The Legend of Zelda Breath of the Wild
Recensione

The Legend of Zelda Breath of the Wild

  • Versioni: Nintendo 3DS PC Switch Wii U
  • Negli ultimi anni il mondo dei videogiochi è cambiato molto e ormai quasi tutte le avventure più importanti si sono spinte verso l’open world, abbandonando il vecchio schema limitato dalla potenza delle vecchie console. A dire il vero The Legend of Zelda non è che si sia mai presentato in modo tanto diverso, sebbene non ci fosse un’unica immensa mappa da esplorare in alcuni episodi, quasi tutte le zone erano sempre collegate tra loro e viaggiare nel mondo di gioco con quella fase esplorativa era parte integrante della saga. Questo nuovo capitolo però ha portato Nintendo a cambiare decisamente rotta e puntare a un titolo che potesse portare la saga al pari dei grandi giochi di ruolo occidentali, come Skyrim o The Witcher, senza dimenticarsi quella magia unica che segna ogni viaggio di Link. Questo Breath of the Wild è un punto di partenza per la grande N, un titolo che si lancia direttamente nella mischia di quelli che normalmente si portano a casa i GOTY, pronto a far innamorare nuove schiere di giocatori e conquistare per l’ennesima volta quello dello zoccolo duro.  Non staremo qui a fare una mega recensione, non basterebbe un romanzo per spiegare cosa offre quest’opera, ma possiamo dirvi senza ombra di dubbio che ci troviamo di fronte al miglior titolo che abbiamo giocato negli ultimi anni, in grado di risvegliare in vecchi che a quasi 40 anni hanno visto ormai tutto di questo settore emozioni incredibili. Siamo di fronte a un gioco epico, che segna la storia di Nintendo, e non solo, e dal quale tutti avranno da imparare.

    Questo Breath of the Wild è un punto di partenza per la grande N, un titolo che si lancia direttamente nella mischia di quelli che normalmente si portano a casa i GOTY, pronto a far innamorare nuove schiere di giocatori e conquistare per l’ennesima volta quello dello zoccolo duro

    Superiamo finalmente i prati del Grand Plateau

    Tutti conoscono la leggenda di Zelda, la storia dietro la Triforza e l’eroe per eccellenza di tutti i capitoli della serie, il prode Link, che ha quasi sempre Ganon come nemico da abbattere per salvare il mondo Hyrule. In una trama cosi scontata sembrerebbe difficile riuscire a ricamarci sopra una narrazione accattivante e piena di colpi di scena, Nintendo però non è l’ultima arrivata e ha ricamato un racconto epico che non potrà che lasciare a bocca aperta i fan. Senza perdersi nei mille richiami della storyline e cercare di dare al titolo una collocazione temporale, cosa che nel corso dell’avventura riuscirete senza troppe difficoltà se siete veri appassionati della serie e saprete cogliere i dettagli, sappiate solo che per le 50 ore necessarie a portare a termine la quest principale sarete calamitati su Switch e non lo mollerete molto facilmente. Come tutti sapranno, visto i mille video in rete da mesi e mesi, il nostro eroe si sveglia da un sonno profondo e senza ricordare nulla, con ben pochi indizi su dove andare e cosa fare. Il cammino dell’eroe inizia proprio cosi, una volta usciti dalla grotta iniziale avrà inizio un viaggio epico, tutto da scoprire ma molto più complesso di quello a cui eravamo abituati. Prendere il controllo di Link è un’operazione cosi naturale che sembra quasi di essere di fronte a un vecchio capitolo, se non fosse per le tantissime attività che questi può svolgere e che ci verrà spiegate nella prima fase di gioco, che funge un po’ da tutorial prima di lanciarci nel mezzo di una mappa sconfinata e colma di pericoli. Le differenze con i capitoli passati sono tantissime, iniziando con le rupie che non si trovano certo in mezzo ai cespugli, ma vanno guadagnate o scambiate con i vari mercanti che incontreremo in giro per i vari villaggi e non solo. La moneta di gioco è molto importante, servirà per ogni cosa e il metodo più rapido per accumularla è raccogliere pietre preziose da rivendere, in modo da migliorare il nostro equipaggiamento e non solo. Una delle caratteristiche più importanti di questo Zelda è la possibilità di utilizzare ogni arma o accessori simili, come l’arto di uno scheletro, che troveremo in giro o che lasceranno cadere i malcapitati che batteremo. Non soltanto ogni spada, lancia, pugnale, boomerang, martello, ascia o arnese da offesa ha una propria tipologia di colpi, persino quello speciale che si carica è diverso, ma ha anche una durabilità che una volta terminata ne determinerà la rottura. Stessa cosa vale per gli scudi, numerosi e di varia fattura. Ecco che abbia un nuovo livello di strategia mai visto prima nella serie, perché se in battaglia è normale che un’arma si deteriori velocemente usarla come attrezzo per tagliare gli alberi e creare della legna ne allungherà la vita, senza contare che quando si starà per rompere è consigliabile lanciarla al primo nemico che passa, giusto per fare un danno maggiore. Una seconda caratteristica molto importante per la sopravvivenza di Link nel gioco è il cibo, che dovremo raccogliere nel caso si tratti di frutta o verdure o cacciare se vogliamo della carne, ovviamente è preferibile procurarselo per evitare di spendere rupie inutilmente oppure sfruttare gli amiibo compatibili con il gioco per averne un po’ gratis una volta al giorno. Breath of the Wild è però un open world completo, l’unico gioco che vi consente di fare davvero tutto ciò che desiderate e che di conseguenza non poteva certo non dare due metodi diversi di usare il cibo, ovvero mangiandolo cotto direttamente sul fuoco che potremo accendere dove vogliamo, grazie a una pietra che una volta colpita rilascerà delle scintille che a contatto con la legna vicina creeranno il fuoco, oppure cucinarla in un bel pentolone con un apposito set da campeggio. Il metodo che sceglieremo non solo andrà a influire sul numero di cuori che recupereremo ma anche sui bonus attivi per un breve periodo che ci daranno, proprio come visto in Final Fantasy XV anche qui i piatti migliori ci consentiranno di resistere al freddo o caldo eccessivo, dandoci magari un boost all’attacco, alla difesa a seconda. State tranquilli, questo titolo è cosi avanti che se non avete voglia di mettervi a pescare con una canna vi basterà lanciare una bella bomba per vedere i pesci galleggiare e pronti a essere raccolti, non importa che non sia legale nel mondo reale, a Hyrule si può.

    Breath of the Wild è un open world completo, l’unico gioco che vi consente di fare davvero tutto ciò che desiderate

    Addio frammenti di cuore

    Che questo capitolo rivoluzioni moltissime delle meccaniche conosciute ai giocatori si sapeva, ma che arrivasse a rivoluzionare davvero tutto il concetto stesso che stava dietro i vecchi Zelda no. Oltre a poter fare di tutto nel mondo di gioco, da arrampicarsi ovunque la nostra stamina ce lo consente, nuotare, usare scudi come snowboard e lanciarci con il nostro bel paracadute per planare non ci sono limiti. Se pensate a un’azione da compiere nel gioco, i programmatori hanno fatto la stessa cosa e l’hanno inserita, le opzioni a nostra disposizione non si sono mai viste in nessun altro titolo del genere, e passare le ore a esplorare e “fare cose” sarà cosi divertente come non mai. Tra le numerosissime cose che si posso fare c’è anche quella di addomesticare i cavalli e cavalcarli, ma se volete potete cavalcare anche altri animali con la differenza che solo i primi potranno essere registrati in apposite stalle che troveremo in giro per il mondo di gioco. Anche quella con il nostro fidato amico è un rapporto che andrebbe costruito con il tempo, per rafforzare l’armonia e fiducia necessaria per farci fare quello che vogliamo mentre galoppiamo in sella al nostro destriero. Attenzione però, ognuno ha diverse caratteristiche e i migliori saranno anche i più complicati da domare, sebbene vi basterà un amiibo della serie Zelda per far apparire per sempre Epona, unica nel suo genere all’interno del gioco, con tutte le statistiche di affinità al massimo seppur non essendo il meglio che offre il titolo per velocità e resistenza. L’avventura di Link è immensa e se da un lato sono state tolte le rupie e l’energia si recupera mangiando cibo, dall’altro non esistono più i frammenti di cuore da raccogliere per aumentarne il numero, adesso ci sono oltre cento Shrine da affrontare e che costituiscono dei piccoli dungeon con puzzle da risolvere per ottenere oltre che a tanti tesori anche le importantissime Spirit Orb. Queste speciali reliquie ci serviranno per poter aumentare o i cuori o la stamina, ponendo anche in questa scelta una strategia dettata dal mondo in cui vogliamo giocare, se molto offensivi e senza effettuare stealth per uccidere i nemici oppure preferiamo avere la possibilità di arrampicarci ancora per maggior tempo e raggiungere zone sempre più segrete. Insomma il gioco di ruolo si è espanso, ha troppe cose per raccontarle e spiegarle, come le varie tuniche che andremo a comprare o scoprire, le mistiche armature con poteri unici e i nostri nuovi poteri con i quali creare ghiaccio dove c’è l’acqua o il magnetismo, il tutto per risolvere mille puzzle di diverso tipo. Breath of the Wild è anche in grado di offrire un numero incredibile di quest secondarie, varie e sempre diverse, con le quali cimentarsi, oltre a nascondere tanti di quei segreti che non lo mollerete per mesi. Lo sappiamo che vorreste sapere della Master Sword, anche questa non è come in passato, anche il solo trovarla non vi basterà per poterla estrarre. La serie che conoscevamo non esiste più, qui c’è davvero il meglio degli open world degli ultimi anni, il tutto elevato con una qualità e quantità di cose da fare e che si possono fare che solo Nintendo poteva alzare cosi tanto gli standard del genere.

    Quando l’arte supera la tecnica

    Il mondo di gioco che ci si presenta di fronte è immenso, caratterizzato da una variante di posti che spaziano dalle praterie alle montagne, con neve o lava, il tutto condito dal passare inesorabile del tempo tra giorno e notte. A livello artistico, a livello di game design il gioco è spettacolare, persino il più misero dei dungeon è affascinante, mentre quelli principali sono enormi e studiati in ogni dettaglio e particolare che sono i migliori mai visti in uno Zelda. Anche solo vedere la pioggia e constatare che questa influisce sul nostro modo di giocare, poiché i fulmini vengono attirati dal nostro equipaggiamento, o la fauna che popola il mondo di gioco, fà comprendere l’attenzione che i programmatori hanno posto in ogni dettaglio. Per fortuna ci sarà un intero bestiario da completare a mano attraverso la macchina fotografica, perchè dovremo afre le foto ai mostri, alle armi, agli animali e ogni items del gioco perchè questo appaio nell'apposito catalogo con tanto di nome e descrizione, mentre la nostra foto farà da anteprima in modo che ogni giocatore ne avrà uno esclusivo. Ci saranno più e più paesaggi da mozzare il fiato, ad ogni angolo, senza contare la bellezza dei boss o dei personaggi secondari, che siano Zora, Goron o altri la loro caratterizzazione è di altissimo livello rispetto al passato. Attenzione però, è vero che siamo di fronte a un gioco meraviglioso, a tratti con veri e proprio quadri ma non è esente da pecche tecniche sia su Switch che, in maniera esagerata, su Wii U. Sulla nuova console Nintendo la grafica è certamente superiore, più pulita e in generale si nota la maggior stabilità del frame rate, che però non è così roccioso a 30fps come ci attendevamo e qualche piccola sbavatura nelle fasi concitate la mostra. Stiamo parlando sempre di un titolo nato su Wii U e che quindi è difficile capire quanto spinga il nuovo hardware, di certo con la modalità TV vedere texture non di altissima definizione ci porta a livelli non proprio adeguati, se invece prendiamo in considerazione la modalità portatile non ci sono parole per descrivere la “figaggine” di giocare a un titolo cosi bello, vasto e senza tempi di caricamento in giro. La versione Wii U è stata testata per 2 ore, giusto il tempo per constatare che già a primo impatto si nota il downgrade e la mancanza di quella maggior pulizia dei fondali, oltre un pop up più accentuato, il vero problema è però il frame rate che cala vistosamente, senza contare che il Gamepad non è sfruttato e la mappa che si vedeva nelle varie fiere e dimostrazioni è stata sostituita da una schermata nera. Il consiglio è quello di prendere il titolo per Switch e goderselo nella sua natura migliore, sebbene la natività dalla vecchia console si nota. Inutile dire che il magistrale game design di tutto il titolo manda in secondo piano i piccoli difetti tecnici, perché di pelo nell’uovo stiamo parlando.

    Pro

    • Un gioco epico
    • Artisticamente lascia a bocca aperta
    • Quasi infinito vista la moltitudine di cose da fare

    Contro

    • Alcuni cali di frame rate

    Conclusioni

    Ci sarebbero da scrivere mille cose su The Legend of Zelda Breath of the Wild, un romanzo intero, ma limitandoci alle funzioni principali non possiamo ribadire quanto affermato in apertura, questa è l’avventura più epica e matura di Link. C’è uno svecchiamento della serie netto, un passo decisamente in avanti verso le produzioni di Bethesda e i giochi di ruolo più occidentali, aggiungendo molte cose in più e ampliandone le meccaniche. La direzione intrapresa dalla società di Kyoto è chiara e la sua realizzazione magistrale, tanto da sorprendere i giocatori di vecchia data che però riusciranno a innamorarsi di questo nuovo modo di vivere Hyrule e del trionfale apice raggiunto dalla serie. Un titolo che nessun appassionato di videogiochi può evitare di giocare, che apre un nuovo ciclo per la serie e che è semplicemente un capolavoro che farà storia e che dimostra ancora una volta come Nintendo nel produrre videogiochi non sia seconda a nessuno.

    9.5 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.