Syberia 3
Recensione

Syberia 3

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Ci sono delle serie molto famose e di successo che per tanti motivi non abbiamo più visto, alcune perché definitivamente terminate altre perché non avevano nulla da dire. Potremmo citarne davvero moltissimi di giochi dei quali vorremmo vedere un sequel, se però il risultato dev’essere come quello di Syberia 3 allora è meglio che non vengano riesumate. Microids non si è capito per quale motivo ha deciso di riesumare quest’avventura grafica dopo 13 anni, certo il marchio è forte e attira molti giocatori anche oggi, ma si sa bene che quando hai gli occhi di molti giocatori puntati addosso e stai lavorando a un titolo atteso da molti, sbagliare è sin troppo semplice.

     

    Kate…era meglio se morivi!

    Il titolo non poteva che riprendere la narrazione esattamente dove si era interrotta con il secondo capitolo, i programmatori hanno però optato per delle scelte che potessero da un lato permettere anche a chi non ha dimestichezza con il franchise di giocarci. Purtroppo dobbiamo ammettere che la decisione è ovviamente sensata per cercare di allargare il bacino d’utenza del marchio, ma non riesce a nascondere le proprie origini e di conseguenza tante elementi e avvenimento non saranno sempre comprensibili ai neofiti, mentre i più vecchi avranno quella sensazione di amaro in bocca per questo distacco che non è certo naturale. La trama e la narrazione però sono nel classico stile che abbiamo amato nei prequel, con quel giusto velo di mistero che ci porterà ad affrontare le circa 12 ore di gioco tra puzzle e enigmi tipici dei punti e clicca, forse un po’ troppo classici e vicini al passato per svecchiarne le meccaniche. Insomma che siamo di fronte a Syberia non ci sono dubbi, il vero problema è che i programmatori hanno avuto la brillantissima idea di realizzare il gioco con una nuova impostazione grafica che ha portato a un sistema di controllo della protagonista che peggio non si poteva, senza contare le hitbox e la telecamera. Il problema principale è che tutti i movimenti della nostra protagonista sono collegati a quelli della telecamera e di conseguenza quando l’inquadratura cambia si modificano anche questi, quindi per esempio anche il semplice andare avanti si modifica e questo si ripercuote nel giocatore che deve continuamente sistemare direzione, specialmente negli ambienti più piccoli dove i cambi di telecamera sono più frequenti. Va bene, il sistema è macchinoso ma ci si potrebbe chiudere un occhio, peccato che essendo un punta e clicca per interagire con qualunque oggetto Kate dovrà trovarsi di fronte a esso e spesso ve ne saranno più di uno. Il problema è che il sistema ideato da Microids è cosi pessimo che non si riesce mai a fare un’operazione cosi semplice in modo facile, anzi spesso ci vorrà davvero tutta una serie di aggiustamenti della telecamera e del personaggio che malediremo i programmatori più e più volte. Un vero peccato quindi che la storia, molto bella a dire il vero e che risulta essere la parte migliore dell’intero prodotto insieme alle sempri ambientazioni glaciali, sia totalmente rovinata da un sistema di controllo che non ha seguito la tradizione e dovendosi adattare al nuovo stile grafico.

     

    Punta e clicca…qualcosa voleva dire no?

    La semplicità è probabilmente la migliore delle situazioni quando si prende un classico uscito anni fa, in questo modo si evitano rischi inutili e quasi sempre si accontentano i fan che desiderano soltanto rivivere le emozioni di un tempo che non tornerà mai più. Kate è sempre immensa, un personaggio davvero ben temprato e che non ha nulla da invidiare a nessuna delle protagoniste più blasonate e conosciute, ma purtroppo la qualità generale del motore grafico è mediocre. Tra texture di qualità altalenante e un motore che non riesce a rendere bene l’effetto dell’acqua oltre di altri elementi scenici, il tutto è farcito da bug e difetti di sincronizzazione delle voci, piccolezze sulle quali si può chiudere un occhio ma in definitiva siamo sempre di fronte a una realizzazione tecnica mediocre, che si salva solo per le musiche molto buone anche se non all’altezza della colonna sonora dei due precedenti mentre il parlato in italiano non c’è e possiamo trovare solo i sottotitoli che però non sono sempre ben leggibili.

    Pro

    • Ottima storia

    Contro

    • Pessimo sistema di controllo
    • Troppo facile
    • Tecnicamente mediocre

    Conclusioni

    Syberia 3 è uno di quei titoli che dimostra come alcune delle serie più celebri del passato debbano restare recluse nei nostri ricordi, per non rovinarci quanto di buono avevamo apprezzato all’epoca. Il genere ha ancora molto da dire ed è stato dimostrato anche da altre produzioni recenti, il voler però renderlo un titolo semplice e che scorre via da solo, quasi in automatico, non aiuta a renderlo appagante. La realizzazione tecnica mediocre poi, senza contare la mancanza del parlato in italiano presente nel prequel, ci dimostra come lo sviluppo sia stato travagliato e che i problemi da risolvere con patch in futuro sono troppi per comprarlo al day one e a prezzo pieno.

    6.0 1