Sniper Ghost Warrior 3
Recensione

Sniper Ghost Warrior 3

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Sembra ormai che il mondo aperto e le opportunità che questo riesce a dare agli sviluppatori sia quasi uno standard per il futuro, ma è lecito chiedersi quanto possa essere azzeccato per ogni genere. Quello del cecchino è da sempre l’unico ruolo che è riuscito ad accaparrarsi più attenzioni di tutti nel mondo ludico e dopo Sniper Elite 4 ecco che arriva un altro pretendente al trono per questo genere. A differenza del passato però i ragazzi di CI Games hanno preferito optare per qualcosa che si andasse ad allontanare dai prequel e cosi con questo Sniper Ghost Warrior 3 cerca un po’ il riscatto nella scena, forte finalmente anche di un budget superiore a quello disponibile quando nacque la serie. Riuscirà il soldato scelto Marines Jon North a portare a termine la missione più difficile?

     

    Georgia, terra a noi sconosciuta per lo più

    La struttura è l’elemento maggiormente modificato in questo terzo episodio della serie, per cercare probabilmente di renderlo appetibile non soltanto a chi ama impersonare il cecchino e quindi affrontare un titolo e le missioni immedesimandosi in esso, ma anche a chi preferisce l’approccio più in stile Rambo. Il trucco utilizzato da CI Games per creare il mondo di gioco è simili ai primi Far Cry, con avamposti disseminati lungo la mappa pieni di nemici che con l’avanzare della storia dovremo liberare, oltre a 16 super criminali da trovare e missioni extra dove affiancare la resistenza polacca contro i nemici. Il mondo di gioco è esplorabile sia grazie alla jeep messa a disposizione che con i viaggi rapidi, mentre quello che cambia nel gameplay è identificato nei nuovi approcci che possiamo avere per infiltrarci tra i nemici o ucciderli tutti. Come sempre la prima cosa che dovremo fare come cecchini sarà quella di localizzare visivamente tutti i nemici e all’occorrenza utilizzare il nuovo drone in grado di volare e anche hackerare telecamere e computer per darci un quadro migliore della situazione. Non tutte le missioni però ci chiederanno di liberare le postazioni nemiche e di uccidere tutti i soldati avversari, spesso dovremo anche farne fuori soltanto uno, avendo quindi maggior accortezza nelle azioni che dovremo fare. Da non dimenticare poi le speciali abilità che potremo sfruttare per “cacciare” i nostri bersagli, evidenziando le impronte nemiche o mettendo in risalto ogni altro elemento del fondale che possa indicarci la loro posizione. Ghost Warrior 3 riesce a dare inizialmente delle sensazioni positive grazie alle numerose scelte che il giocatore ha a disposizione, con tanto di abilità speciali che salgono di esperienza automaticamente in base alle diverse azioni o uccisioni che effettueremo, con un sistema che ricorda molto più quello di un RPG che un vero e proprio sparatutto, per fortuna però si tratta di piccoli accorgimenti che non modificano l’approccio al gioco e non danno vantaggi di sorta, risultando quindi alla lunga un sistema superficiale e che andrebbe o eliminato o rafforzato dandovi un maggior peso. Giocando con la difficoltà standard impostata da CI Games non possiamo purtroppo evidenziare come quasi sempre uccidere dalla distanza risulti la scelta più semplice, immediata e remunerativa a causa di uno sbilanciamento della selezione stessa del livello a cui affrontare il titolo. Se a Normale è evidente che ci siano sin troppi aiuti e che il gioco fili liscio un po’ troppo a causa di un’IA che sembra davvero pessima, alzando il tutto ci si rende conto che in realtà l’IA a questi livelli si comporta decisamente in maniera migliore e più realistica, mentre viene evidenziato come il sistema di copertura e l’azione da sparatutto puro abbiano grosse lacune.

     

    Un bilanciamento perfetto…magari regolando lo zoom

    Nonostante le novità introdotte dai programmatori questo terzo episodio del franchise mette in evidenza sia i lati positivi che quelli negativi di un team che ha poca esperienza, che cerca ancora il bilanciamento perfetto per dare al proprio prodotto un’anima tutta sua. L’open world può essere stata sicuramente una piacevole novità, proprio come l’inserimento di missioni secondari, sebbene ci troveremo sempre in un’area ristretta e ben definita, ma tra livelli di difficoltà mal calibrati e problematiche varie agli approcci dove l’azione è più concitata e normale che le perplessità restino su quanto non fosse meglio concentrarsi semplicemente sul cecchino. Insomma una maggior cura dell’IA e di altri elementi più importanti avrebbero reso il titolo certamente migliore, ma se anche riutilizzando ancora una volta il CryEngine i risultati non sono all’altezza di un gioco uscito anni fa come Crysis allora forse l’inesperienza non può essere sempre la giustificazione a tutto. Se da un lato ci troviamo di fronte a texture che passano dalle ottime alle mediocri, alla rappresentazione della vegetazione sempre ottimale e degli ambienti chiusi colmi di oggetti e quindi poligoni a schermo, in lontananza troviamo un orizzonte opaco, pop-up qua e là e una serie di animazioni e fisica approssimativa, come il sistema di guida o delle arrampicate. Per fortuna il level design è ottimo e riesce a far passare in secondo piano questo tipo di difetti, come anche qualche calo di frame su console che non pregiudica mai la partita. Spesso il troppo non è mai la strada giusta e un approccio più alla Sniper Elite 4 è quello più indicato per un titolo che vuole mettere al centro dell’attenzione il cecchino.

     

    Pro

    • Grandi soddisfazioni ad alti livelli di difficoltà
    • Il meglio lo dà con l'approccio da cecchino
    • Storia piacevole

    Contro

    • Ad arma spianata è confuzionario
    • Il livello di difficoltà sbilancia la reazione dell'IA
    • CryEngine sfruttato mediocremente

    Conclusioni

    Sniper Ghost Warrior 3 è un titolo dalle grandi potenzialità, che mostra l’ambizione di CI Games ma anche i loro limiti e quelli di un cercare di sviluppare un sistema di gioco ibrido che possa contemporaneamente rendere felici sia gli amanti del cecchinaggio che quelli degli sparatutto più semplici. Siamo lontani dall’approccio di un gioco nel quale studiare minuziosamente ogni movimento dei singoli soldati presenti in un avamposto, ma il titolo riesce a fare il suo dovere se alzate l’asticella del livello di difficoltà, dandovi qualche soddisfazione non indifferente. Un po’ troppo superficiale invece sia l’approccio tecnico che quello sui sistemi di approccio secondari, che per ora non riescono ad amalgamarsi bene con il tipo di gioco.

    7.0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.