Hyrule Warriors Definitive Edition – La recensione della versione Switch
Recensione

Hyrule Warriors Definitive Edition – La recensione della versione Switch

Nintendo continua il reciclo da Wii U

  • Versioni: Switch
  • Wii U è stato un fallimento sotto moltissimi aspetti, una console nata male e finita peggio di cui a farne le spese sono state le sue esclusive. E’ abbastanza normale quindi che la Grande N si sia messa d’impegno eseguendo porting su porting di tutti i maggiori titoli che sulla macchina con il paddone hanno venduto una miseria o comunque non abbastanza. Basti pensare a Donkey Kong che sull’ibrida stà letteralmente vivendo una seconda vita, riuscendo a fare numeri impensabili per la controparte originale. Eccoci quindi d avere tra le nostri avide mani anche la versione definitiva di Hyrule Warriors, titolo nato dalla collaborazione dei ragazzi di Omega Force e il Team Ninja, un musou classicissimo ambientato nell’universo del franchise più importante e affascinante di Nintendo, quel The Legend of Zelda che solo a pronunciarlo ci fà palpitare i cuori. Ovviamente siamo di fronte a un titolo che raccoglie tutti i contenuti e DLC visti in passato e che non propone nulla di nuovo a chi ha finito il gioco su Wii U o su 3DS, ma si rivolge unicamente a tutti i giocatori che lo hanno lasciato sullo scaffale 4 anni fa.

    Fusione perfetta tra sacro e profano

    Unire il magico mondo partorito dalla mente del maestro Miyamoto con il classico stile dei musou sembrava una bestemmia, in realtà bisogna ammettere che il titolo è riuscito nel suo intendo. Le meccaniche di gioco non si discostano da nessun titolo simile di Koei Tecmo ma con le location, i personaggi e boss di Zelda riesce ad avere un fascino immenso, per i fan sia del genere che della storica IP. Per chi si fosse perso le recensioni della versione Wii U e 3DS ci sono un pò di letture tutte per voi, per gli altri riassumiamo di cosa tratta questo gioco. La storia è ambientata in un universo parallelo rispetto a quello della timeline ufficiale di Zelda, in cui la principessa è sì l’erede al trono di Hyrule, ma non conosce ancora il Link eroe di mille avventure, che è invece solo una delle centinaia di reclute che si allenano nel cortile del palazzo reale. Quando un improvviso attacco di demoni sconvolge la routine del castello, però, Link non ci pensa due volte ad impugnare la sua spada e a gettarsi nella mischia, rivelandosi subito per quello che è, ovvero il condottiero capace di trarre il reame d’impaccio. Il villain principale, nonostante la presenza di Ganondorf, è rappresentato dalla strega Cia, un tempo protettrice dell’equilibrio della Triforza, adesso corrotta da un’entità oscura che, eoni prima, si credeva debellata: approfittando della sua infatuazione per l’eroe della leggenda, il nostro Link di verde vestito, l’entità oscura ne offusca desideri e capacità di giudizio, costringendola ad aprire la Porta delle Anime, che garantisce l’ingresso ad Hyrule ad orde di demoni. Se vi sembra che il plot sia un po’ confusionario e le motivazioni dei protagonisti discutibili, è perché, in effetti, lo sono: il fulcro del gioco, come per tutti i prodotti precedenti a firma Omega Force, è insito nel gameplay.

    Link non è la sola scelta verso la gloria

    Hyrule Warriors Definitive Edition è uno dei migliori esponenti della categoria musou: la struttura che prevede il massacro di migliaia di soldati nemici quasi inermi è immutata, così come la necessità di  conquistare certe basi e di difenderne altre durante le missioni, i cui obiettivi si aggiornano in divenire. La modalità Leggenda rimane il fulcro dell’esperienza di gioco, con l’aggiunta di tutti e 32 i capitoli delle due versioni uscite in passato e ben 29 personaggi giocabili fra eroi e cattivi. Il ritorno dell’Adventure e del Challenge Mode, e l’introduzione, gradita ma abbastanza accessoria, di una modalità in cui far crescere una Fatina, i cui poteri variano a seconda di cosa le diamo da mangiare e del vestito indossato sono le altre modalità di gioco presenti. I poteri della fata possono essere evocati dal giocatore in battaglia, ma raramente si rivelano decisivi, perché il livello di difficoltà della produzione, come da tradizione Koei Tecmo, è tutt’altro che proibitivo: un utilizzo alternato dei due tasti di attacco e delle potentissime mosse speciali in occasione dei boss è più che sufficiente per raggiungere i titoli di coda senza troppi problemi. La presenza di tutti i contenuti scaricabili rilasciati in questi 4 anni irrobustisce l’esperienza di gioco senza però modificarla e portandola a noi con i pregi e difetti del caso.  Il multiplayer locale è in definitiva l’unica ragione che permette alla versione Switch di primeggiare sulle altre, grazie alla possibilità di divertirci con un amico a massacrare orde di nemici e mostri.

    Da Wii U a 3DS a Switch…e non vedere la differenza

    E’ innegabile che ascoltare le classiche musiche di tutta la serie in stile hard rock/power metal sia galvanizzante e si sposi perfettamente con lo stile del gioco, ma l’aspetto migliore del gioco è questo. Tecnicamente siamo messi male per essere su Switch, il motore grafico infatti mostra tutta la sua età, con la pochezza delle varie location, sia in termini di definizione che come numero di poligoni a schermo. Siamo sempre di fronte ad ambientazioni spoglie e molto lontane dall’evocare l’epicità di quelle originali, campi di battaglia ambi e privi di un mordente, che però si contrappongono a un numero di nemici incredibile. Peccato che come sempre più sono numerosi e più hanno un’IA da dimenticare. La pulizia dell’immagine e dei personaggi con gli effetti grafici usati per enfatizzare i colpi speciali di ognuno non sono un granchè, persino su Dolphin si vede di meglio. Parlando di un titolo di 4 anni fa, ci aspettavamo almeno una maggior cura in alcuni aspetti tecnici visto che i contenuti non mancano, considerando poi che il gioco è venduto a prezzo pieno. Difetti che vanno a peggiorare la qualità di un porting di cui probabilmente nessuno sentiva il bisogno o la mancanza, vista la versione 3DS uscita solo due anni fa.

    Pro

    • Tantissimi personaggi
    • Tantissimi contenuti
    • Multiplayer locale

    Contro

    • Tecnicamente un porting 1:1 da Wii U
    • Venduto a prezzo pieno

    Conclusioni

    Se non avete giocato la versione per Wii U o 3DS allora potete anche dare un punto in più a questo Hyrule Warriors Definitive Edition. Resta il fatto che prendere tutti i contenuti visti già in passato e riproporli per Switch senza migliorare nemmeno la resa grafica ed effettuando un porting davvero molto economico di un titolo di 4 anni fa non ce lo fà apprezzare. Un minimo di sforzo in più sarebbe stato non gradito ma preteso, visto che il gioco è venduto a prezzo pieno e tecnicamente non ci siamo. Per il resto il nostro consiglio è quello di prenderlo quando costerà almeno 30 euro, non di più e solo se non avete giocato una delle precedenti versioni. Resta senza dubbio uno dei migliori musou in circolazione e con un numero di contenuti che, se la formula di gioco non vi annoia vista la sua natura ripetitiva, ne garantisce centinaia di ore di gioco.

    6 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.