Under-Night In-Birth Exe:Late
Recensione

Under-Night In-Birth Exe:Late

  • Versioni: PC PS3
  • Uscito nelle sale giochi nipponiche nel lontano 2012 e due anni fa su PlayStation 3, giunge su PC Under-Night In-Birth Exe:Late. E’ l’anno dei picchiaduro questo per tutti coloro che hanno Steam, considerato il massiccio numero di giochi del genere che abbiamo visto dai primi mesi del 2016 e quasi tutti vecchi prodotti da cui Arc System Works cerca di spremere ancora qualche soldino. Un motivo ci sarà se parliamo di un titolo che prende spunto da visual novel, che ha una qualità discreta ma niente di eccezionale e che sfigura se affiancato a vecchie glorie della SNK del passato: non pensiate che questo prodotto dei ragazzi di French Bread faccia eccezione solo perché questi hanno alle spalle Melty Blood. Ma andiamo a vedere perché è meglio risparmiare le 28 euro richieste sullo store Valve, salvo sconti mirabolanti dell’ultim’ora.

    COMBAT SYSTEM PROFON-DOH

    Una delle caratteristiche che ha da sempre distinto i prodotti come questo è il combat system, visto che è l’aspetto che normalmente gli sviluppatori curano maggiormente visto il basso budget a loro disposizione. Purtroppo partiamo subito con il dire che non ci troviamo di fronte a un classico picchiaduro della Arc System Works, quindi siamo da un lato molto lontani dal tecnicissimo e complesso BlazBlue e dall’altro neppure vicino a Guilty Gear, trovandoci tra le mani un sistema a quattro tasti vecchio stile e una serie di trovate che pescano come sempre a due mani dal passato. Intanto il concatenamento degli attacchi base (debole, medio e forte) avviene in modo semplice con la pressione in sequenza dei tasti proprio come nella serie Marvel di Capcom, con la differenza che gli attacchi speciali non cambiano potenza in base al pulsante scelto ma proprio stile e con il colpo forte atto a realizzare le classiche mosse ex che consumeranno la barra del meter. Insomma è possibile creare delle combo non troppo complesse o lunghe in maniera semplice e con poca pratica, dando un’immediatezza che non guasta al gioco che però ha altro da offrire, come ovviamente le immancabile super mosse e la novità della GRD gauge, altra barretta che si riempirà ma che questa volta andrà a donare un bel buff in attacco a chi ce l’ha più lunga (ebbene si) oltre la possibilità di schivare e cancellare in maniera più sicura. Oltre a riempire questa barra combattendo la si potrà caricare manualmente, come anche impedire che il nostro avversario la carichi per conto proprio. Un’altra aggiunta è la Veil Off, modalità nella quale potremo entrare utilizzando tutta la barra delle super e che ci permetterà di fare ancora più danno con un notevole incremento della potenza di ogni colpo. Insomma il sistema è prettamente indirizzato ad attaccare e colpire senza pietà, con ben poca strategia o un minimo di ragionamento che non sia quello di colpire il più possibile il proprio rivale e riempire cosi le barre. Potremmo anche essere felici di avere un titolo cosi spiccatamente impostato su combo brevi e semplici da effettuare e una buona varietà di sistemi del gameplay atti a rendere il titolo offensivo se non fosse che poi il roster e il tipo di mosse che sono state create rovina il tutto. Senza contare il numero misero di personaggi a disposizione e il loro design ben poco originale e ispirato (alcuni sembrano brutte copie di lottatori già visti in picchiaduro più celebri) è il reparto di mosse che lascia a desiderare visto che per la maggiore tutti hanno colpi a lunghissimo raggio, anche troppo simili tra loro a dire il vero. Insomma gli scontri non saranno molto divertenti e coinvolgenti, anzi per lo più riuscirà a vincere chi userà specifici lottatori o imposterà un’azione basata sul rushing più puro attaccando a testa bassa e sperando che le proprie mosse non siano spezzate. Inoltre c’è da dire che non abbiamo trovato una grande varietà di match up, ovvero non dovremo cambiare stile in base all’avversario quasi mai e in un gioco di questo tipo non è una cosa positiva visto, le differenze si devono notare e l’approccio deve cambiare in base al tipo di combattente che si affronta.

    COLLEZIONIAMOLI TUTTI

    Dopo aver visto che il combat system non è il massimo e non riesce a competere degnamente con altri giochi del genere o della stessa casa, possiamo bocciare anche le pochissime modalità di gioco presenti che oltre all’arcade, il survival e il time attack si fermano al VS con la CPU o qualche amico e una trama davvero pessima e che ci viene raccontata in malo modo e velocemente come nemmeno nei peggio titoli visti su Neo Geo. Si salva il multiplayer online, almeno se avrete la fortuna di trovare qualche giocatore potete stare sereni visto che il netcode sembra funzionare alla grande e non dare particolari problemi con i giocatori che risiedono anche dall’altra parte del mondo. Certo il titolo ha una moneta di gioco che si accumula nel corso delle partite e superando le diverse modalità, ma servirà solo a sbloccare nuovi colori e illustrazioni dei titoli, con un meccanismo che sinceramente non amiamo e che riteniamo essere deleterio per un genere nel quale invece in passato si davano per scontato l’editor dei colori. Altro punto a sfavore di questo prodotto è la realizzazione tecnica, tralasciando il design dei lottatori che tra il piacere o meno e le troppe somiglianze con altri che danno quella brutta sensazione di già visto, abbiamo un numero di animazioni ridotto al minimo, una risoluzione bassa che porta a vedere gli sprites troppo pixellosi e dei fondali indecenti. Che ci siano ragazzi che abbiano creato di meglio con il Mugen è palese ma se da un certo punto di vista possiamo tralasciare i personaggi e la loro realizzazione discreta tutto sommato, sugli stages non si può chiudere un occhio visto che sono spogli di ogni animazione, brutti e poco ispirati nel loro concept e infine realizzati nel modo peggiore che si potesse immaginare, dando tra le altre cose una sensazione di stacco troppo forte tra lottatori e sfondo.

    Pro

    • Alcune idee sono buone

    Contro

    • Gameplay poco tecnico e sbilanciato
    • Tecnicamente mediocre
    • Poche modalità di gioco

    Conclusioni

    Per quale motivo un giocatore amante di questo genere dovrebbe comprare Under-Night In-Birth Exe:Late se non per il gusto personale di averli tutti? Nessuno. Siamo di fronte a un picchiaduro insipido e che non regge il confronto con i titoli più moderni e, cosa peggiore, nemmeno quelli del passato. Alcune idee sono interessanti ma nella loro realizzazione si notano difetti del sistema di combattimento che rendono gli scontri ben poco divertenti o strategici, perdendosi in una mediocrità che vi farà rimpiangere persino Kabuki Klash, per citarne uno a caso. Risparmiate 28 euro e se proprio volete collezionarli tutti attendete i mega saldi di Steam, anche se per noi riprendere un bel titolo degli anni ’90 resta il consiglio migliore per farvi capire la differenza che c’è tra questi tipi di prodotto.

    5.0 1