Yakuza 0
Recensione

Yakuza 0

  • Versioni: PC PS4
  • Yakuza è da sempre una delle migliori saghe sviluppate da Sega, nonostante il suo essere completamente giapponese per la cultura e il mondo di gioco che presenta. Un successo enorme che ha fatto anche la felicità di Sony e delle sue console, da sempre esclusiva infatti di PlayStation non poteva certo mancare un capitolo per l’attuale ammiraglia. Iniziamo con il dire che per tutti coloro che non hanno avuto il piacere di giocare ai precedenti episodi, cosa alla quale vi consigliamo di rimediare prima possibile, questo Yakuza 0 si presenta come un inizio perfetto, essendo un prequel dell’originale e di conseguenza la narrazione si basa sui primi passi del nostro Kazuma Kiryu. Ma andiamo con ordine e vediamo come si presenta il primo vero grande titolo dei questo 2017.

     

    Assaporando il Giappone degli anni ‘80

    La storia del titolo è ovviamente incentrata sui primi passi nel mondo della malavita del giovanissimo Kiryu, questa volta però dovremo vedere anche cosa combinava in quel periodo Goro Majima, altro iconico personaggio della serie. Senza indugiare troppo sulle vicende narrate, visto che si tratta tra le altre cose di uno dei migliori aspetti del gioco, sia per trama che caratterizzazione dei personaggi, crediamo che in questo caso più che in altri scoprirla da soli sia davvero il modo migliore di apprezzarla, vediamo come si struttura il titolo. Come i precedenti episodi anche questa volta ci troviamo di fronte a un prodotto lineare nella sua forma, che segue una narrazione ben precisa e ci pone di fronte diverse missioni da affrontare nei pani di uno o dell’altro protagonista, che diversamente dal passato avranno tre stili di lotta utilizzabili nei combattimenti. Il cuore del sistema di gioco è infatti basato sempre sulle scazzottate e questa volta per variare e rendere più spettacolari gli scontri il team di sviluppo ha inserito ben tre stili totalmente diversi per entrambi i personaggi, con un quarto da sbloccare. Non solo avremo a disposizione questi diverse tecniche, che potremo cambiare liberamente in ogni momento con la pressione della croce direzionale, ma anche questi andranno migliorati sbloccando nuove mosse attraverso l’apposita rosa di abilità di appartenenza. Fin qui niente di particolarmente originale, infondo si tratta di cose già viste, per fortuna però le diverse abilità e tecniche di combattimento non sono fini a se stesse e quindi, se nella maggior parte delle missioni secondarie contro i delinquenti più comuni una varrà l’altra quando dovremo fronteggiare un boss le cose cambieranno. Yakuza 0 introduce anche molta strategia nel combattimento e sarà quindi fondamentale sfruttare le mosse più consone a ogni nemico, altrimenti si rischierà di fare una brutta fine e basta. Come sempre l’esperienza non salirà combattendo o portando a termine le missioni della storia, ma accumulando soldi in tutti i modi che il gioco ci mette a disposizione. Tranquilli, i soldi da investire nelle vostre skill potranno essere guadagnati facilmente appena i due protagonisti avranno iniziato a fare affari immobiliari, senza dirvi però oltre sappiate che combattere e giocare a tutti i mini-giochi inseriti non sarà necessario e comunque è sempre la via più lunga. Questa scelta non è proprio delle migliori secondo noi, avere tre stili di lotta ma doversi basare sugli yen accumulati per sbloccare le abilità dell’apposito albero non è una scelta molto consona e spinge il giocatore a evitare persino combattimenti futili per concentrarsi sulle attività di svago, perché alla fine accumulare i big money diventerà lo scopo principale per poter diventare abbastanza forti da battere i boss delle fasi finali del gioco…un po’ strano non trovate anche voi?

     

    Yakuza funziona sempre

    Sega ha davvero un franchise eccezionale, caratterizzato da una trama semplice ma dai risvolti incredibili che si arricchisce di personaggi carismatici e ben caratterizzati. A  quella che è di fatto la storia principale si unisce perfettamente il girovagare per i quartieri delle città, passare da un’attività all’altra, affrontare qualche missione secondaria per aiutare gli abitanti e quanto di più preferiremo fare, anche andarcene a pescare e basta. Esattamente come sin dai tempi del primo Shenmue la libertà datata al giocatore sul come porsi di fronte all’avventura è totale, il numero di ore poi solo per la quest primaria tocca la trentina, pensate a quanto possa fare visto che quelle secondarie sono tantissime e i mini-giochi presenti vi ruberanno altre decine di ore. Un titolo enorme insomma, che riesce a far funzionare ogni cosa, che ci ha un po’ spiazzati per la scelta di rinunciare all’esperienza accumulabile per sostituirla con l’uso dei soldi enfatizzando il guadagno di questi ultimi ma che alla fine si attesta su livelli qualitativi altissimi. Non parliamo delle attività secondarie presenti ne gioco, che sono davvero tantissime e vanno dai più giapponesi dei giochi da tavolo e non, che non proverete che una volta o due per pura curiosità, a tutte le attività più classiche per la serie come le scommesse sulle lotte tra ragazza, giochi basati sul baseball, bowling o il nuovo con le Mini4WD passando per la classica pesca a tutte le attività offerte dal casinò. Inutile negare che non siano tutte perfette e che spesso si tratta di giochini semplici, ma alcuni sono davvero ben riusciti e se non siete il massimo al karaoke potrete sempre optare per una partita a Outrun e Space Harrier o Fantasy Zone e Super Hang-on, cosi da restare in tema videogiochi nel videogioco anche questa nata in Shenmue. Purtroppo uno dei maggiori difetti del titolo è che nasce su PlayStation 3 e questa sua natura da cross-gen lo rende tecnicamente povero e non all’altezza delle ultime produzioni per la console Sony, se escludiamo infatti le espressioni facciali dei principali protagonisti il resto non ci ha soddisfatti. Si parte con un framerate non costante, texture che vanno a toccare anche basse risoluzioni, animazioni non sempre perfette e in generale una cura molto superficiale per tutti i NPC, che adesso sono si di maggior numero per le strade ma anche più anonimi. Se dal punto di vista visivo Yakuza 0 non ci ha colpito risultando soltanto un buon prodotto e nulla più, bisogna constatare come l’audio sia sempre di elevatissima fattura, esclusivamente da godere nella lingua nipponica e calarsi nel magico mondo degli anni ’80 per apprezzare le musiche del periodo.

    Pro

    • Ottima caratterizzazione dei personaggi e della trama
    • Sistema di combattimento vario e soddisfacente
    • Tantissime missioni e attività alternative da fare

    Contro

    • Graficamente non è il massimo
    • Personaggi secondari meno curati

    Conclusioni

    Siamo di fronte a un titolo di fattura pregevole che segna l’arrivo su PlayStation 4 di una saga che meriterebbe molto più successo fuori dal Giappone, cosi Yakuza 0 è senza dubbio il miglio videogioco di inizio anno. Se trascuriamo una realizzazione tecnica figlia del doppio sviluppo sulle console Sony non possiamo che apprezzare l’ottimo lavoro di Sega nel confezionare una storia molto profonda, con dei personaggi curati e caratterizzati in ogni dettaglio, farcita da una moltitudine di missioni secondarie e attività di svago che ci terranno impegnati all’infinito. Se avete lo spirito giusto per entrare in un Giappone degli anni ’80 e viverlo in pieno, culturalmente e non solo, allora non perdetevi questo gioiello, un gioco di ruolo che speriamo di poter vedere più spesso dalle nostre parti.

    8.0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.