Starlink Battle for Atlas – Recensione di un giocattolo
Recensione

Starlink Battle for Atlas – Recensione di un giocattolo

Pronti a farvi venire tanta voglia di StarFox?

  • Versioni: PC PS4 Switch Xbox One
  • Ubisoft è l’unica società che negli ultimi anni ha provato a creare nuove esperienze di gioco, con delle IP inedite che tra alti e bassi sono riuscite a smuovere un mercato stantio e in cui osare è ormai un utopia. Nonostante le deludenti vendite dei suoi giochi la società ha deciso di non perdere quella vena innovativa che l’ha caratterizzata fino a oggi e cosi eccoci di fronte a Starlink. Ve lo diciamo subito, nonostante ve lo potranno etichettare come un gioco in cui i giocattoli venduti separatamente e che interagiscono con il titolo lo accostino a produzioni di Skylanders o Disney Infinity, non è proprio cosi. Probabilmente conscia del fallimento di tutti questi titoli, basati esclusivamente sull’interattività tra giocattolo e videogioco in questo titoli i ragazzi francesi hanno ben pensato di limitare la cosa, rendendo cosi il gioco usufruibile a tutti, anche senza nessun accessorio. Stabilito quindi che lo sparatutto vi dà accesso a tutto è innegabile che noi abbiamo provato la versione migliore, quella per Switch con il prode Fox McCloud e la sua mitica navicella presa in prestito da StarFox.

    Pronti a un’avventura esplorativa su caccia spaziali?

    Abbiamo effettuato la nostra prima partita in versione totalmente digitale, quindi senza usufruire della navetta di plastica ma giocando Starlink come un comune videogioco. Scelto il livello di difficoltà più avanzato tra i quattro disponibili e il leggendario Fox come pilota (ognuno con le proprie caratteristiche e abilità…ma noi ovviamente siamo andati sul carisma senza badare ad altro), dovremo assemblare la navetta tra i modelli disponibili, potendone modificare le ali, le varie armi e ottenendo in questo modo un ibrido personalizzato a seconda del modo con cui desideriamo affrontare il gioco. Quindi se desiderate scontri ravvicinati puntate su armi che fanno tanto danno e con poca gittata o viceversa, il tutto è quindi ben equilibrato e dobbiamo dire che senza spendere soldi comprando i modellini veri le opzioni a disposizione non sono poche. Ogni elemento è poi upgradabile, lo stesso pilota ha una sua esperienza, il tutto per una crescita graduale che ci permetterà di esplorare l’intero universo messoci a disposizione in questa sorta di open universe. La storia è banale come sospettavamo, un mero pretesto per farci esplorare vari pianeti e combattere contro la Legione Dimenticata, che opprime i deboli e dev’essere spazzata via nelle sette regioni presenti per poter cosi debellarla definitivamente. I ragazzi di Ubisoft ci portano per mano nelle prime battute, giusto il tempo di lanciarci in un tutorial assistito che ci spiega come si pilota il caccia, i vari tasti a cosa servono e poi via libera in quella che è una pura esplorazione in piena liberta, dove potremo decidere di andare dove desideriamo, alla ricerca di ricchezze, rottami o avamposti nemici da abbattere, stando attenti ai predoni spaziali e tenendo la tensione alta viste le numerose battaglie tra i vari dogfight che si andranno a creare. Non si tratterà però di un mero esercizio di combattimenti aerei in stile Ace Combat, ma avremo anche l’opportunità di volare rasenti al terreno dei pianeti e prendere cosi diversi campioni di materiale, DNA vario, per poter catalogare le diverse specie e quanto di interessante si possa trovare. Non dimentichiamo che il fulcro stesso di tutta l’esperienza si basa sull’esplorazione, mentre il livello e l’intensità dei combattimenti la decide il livello di difficoltà che selezioneremo all’inizio. Sarà quindi importante avere una buona affinità con le popolazioni locali, cosi da avere maggior denaro da spendere per migliorare la nostra nave o investire in nuovo equipaggiamento.

    Non basta un solo pilota o una sola nave

    Una delle caratteristiche che maggiormente ci ha convinto in questo sparatutto dalla vena esplorativa è la varietà di situazioni in cui ci ritroveremo. Tralasciando il gran numero di mod a disposizione da sbloccare e fondere per trovare il miglior equipaggiamento possibile per le nostre esigenze, o anche dopo aver sbloccato le abilità speciali dei vari piloti aumentandone l’esperienza come in un classico gioco di ruolo, bisognerà sempre capire l’elemento da usare in battaglia. Non tutti i nemici si possono combattere con armi di fuoco o ghiaccio ad esempio, alcuni necessitano di una maggiore gittata per essere colpiti e questo ci pone nella necessità di cambiare pilota o anche nave a seconda dei casi. Da questo punto di vista bisogna ammettere l’ottimo lavoro svolto dal team di Toronto, che ci consente veloci switch ma anche il bisogno di non concentraci su un singolo personaggio. Dovremo quindi avere una buona strategia, potenziare più di una navetta e goderci le ore di gioco spensierato o aggressivo tra lo spazio e i pianeti. Ovviamente la presenza di Fox non è casuale, nonostante il nostro eroe e i suoi fedeli compagni svolgeranno le stesse missioni degli altri avendo anche gli stessi obbiettivi a essi è dedicata una missione esclusiva di circa due ore dove se la vedranno con Wolf, appannaggio dei soli utenti Switch purtroppo. Allora, l’idea di base di avere vari modelli di navicelle che si collegano al pad e si usano giocando non sarebbe nemmeno male, ma risulta da subito inutile lasciando i giocattoli ai soli collezionisti. Intanto non è necessario mantenere la nave sull’apposito alloggio sempre, una volta collegata potrete usare lei e le sue parti per sette giorni, poi basta ricollegarla, anche perché è scomodo giocare con quella configurazione. E’ ovvio che per noi la versione digitale, senza aggiunte, sia da preferire e quella che riesce a dare una maggior esperienza e divertimento al minor prezzo possibile. Troviamo quindi azzeccata l’idea del team e anche il non aver obbligatoriamente legato Starlink alla componente giocattolosa (sebbene non finito al 100% possiamo dire che non abbiamo trovato difficoltà a fare tutto quello che c’era da fare, senza diciamo porte chiuse perché non avevamo la navicella X ad esempio), in questo modo ognuno potrà scegliere la versione migliore per le proprie esigenze. Dal lato tecnico siamo molto soddisfatti che il parlato italiano sia stato affidato all’ottimo doppiaggio che normalmente la società usa per i suoi tripla A, è un elemento che dimostra l’attenzione spesa in questo progetto e che va al di là del voler risparmiare magari anche solo lasciando l’inglese e i sottotitoli come avrebbero fatto altre società. Graficamente il gioco è molto pulito, con i pianeti e le navicelle davvero di ottima fattura, non avendo trovato rallentamenti neppure giocando in modalità portatile. Certo non siamo a livelli eccelsi se pensiamo a Playstation 4 o Xbox One, qui siamo di fronte a un gioco che non sfrutta certo il motore grafico proprietario come un Assassin’s Creed, ma il vero difetto è la pochezza dei nemici e della loro varietà, davvero pochi e troppo ripetitivi.

    Pro

    • Ottimo sistema di progressione
    • Belle sia le battaglie che l'esplorazione
    • Tante mod da bloccare e intercambiare

    Contro

    • Tecnicamente non è il top per PS4 e Xbox One

    Conclusioni

    Ubisoft Toronto ci ha sorpreso con questo Starlink, un titolo davvero ben strutturato che intrattiene e diverte senza porre troppa attenzione sul comparto gioccatoloso come invece facevano Lego Dimensions o Skylanders. Una trama scontata ma che riesce a fare da traino per un’avventura di esplorazione e crescita del personaggio dove il trovare la configurazione perfetta per la propria navicella diventa il gioco stesso. Come scritto nel corso della recensione anche con la sola versione digitale è possibile godere appieno dell’esperienza di gioco, dimostrando come il titolo sia perfetto anche per chi non desidera mettersi a collezionare navette e vuole magari solo godersi il gioco con una spesa più che adeguata. La società francese ha ancora una volta avuto il coraggio di osare, non solo rilasciando una nuova IP ma anche inserendosi in un mercato che è praticamente morto da un pezzo e viene tenuto vivo solo da Nintendo e i suoi Amiibo. Questo coraggio merita di essere ripagato da tutti gli amanti di StarFox, perché vi verrà tanta voglia di un nuovo capitolo giocando a questo, da chi ama le battaglie tra astronavi e l’esplorazione di nuovi mondi.

    8 1