho mai perso una console Nintendo da trent'anni a questa parte. Questa mia passione viscerale per i videogiochi, nata nelle sale giochi anni '80, mi ha portato a collaborare per otto anni con Spaziogames.it, mentre nel frattempo in me nasceva l'idea di creare Gamesnote.it, una piattaforma libera e indipendente.