Journey
Recensione

Journey

  • Versioni: PS3 PS4
  • Solitamente la recensione di un videogioco esprime un voto il più possibile oggettivo, dato dal recensore basandosi su parametri quali la grafica, il gameplay, la longevità e il sonoro.
    Journey tuttavia rientra in una particolare categoria di opere, quelle dove è difficile applicare questo metodo di valutazione, poichè escono dalla comune definizione di videogame.
    Esperienze, più che videogiochi, che non puntano a far divertire il giocatore, ma a coinvolgerlo dal punto di vista emotivo.
    Opere che escono dalla ripetitività e, se parliamo dell'attuale generazione di console, anche eccessiva povertà di idee, cercando di proporre nuovi spunti e che, per questo, sono amate da pochi e osteggiate dai più.
    Journey è proprio una di queste, come lo erano state a loro tempo produzioni quali Shadow of the Colossus, Ico ed Okami.

    'I VIAGGI SONO I VIAGGIATORI' (cit. Fernando Pessoa)

    Journey, forse titolo più azzeccato per un videogioco non vi fu mai.
    Il titolo firmato Thatgamescompany sembra proprio uno di quei vecchi racconti per bambini, che, seppur riletti più e più volte, sono sempre in grado di emozionare e stupire indipendentemente dall'età di chi li legge.
    Non è quindi rilevante sapere l'identità della figura vestita con un mantello rossastro che controllate, o per quale motivo vi stiate dirigendo verso l'immensa montagna che si staglia sullo sfondo degli scenari, l'importante è il vedere, l'osservare, il vivere il viaggio che state compiendo.
    L'utopia che il giovane, ma talentuoso team di Los Angeles si è posto, è di creare un'immersione totale nel videogioco, a tal punto che il giocatore creda di essere egli stesso a compiere questa fantastica avventura e non il suo alter ego virtuale.
    L'obiettivo è stato reso idealmente possibile attraverso la rimozione totale dell'HUD (interfaccia di gioco ndr) e anche grazie ad un'estrema semplificazione nell'utilizzo dei comandi.
    Al di là del camminare e del ruotare la visuale, infatti, le uniche azioni che potrete compiere saranno l'emettere un canto e il librarvi in volo.
    Azioni che talvolta serviranno per risolvere i basilari puzzle presenti in alcuni capitoli.

     

    journey

    'IL NAUFRAGAR M'E' DOLCE IN QUESTO MARE' (cit. Giacomo Leopardi)

    Journey tuttavia non sarebbe lo straordinario titolo che è con solo questi due elementi.
    Ciò che lo caratterizza appieno, e che lo eleva dalla massa di giochi che possiedono semplicemente un lato artistico sublimandolo invece in 'Art Games' sono le musiche e lo straordinario level design presenti.
    Soundtrack d'impatto, create appositamente e su misura per ogni singola ambientazione del gioco che contribuiscono non solo a dare atmosfera, ma anche ad accentuare il senso mistico che il gioco emana.
    Un libro intero potrebbe essere addirittura scritto sul level design di Journey, senza il quale il gioco perderebbe sicuramente molto del suo fascino.
    Incredibile come un'ambientazione piatta e così simile a sè stessa, come può essere un deserto, sia stata resa così affascinante e carica di vita.
    Nulla è posto, collocato o lasciato al caso: le tombe ammassate di gente sconosciuta, i resti di un'antica e fastosa civiltà perduta, i misteriosi drappi rossastri dispersi nel deserto ed oramai quasi completamente inghiottiti dalla sabbia. Tutto, tutto ciò che è presente comunica e trasmette qualcosa.
    Difficile infatti parlare di un aspetto come la longevità in un titolo simile.
    Certo, il gioco è molto breve: tre ore sono più che sufficienti per concludere il viaggio almeno una volta, ma altrettanto difficile risulta non riprovarlo più e più volte, sia per completarlo totalmente, sia per mostrarlo semplicemente ad un amico o, più probabilmente, per pura e semplice nostalgia.

     

     

     

    'AMICO E' CON CHI PUOI STARE IN SILENZIO' (cit. Camillo Sbarbaro)

    Journey offre anche la possibilità di affrontare l'avventura in compagnia di un'altra persona.
    Un elemento apparentemente disturbante per l'atmosfera, ma che, grazie ad alcuni accorgimenti adottati dal team di sviluppo, risulta essere un'idea geniale.
    Non è infatti possibile conoscere l'identità del proprio partner, nè scambiare messaggi, nè parlare con lui attraverso l'utilizzo di cuffie.
    L'unico mezzo di interazione concesso è il melodioso canto della figura incappucciata che comandate.
    Il silenzio risulta quindi essere l'elemento dominante della vostra 'peregrinazione' condivisa, evitando così che tutta l'immersione che contraddistingue il titolo vada irrimediabilmente persa.
    L'esperienza in due giocatori possiede inoltre una strabiliante potenzialità nascosta che non riguarda banalmente l'allungare la durata complessiva del titolo, bensì la possibilità di compiere un viaggio sempre nuovo e differente.
    Infiniti sono i compagni che potete avere ed infiniti sono quindi gli approcci al viaggio che potete vivere: vi saranno compagni che preferiscono finirlo velocemente, obbligandovi a seguirli, chi invece si fermerà minuti ad ammirare i fantastici paesaggi del gioco, costringendovi magari ad attenderlo, e chi, ancora, esplorerà ogni angolo per cogliere ed ammirare ogni minimo dettaglio.

     

     

    Pro

    • Grandissima atmosfera
    • Level design d'eccezione - Soundtrack fantastiche
    • Assai longevo se esplorato in profondità - In grado di emozionare come pochi

    Contro

    • Non per tutti
    • Di breve durata se affrontato superficialmente

    Conclusioni

    Ho aperto questa breve recensione dicendo come Journey sia un gioco non-convenzionale e, anche se per tutta la recensione ho mantenuto una forma di linguaggio impersonale, penso che molto della mia valutazione e del mio giudizio su questo titolo traspaia da quel che ho scritto. Parlo in quest’ultimo paragrafo in prima persona perché so di non poter dare un voto realmente oggettivo a questo gioco. In realtà, nessun voto è mai pienamente oggettivo, poichè è basato su gusti e preferenze che differiscono da persona a persona, tuttavia ritengo che quando vengono coinvolte le emozioni di una persona sia impossibile mantenere un criterio di imparzialità in ciò che si fa: la ragione viene battuta dall’istinto. Certo, potrei scrivere in fondo a questa pagina un 9,0, il voto che a mio parere merita, ma sarebbe fuorviante per molti e sbagliata come valutazione in sé, perché appunto condizionata. Pertanto l’unica cosa che voglio dire riguardo a Journey è il consigliare a tutti di provarlo, per vedere con i propri occhi e toccare con mano uno dei giochi, che, se scandagliato in profondità, rappresenta, almeno per me, uno dei migliori titoli usciti negli ultimi anni.

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