Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
Recensione

Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge

  • Versioni: Switch Retrogames
  • Una delle serie di picchiaduro più iconica e che ha fatto la storia del genere è senza dubbio Samurai Shodown, l’arrivo quindi del quarto capitolo su Nintendo Switch non poteva certo lasciarci indifferenti vista la qualità dei prodotti e delle conversioni di Hamster con la sua serie ACA Neo Geo. Era il lontanissimo 1996 quando in sala giochi arrivava questo titolo e non poteva che farci spendere centinaia di monetine e gettoni nella buia e cupa Astragames di Milano, consapevoli che la console SNK era troppo per le nostre misere tasche da adolescenti che poi avevano anche comprato da poco un Nintendo 64.

     

    La vendetta di Amakusa

    Questo capitolo del picchiaduro all’arma bianca per eccellenza (Soul Calibur fatti da parte) introduceva numerose novità nel gameplay, andando di fatto a cambiare radicalmente l’approccio che si aveva con il titolo e aumentando la complessità e longevità del tutto. I personaggi non soltanto sono aumentati di numero rispetto al precedente capitolo ma si dividono anche con due diverse personalità, tra buoni o cattivi, modificando non solo i colori e in alcuni casi l’aspetto visivo ma anche lo stile di combattimento e alcune delle mosse principali. Una volta selezionato il nostro eroe potremo decidere il livello di difficoltà con cui affrontare la modalità storia, con quello per principianti che automatizza molte delle tecniche a disposizione ma riducendone il danno e non consentendo l’uso delle più potenti, quello intermedio che è anche lo standard del gioco stesso e quello per esperti dove viene disabilitata la parata e il combattimento si spinge furiosamente sull’attacco. Oltre a questa selezione, che ovviamente influisce alcune mosse e le loro esecuzioni, potremo notare la presenza di un timer entro il quale arrivare al cospetto della malvagia Amakusa per poter accedere al vero boss finale e il nostro nemico storico, se non riusciremo ad arrivare in tempo non vedremo il vero finale e ci dovremo accontentare di essere considerati dei perdenti. Come si potrà notare immediatamente la barra dell’energia è composta da due strati, questo perché i danni sono maggiori che in passato e questo inciderà molto sulla durata dei combattimenti. È sempre presente il meter del POW, questa volta però le mosse speciali a disposizione di ogni combattente si eseguono nel medesimo modo mentre si può attivare una sorta di modalità rage che facendo esplodere l’intero meter ci consente due tipi di colpi. Il primo attacco che potremo sferrare è una combo automatica, davvero inutile e banale, mentre il secondo è un fendente velocissimo che può prendere di sorpresa l’avversario, bello da vedere ed efficace nel combattimento. Se la prima novità è rovinata dal fatto che con la semplice pressione dei tasti d’attacco si esegue un opening con la quale iniziare serie di combo che possono arrivare anche a 14 hit consecutivi, a seconda della nostra abilità. Il titolo è quindi vario e con un sistema di combattimento appagante, che ci permette di effettuare un harakiri con il quale perderemo il round ma otterremo la barra POW al massimo in quello successivo, senza dimenticare le fatality alla Mortal Kombat che si possono eseguire se porteremo a termine un incontro con un colpo letale ma non potentissimo, in grado di far perdere l’arma al nostro avversario e lasciarlo in piedi quel tanto che basta per farlo a pezzi.

     

    La violenza pura, sangue e smembramenti ovunque…

    Samurai Shodown IV è un titolo molto violento, con il sangue che scorre a fiumi e una grande tecnicità che giocarlo ovunque è un piacere. Certo sono uscite moltissime versioni del gioco, quasi per ogni console, ma la vera differenza la fa comunque quel “Dove, come e con chi vuoi!” che nasconde la differenza della console Nintendo e di conseguenza il valore aggiunto che con soli 7 euro ci si porta a casa un titolo valido sia sul versante casalingo grazie alle tante opzioni di gioco per i patiti dei record sia nella sua versione mobile vista la possibilità di mettere in ogni momento in pausa il gioco o addirittura salvare la partita. Le numerose opzioni per i filtri e impostazioni del display non fanno che garantire la perfetta visione di uno dei titoli con le animazioni più fluide e migliori della serie, che con i sequel è diventato un po’ troppo mugen style, oltre a dei fondali animati all’inverosimile e delle musiche perfette. Il miglior capitolo della serie, anche se nostalgicamente il due ha un posto troppo importante nel nostro cuore per non attenderne l’arrivo con la stessa gioia con la quale abbiamo raccolto questo Amakusa’s Revenge.

    Pro

    • E' uno dei migliori picchiaduro di sempre...
    • ...ora da giocare a cada e ovunque
    • Costa poco

    Contro

    • Manca l'online

    Conclusioni

    Se avete uno Switch e amate i picchiaduro allora non potete farvi mancare Samurai Shodown IV, il primo titolo di spessore dopo KoF ’98 disponibile per la serie ACA Neo Geo per tutti coloro che amano il genere. Grazie al solito prezzo molto competitivo e i numerosi personaggi e sistema di combattimento tutti i fan troveranno pane per i loro denti, grazie a un design che ancora oggi ha tanto da insegnare e una profondità che in molte produzioni moderne ci si sogna. Lascia sempre quell’amaro in bocca per la mancanza dell’online, ma sinceramente grazie alle possibilità del multiplayer offline e se ci fosse un benedetto stick per la console si può rimediare in maniera migliore.

    9.0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.