Wonder Boy: The Dragon’s Trap
Recensione

Wonder Boy: The Dragon’s Trap

  • Versioni: PC PS4 Switch Xbox One
  • Il recuperare vecchie glorie del passato, darle una rispolverata con un look moderno e più accattivante per i giocatori moderni, non sempre funziona e non è sempre la soluzione migliore per titoli che hanno trent’anni suonati. Se avete avuto la fortuna di nascere in quel periodo, di aver posseduto le prime console e giocato ai primi videogiochi, allora avete l’onore di aver visto evolversi questo media negli anni e l’unicità di conservare dentro di voi avventure epiche vissute nel momento giusto. Già, il momento giusto per giocare ad alcuni titoli è molto importante e spesso oggi a riprendere vecchie glorie del passato ci accorgiamo dei limiti e difetti, altre invece abbiamo quella piacevole sensazione di poter dire che un videogioco spesso è un capolavoro anche dopo decenni dalla sua uscita. I ragazzi di LizardCube hanno voluto osare, non limitandosi come altri a riproporre un classico cosi com’era ma ringiovanendolo visivamente, senza alterarne il cuore, cosi è nato questo Wonder Boy: The Dragon's Trap remake di quel Wonder Boy III uscito nel 1989 su Master System che tante ore e pomeriggi meravigliosi riuscì a regalarci.

     

    Quando invecchiare non è un’opzione

    Quello che ci troviamo di fronte è in tutto e per tutto il titolo che a nove anni giocavamo in modo spensierato, ammaliati di fronte alla televisione perdendoci ore e ore in esplorazioni vari, solo che ha la grafica moderna. La storia è basica come in tutti i titoli dell’era 8-bit, alla fine del secondo capitolo siamo stati trasformati in un rettile che sputa fuoco, per rompere l’incantesimo non ci resta che affrontare una nuova avventura e tornare cosi normali. Il sistema di gioco è quindi quello classico che ci vedrà esplorare diverse aree alla ricerca del boss per poter proseguire, con numerosi nemici e trappole che ostacoleranno il nostro cammino, oltre ovviamente a qualche sezione in stile platform dove la precisione dei nostri salti sarà più importante dell’abilità nel combattimento. È inutile negare che nonostante la grafica accattivante e adeguata ai tempi odierni pad alla mano gli anni che ha Wonder Boy si sentono tutti in un sistema un po’ troppo ridotto al minimo e poco preciso. Certo i programmatori hanno optato per lasciarlo esattamente come nell’originale, ma visto il restyling effettuato e che non si tratta di un semplice porting era lecito attendersi una ritoccatina anche al gameplay, per renderlo quanto meno più fluido e appetibile. Come potete immaginare il gioco mantiene il suo spirito inalterato se non per un paio di novità introdotte come i tre diversi livelli di difficoltà, con tanto di limite di tempo, per aumentare maggiormente la rigiocabilità del titolo e la possibilità di scegliere se essere un maschietto (come nell’originale) oppure una ragazza, cosa che non cambia nulla nel gioco se non il titolo e che secondo noi non ha senso come introduzione. Bisogna sottolineare ai meno giovani come il titolo fosse ostico già in origine e che i numerosi elementi da gioco di ruolo e variabili che portava erano davvero innovativi, sebbene oggi non possano esserlo. La possibilità di vagare liberamente per i livelli, la necessità di avere la giusta trasformazione nell’animale più adeguato per proseguire o affrontare determinati nemici (caratteristica che si acquisisce nel corso dell’avventura) nonché l’introduzione dei negozi dove acquistare un equipaggiamento migliore rendevano il gioco meraviglioso per quei tempi. Oggi, sebbene tutte le caratteristiche presenti non stupiscano e sembrino quasi standard, il titolo riesce ad avere ancora il suo mordente e non perde il fascino di un tempo. Se si conosce il percorso, e se si ha una certa età si è anche un po’ “sgamati” con questo tipo di giochi, finirlo non richiederà oltre un paio d’ore, ma alla prima run e senza averci mai giocato in precedenza le ore necessarie sono decisamente molte di più senza contare poi se desidererete sfidare il tempo limite. Purtroppo oltre queste caratteristiche non ci sono altri input che possano spingere il giocatore a rigiocare il tutto una volta portato a termine, questo non toglie però che la giocabilità collaudata e i nuovi livelli di difficoltà riescano a offrire un livello di sfida più che adeguato al prezzo.

     

    L’alta risoluzione non bastava

    I ragazzi del team LizardCube si sono superati, non fermandosi alla semplice trasposizione dell’originale con l’aggiunta di qualche filtro o aumentare la risoluzione, ma hanno optato per ridisegnare ogni elemento da zero dando a meraviglioso ragazzo un aspetto del tutto inedito e una personalità maggiormente definita. Restando fedele allo spirito delle illustrazioni originali i grafici hanno creato fondali colmi di dettagli e con animazioni fluide e in puro stile cartone animato, che danno vita a quelle più povere e spoglie in pixels, con un discorso del tutto identico da fare sia per il personaggio e le sue diverse trasformazioni sia per ogni creatura e nemico presente nel gioco. Per la gioia dei nostalgici e del retrogaming puro è presente la possibilità di giocare con lo stile grafico originale, ma vista la bellezza e il lavoro dietro questo remake vi consigliamo caldamente di giocarlo con la sua veste moderna anche se avete pochi capelli e per lo più bianchi.

    Pro

    • Realizzazione tecnica sorprendente
    • Un titolo moderno già nel lontano 1989
    • Prezzo onesto

    Contro

    • Potevano migliorare alcune hitbox

    Conclusioni

    Il tentativo dei ragazzi di LizardCube di rendere accattivante The Dragon’s Trap per i giocatori giovani e moderni è riuscito in pieno, grazie al fatto che il titolo avesse già dall’origine un gameplay e sistema di gioco moderni e attualissimi e in secondo luogo a una realizzazione tecnica meravigliosa. Anche i nostalgici e retrogamers più incalliti non potranno farsi sfuggire questo titolo, riuscendo ad amarlo anche con la nuova veste perché se c’è una cosa che da oggi possiamo dire è che questo è il modo di riproporre un vecchio classico, tra le altre cose a un prezzo davvero onesto.

    8.0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.