Ride 2
Recensione

Ride 2

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • In meno di 10 mesi Milestone sforna tre titoli motociclisti, tra Ducati e Valentino Rossi ecco infatti che arriva anche Ride 2. Il secondo capitolo di questo franchise era molto atteso, prometteva infatti di andare a rivedere e correggere i difetti del primo aumentando le opzioni di gioco oltre che delle moto e percorsi disponibili. A Milano purtroppo stanno iniziando a fare i furbetti manco fossero Electronic Arts e quindi è doveroso dare una tiratina d’orecchie ai nostri concittadini, portarli sulla retta via e ricordare loro come si dovrebbe sviluppare un titolo con passione e non solo per soldi. In cosi pochi mesi, tre giochi che sono praticamente identici e tutti mediocri, non era meglio concentrarsi a programmare un singolo gioco ma che fosse davvero l’eccellenza? Andiamo a vedere perché secondo noi siamo di fronte a un Ride 1.5 invece che un sequel come il numero due in copertina dovrebbe far capire, senza contare che gli appassionati delle due ruote stanno ancora li ad attendere Tourist Trophy 2…ed abbiamo detto tutto.

     

    Ma dove vai se la carriera non la fai?

    Inizieremo la nostra avventura con Ride 2 immediatamente con la creazione del nostro avatar virtuale, poche opzioni a disposizione come sempre e via sulla Yamaha YZF-R1 2015 per una prima gara a bordo di un bolide da paura, per provare subito l’ebrezza della velocità prima di cominciare la carriera dalla 125cc. Proprio il World Tour ideato da Milestone è basico, già visto ma soprattutto senza quello spunto necessario a farcelo amare, a farci intrigare come in altri capitoli simili. Tutto ciò che ci verrà chiesto è di superare varie gare, stagione dopo stagione, per arrivare ovviamente a essere il pilota numero uno al mondo. Come potrete immaginare inizialmente avremo a disposizione pochi soldi e dovremo quindi accontentarci di guidare moto di bassa cilindrata, fare gare su gare per racimolare abbastanza denaro da comprare i bolidi dei nostri sogni. Ovviamente dovremo vincere e accumulare anche le medaglie d’oro per poter partecipare ai vari eventi, tutti suddivisi in categorie o con determinati obiettivi da portare a termine. Non temete però, ogni evento vi consentirà di gareggiare con un tipo di moto specifica o comunque che non superi i parametri di potenza fissati in Performance Points, proprio come nel primo capitolo. Inizialmente sarà meglio fare le formichine, usare i nostri soldi per migliorare le moto che possediamo o vinciamo attraverso degli speciali eventi su invito che ci verranno proposti se ne saremo meritevoli. La personalizzazione del nostro mezzo è indispensabile per migliorare le nostre performance e spesso sarà determinate avere non solo il maggior numero di PP consentiti ma anche un assetto idoneo al tipo di tracciato. Peccato per l’estetica che non può essere personalizzata più di tanto se non con scelte cromatiche per alcuni oggetti, mentre le livree scordatevi di toccarle, che nell’era di Forza Motosport risulta ormai arcaica come scelta. Vogliamo l’editor dei ragazzi di Turn 10 in ogni gioco di macchine o moto che sia, punto. Purtroppo gli eventi sono tutti slegati tra loro, non c’è una vera storia e il giocatore deve scegliere quelli che desidera affrontare da solo, una caratteristica che come sempre spiazzerà sia chi viene da altre produzioni sportive che i principianti. Oltre ciò non possiamo non notare come molte delle categorie sono state inserite un po’ forzatamente, senza una particolare attenzione a suddividere le stagioni e gli eventi in modo equilibrato tra supermoto, naked, 125cc ecc ecc Peccato quindi, perché la noia e la voglia di affrontare tutte le sfide non riesce a nascere nel nostro cuore da centauro, spinto ad andare avanti più per il desiderio di ottenere la moto dei propri sogni che per la voglia e il divertimento di farlo. Inutile dire che le altre modalità sono piatte e persino meno interessanti, ma vista la presenza delle gare libere, dove mostrare la nostra vena creativa dando vita a campionati o gare singole con le nostre regole. Sempre graditi i campionati per le singole categorie e quelli per team 4 contro quattro, mentre l’online ha beneficiato degli eventi giornaliere o settimanali che ci faranno ottenere diversi punti per migliorare la nostra squadra. Insomma niente di particolarmente nuovo, non è stato migliorato ciò che si doveva e nel complesso la familiarità con le modalità di gioco farà capire a chi ha comprato un anno e mezzo fa il primo Ride di come siamo lontani da un sequel ma proprio di un aggiornamento.

     

    Anche la moto avrà il pilota automatico

    Parlando del lato puramente della giocabilità non possiamo certo dire che il titolo ci abbia impressionato, infondo è identico al precedente con qualche miglioramento preso dal gioco ufficiale di Valentino Rossi. I vari settaggi ci permetteranno di scegliere l’esperienza di guida più adatta a noi, passando da quella con tutti gli aiuti attivati dove in sostanza la moto si guida da sola e basterà avere i PP massimi per vincere facilmente i vari eventi, a quella più simulativa dove anche solo accelerare non sarà una cosa scontata. Insomma da questo punto di vista non possiamo lamentarci, Milestone ha sicuramente il miglior gameplay per i giochi dedicati alle due ruote ad oggi. Come però abbiamo visto anche con i precedenti giochi degli sviluppatori ormai i loro tools di lavoro sono identici, da titolo a titolo i difetti sono sempre gli stessi e forse per questo sarebbe ora di darsi una svegliata. Partiamo con le collisioni, ancora una volta non brillanti, poco realistiche e soprattutto senza una vera logica in alcune situazioni, dove la fisica sembra andare a farsi benedire. Come sapranno gli appassionati fedeli ai prodotti della casa con sede all’ombra della madonnina toccare un rivale porterà a cadere solo voi, sempre, mentre i piloti sono guidati dalla solita IA che gira su binari prefissati senza sbagliare una curva nemmeno fossero tutti dei provetti Lorenzo. Ovviamente a livelli di difficoltà superiori a quello per principiante questi atteggiamenti risultano fastidiosi e sicuramente vanno a compromettere il divertimento complessivo di Ride 2, che però non cerca nemmeno di aiutarsi da solo visto che anche il lato tecnico si mette di traverso. Eccoci quindi a parlare del solito motore grafico di Milestone, che abbiamo già detto sia nella recensione di Ducati che di Valentino Rossi come sia semplicemente imbarazzante sulle console attuali. Le moto sono circa 200 e sicuramente sono dettagliate e rese in maniera impeccabile, però se le confrontiamo con quelle di Driveclub comprendiamo bene la differenza di dettaglio che c’è. Le nuove piste sono sicuramente ben fatte e gradite (infondo chi non si diverte lungo i 20 km del Nürburgring?) ma anche qui non possiamo fare a meno di storcere il naso su ciò che vediamo, dalle texture, numero di poligoni a quanto di più semplice ci dovrebbe essere in un titolo di questo calibro. Basta, seriamente non si può presentare un titolo con questa grafica nel 2016 e invece di perdere tempo e risorse con tre prodotti quasi fotocopia in meno di un anno sarebbe meglio prendere un motore grafico al passo con i tempi, perché signori miei anche su Wii U si vedono cose decisamente più “next-gen” dei giochi dei ragazzi milanesi. Dispiace davvero, perché il sonoro è stupendo, ottimo e riproduce in maniera impeccabile ogni moto nelle diverse visuali disponibili, basterebbe davvero uno sforzo maggiore per dare una spinta al gioco.

    Pro

    • Più piste e moto
    • Se non avete altri titoli sulle due ruote è imperdibile...

    Contro

    • Solita IA, solita fisica, soliti problemi
    • ...quale appassionato non ha già un titolo Milestone?
    • Solito motore grafico da PlayStation 3

    Conclusioni

    Ride 2 è un buon titolo, divertente e che gli amanti delle due ruote giocheranno per ore e ore. I problemi che ha sono però storici delle produzioni Milestone, questo è in effetti il fattore che influisce maggiormente sul nostro giudizio, perché crediamo che si debba osare maggiormente, fare di meglio che prendere il prequel e migliorarlo aggiungendo moto e circuiti ma poi lasciando inalterati i problemi. Del motore grafico obsoleto siamo anche stanchi di parlarne, ma sebbene possiamo fare a meno del graficone di Forza Horizon 3 per divertirci almeno cerchiamo di stare al passo con le produzioni quali Assetto Corsa, sempre per restare in Italia e con sviluppatori con meno risorse. Se avete il gioco di Valentino Rossi lasciate perdere, per ovvie ragioni il titolo sul nostro campione è più curato, più divertente e con una modalità carriera più appagante, ma se volete diversi modelli di moto da strada e non avete il primo Ride allora avete trovato ciò che fa per voi, il problema però è trovare un amante delle due ruote che non ha già un titolo Milestone e che quindi non dovrebbe nemmeno prendere in considerazione l’acquisto di Ride 2.

    6.0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.