The Witcher 3: Blood and Wine
Recensione

The Witcher 3: Blood and Wine

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Il momento è giunto. Dopo averci tenuto compagnia per interminabili ore ed averci appassionato negli anni alle sue avventure, è tempo di saluti anche per Geralt di Rivia. Termina qui infatti (anche se in un’epoca di remastered mai dire mai) una delle serie di maggior successo – e qualità – dell’ultimo decennio. E’ normale provare per questo un po’ di amaro in bocca ma, quantomeno, diamo atto a CD Projekt di aver saputo allietare questo doloro addio (o arrivederci) con un DLC eccellente sotto qualsiasi punto di vista, divertente, ricco di particolari e profondo come ce lo aspettavamo.

     

    A VOLTE RITORNANO

    Blood And Wine ha inizio rispondendo alla richiesta di soccorso da parte della duchessa Anna Henrietta di Toussant, necessitante di aiuto da un indomito e fortissimo cacciatore di bestie mostruose (nella fattispecie un temibile vampiro di nome Emiel Regis Rohellec Terzieff-Godefroy – sempre chiari e concisi i nomi dei lord non morti… –, bramoso di sangue e cultore di potente magia nera, il cui nome dirà qualcosa a coloro tra voi dotati di buona memoria che abbiano giocato il primo episodio). Chi, se non il nostro eroe, poteva rispondere?

    La nuova area di gioco è davvero bellissima a vedersi, le guerre che imperversano nelle regioni vicine non hanno intaccato la qualità della vita ed il quadro che si dipinge ai nostri occhi è di una realtà completamente diversa da quella cui siamo abituati a vedere ad esempio in Wild Hunt. L’atmosfera calda e avvolgente, le immense campagne ricche di vitigni e campi coltivati che si stagliano all’orizzonte, le tinte cromatiche calde e morbide, tutto converge nel regalare al giocatore un mondo di gioco estraneo ed incantevole rispetto a quanto visto sinora.

     

     

    ACCONTENTARSI?GIAMMAI!!

    La quantità di migliorie nel gameplay da Blood And Wine è notevole per un DLC. Sono stati chiaramente aggiunti un gran numero di punti d’interesse, voci del bestiario, una marea di nuove subquest ed equipaggiamenti, oltre cento tra armature ed armi, con un’attenzione particolare per quelli da Strigo, per i quali è possibile ora creare ricette che ne innalzano ulteriormente il grado di un livello. Inoltre si può modificare a piacimento il colore di ogni singolo pezzo, per crearsi la propria mìse personale, feature simpatica che abbiamo gradito. Oltre a tutto questo, è stato incrementato anche il numero di mutazioni con l’aggiunta di altre dodici pensate apposta per questo titolo, le quali consentono di utilizzare quattro talenti in più, per un totale di sedici rispetto ai dodici precedenti. Ne potremo ovviamente usare soltanto una alla volta e ciò è strettamente vincolato allo stile di combattimento che prediligiamo, essendo alcune maggiormente incentrate sulla magia mentre altre sono dedite a potenziamenti fisici di varia natura. L’interfaccia dei menu è stata rivista sensibilmente, senza ombra di dubbio migliorata ascoltando le richieste fatte a gran voce dalla community. Il risultato è che ora risulta molto più scorrevole il passaggio tra diverse pagine a video, così come è senz’altro più immediata la gestione dell’equip e di tutto ciò che gravita attorno ai consumabili in battaglia. Infine, è doveroso spendere più di due parole per la bellissima Tenuta Corvo Bianco, una proprietà terriera con tanto di campi, contadini e maggiordomo (e persino balli, feste, tornei basati sulla bravura nel combattimento a mani nude ed armati ed altri avvenimenti sociali che restituiscono una notevole credibilità al luogo) di cui entreremo in possesso nelle primissime ore di gioco e che sarà la nostra base nel corso del completamento dell’espansione. L’aspetto iniziale non è dei migliori, un po’ trasandato e desideroso di una messa a nuovo che ne faccia risplendere nuovamente il potenziale. Qui entriamo in gioco noi; è possibile ricostruire la magione interamente, accedendo (una volta raggiunti determinati step nella ristrutturazione) persino ad aree di estrema importanza come il laboratorio alchemico, indispensabile per creare i nostri migliori filtri e ricette. La longevità si assesta ventina di ore di gioco buone per completare quasi esclusivamente la trama principale (con l’eccezione di qualche secondaria più importante delle altre), magari sì fermandosi ogni tanto a prendersela comoda per godere dei panorami offerti ma senza mai stagnare troppo a lungo nello stesso luogo. Viceversa, il numero di ore necessarie al completamento potrebbe essere ben maggiore. Un risultato direi fantastico, quasi una sorte di gioco a sé stante se non appartenesse ad un universo già così altamente qualitativo.

     

    NATURA IN FIORE

    La serie The Witcher non è mai stata tanto bella a vedersi come oggi, lo spettacolo visivo messo in mostra da CD Projeckt è sublime in ogni sua sfaccettatura: tanto la palette di colori utilizzata quanto il lato tecnico allo stato puro, con nuovi algoritmi di calcolo per la fisica di alcuni materiali (tra cui i vestiti), evidenti migliorie alla vegetazione ed una sensazione di pulizia dell’immagine ancor maggiore che in passato, il tutto condito da una maggiore ottimizzazione ed un’estensione della mappa realmente notevole, ricca di scorci suggestivi e più di una volta in grado di rapire col suo fascino magnetico. Tutto perfetto? Purtroppo no, non sono mancati bug o glitch, ma in un gioco così esteso era oggettivamente difficile non riscontrarne. Rimane comunque l’unico lato negativo di un comparto tecnico altrimenti assolutamente grandioso.

    Pro

    • Mondo di gioco enorme e credibile
    • Ampliato e raffinato in ogni suo aspetto
    • Graficamente è una delizia per gli occhi

    Contro

    • Occasionali bug o glitch

    Conclusioni

    Blood And Wine, seconda ed ultima espansione dedicata a The Witcher 3, raccoglie il meglio di quanto visto sinora all’interno di questa fantastica serie ma non limitandosi al compitino, bensì introducendo altre, complementari, meccaniche secondarie di gameplay, una nuova interfaccia, oltre cento equipaggiamenti e la possibilità di personalizzarli, dodici mutazioni inedite, un sistema gestionale per la creazione di una propria base – un attimo, riprendo fiato… –, una trama avvincente, nuovi boss spettacolari, una valanga di subquest, migliorie grafiche e potrei ancora continuare! Eccezionale in ogni suo aspetto, è senza dubbio il miglior congedo che Geralt di Rivia potesse prendere dal suo pubblico, anche se in cuor nostro continueremo a sperare di rivederlo un giorno, data la mole di emozioni che è stato in grado di regalarci.

    9.0 1