Fist of the North Star Lost Paradise – La recensione del ritorno del nostro eroe preferito
Recensione

Fist of the North Star Lost Paradise – La recensione del ritorno del nostro eroe preferito

Quello che prima ti fà sterminare la famiglia e poi ti aiuta

  • Versioni: PS4
  • Hokuto no Ken è uno di quei capolavori che quelli della mia generazione, ormai prossimi ai 40, hanno scolpito nella mente sia se hanno letto il manga che visto soltanto la serie televisiva. Cose che non possono essere comprese oggi dai ragazzini che la violenza e il sesso lo vedono ogni giorno sparato sul loro smartphone, mentre hanno ancora la bocca di latte. Noi avevamo Mediaset che censurava ogni opera e il Postalmarket, poi per fortuna le reti indipendenti avendo pochi soldi non potevano certo fare le schizzinose ed ecco che vedere gente che esplode, smembramenti e qualche volta capezzoli al vento nei loro adattamenti era all’ordine del giorno. Ken è sempre stato violentissimo, insegnando però principi davvero fondamentali come l’amicizia, il rispetto e tutte quelle cose belle e fighe che PeppaPig levati proprio. Oggi ormai gli anime e anche i manga puntano molto sull’erotismo, continuare storie trite e ritrite raschiando il barile per fare soldi (vedi Dragonball o Naruto), mentre la mitica opera del maestro Buronson ha una fine, bene o male. Comunque essendo conosciutissimo da tutti è anche normale che avesse un incredibile numero di trasposizioni videoludiche, talmente tante che ricordarle tutte è difficile, avendo toccato quasi tutte le console. E’ quindi normale che nella nostra mente si sono incastonati solo i tre giochi migliori mai visti su Hokuto no Ken, quello su Mega Drive (storpiato e censurato in occidente), quello per la prima Playstation e il picchiaduro a incontri di Arc System Works. Gli altri, compresi gli ultimi musou di Tecmo Koei, vanno dal mediocre alla spazzatura senza via di mezzo. Dove si collocherà quindi questo nuovo e molto atteso tie-in made in Sega? Mettiamo da parte il nostro essere fan folli del personaggio in questione e analizziamolo seriamente.

    Se il mondo non fosse nel caos Ken farebbe il barista

    I ragazzi di Ryu Ga Gotoku Studio, team di sviluppo famoso per la serie Yakuza, ha dato vita a un titolo che in tutto e per tutte possiede le meccaniche delle loro precedenti creature andando però a inserirle nel mondo post-atomico in cui vive Ken. Anche la storia principale non è affatto la stessa che conosciamo, con alcune varianti che portano all’introduzione di nuovi personaggi, un maggior spessore narrativo e la città di Eden che si mostrerà in tutta la sua vita diurna e notturna. Tralasciando quindi la storia che potrete godervi con calma, passiamo ad analizzare il gameplay vero e proprio. La struttura da action RPG non è stata modificata, in questo modo potrete sbloccare con il tempo le tecniche più potenti e potenziare il nostro beniamino, con il sistema di controllo che ci vedrà impegnati in combattimenti da strada e non preso di peso dalla saga dedicata alla mafia giapponese. Se avete quindi dimestichezza con i titoli dedicati a Kiryu vi troverete come a casa, con la sola eccezione che qui tutto è esagerato e alla fine i colpi speciali del nostro maestro di Hokuto fanno esplodere chiunque. Ci troviamo di fronte a un prodotto lineare nella sua forma, che segue una narrazione ben precisa e ci pone di fronte diverse missioni da affrontare ma anche delle quest secondarie inedite che servono a spezzare il ritmo, aumentare la longevità e far divertire il giocatore. Sia chiaro, tutte le attività che potremo svolgere non c’entrano niente con lo spirito dell’opera originale, si vede che sono messe li forzatamente e per divertire il giocatore, proprio per questo motivo pensiamo siano ottime e svolgano bene il loro dovere. Sia che prendiate a mazzate i nemici come in un gioco di baseball o che vi mettiate a fare il barista sfornando cocktail che Nanto se li sogna, il loro aspetto assolutamente goliardico e divertente ce li ha fatti apprezzare. Ovvio che i puristi non ne saranno contenti ma stiamo parlando di un titolo che addirittura rivisita completamente la trama dell’opera principale, da prende quindi non come una vera trasposizione ludica ma una visione di essa di Sega. Considerate poi che i combattimenti rispecchiano a pieno quelli dell’anime, ci si sente davvero il maestro dell’orsa maggiore e la cattiveria di ogni colpo genera quell’entusiasmo che toccherà vette inimmaginabili quando sferreremo i colpi speciali di Hokuto. Si, nonostante tutto essere fan di Ken il Guerriero e giocare a questo titolo è un binomio che non poteva non contagiarci esaltando ogni ora passata di fronte a Playstation 4. A tutto ciò aggiungete la possibilità di apprendere tecniche speciali da altri maestri, come Toki, o forgiare degli amuleti che ci doneranno delle abilità passive che andranno ad aumentare la nostra difesa, attacco ecc. Ogni elemento però dovrà essere sbloccato con le apposite subquest, raccogliendo i materiali necessari a forgiare gli amuleti migliori e ponendo nel gioco anche quell’elemento di ricerca e farming che strizzano l’occhio ai giochi di ruolo e lo rendono ancora più completo, sebbene anche questi elementi lo allontanino dalla serie originale. Basti pensare che sono incluse sezioni nelle quali dovremo guidare una macchina per andare in giro nel deserto alla ricerca di materiali e spostamenti rapidi. Come detto i programmatori si sono allontanati dallo spirito della serie originale quando si parla del sistema di tutto Lost Paradise, mantenendo però la massima fedeltà per ciò che riguarda il sistema di combattimento e enfasi degli scontri. Un titolo che mixa sapientemente tutte quelle caratteristiche viste in Yakuza, riviste per quest’ambientazione, il meglio della cattiveria di Ken e una storia rivisitata che cosi non annoia quelli che ne conoscono i dialoghi a memoria.

    La vedi brillare la stella della morte?

    Ormai il team di sviluppo ha una certa esperienza con l’hardware della console Sony e di conseguenza è normale che il motore grafico, sebbene non sia l’ultimo modello, sia stato limato a dovere. Sebbene l’aspetto estetico scelto non sia quello realistico di Yakuza, per fortuna, bisogna lodare il frame rate più costante, la fluidità maggiore e anche quel pizzico di livello artistico che apprezziamo maggiormente. Eden è stata studiata bene, i personaggi anche e tutto sommato il risultato finale è buono. I combattimenti poi mostrano il meglio, con la riproduzione su schermo delle mosse speciali di Ken che lo portano su livelli davvero alti. Non siamo di fronte a un titolo che spreme la console e nemmeno che fa miracoli, a dirla tutta potrebbe girare anche su Switch a vederlo superficialmente, ma è ottimo per riprodurre la sensazione di anime. L’audio invece è di elevatissima fattura, esclusivamente da godere nella lingua nipponica e calarsi nel magico mondo di Hokuto no Ken. Inutile rammaricarsi per l’assenza della lingua italiana, tanto anche Alessio Cigliano, la voce storica di Kenshiro, oggi non riuscirebbe a riprodurla come quando aveva 20 anni e se siete tra quelli che “non c’è l’italiano allora scaffale” bhè, spero stiate vedendo la stella della morte vicino l’orsa maggiore.

    Pro

    • Sarete Kenshiro come in nessun altro gioco
    • Ottimo combat system
    • Tante cose da fare

    Contro

    Conclusioni

    Sega ci regala uno dei giochi più belli dedicati a Kenshiro, perché Fist of the North Star Lost Paradise anche se rivede la trama della serie originale è un mix di azione e divertimento incredibile. Se amate il personaggio non potete non comprarlo, essendo un titolo che vi mette nei panni del nostro eroe davvero e ci fa sentire lui e tutta la violenza dei suoi pugni nel corso dei combattimenti. Davvero inutile e superfluo lamentarsi per tutti gli elementi come amuleti o minigiochi che con la serie hanno poco a che fare, sono li per darci varietà e divertimento e lo fanno bene. Considerando poi che le cose da afre sono tante e le varianti nella storia non faranno annoiare i fan storici che la conosco a memoria, ma anche senza fargli storcere il naso più di tanto, vi consigliamo caldamente il gioco. Se non sapete chi sia Ken compratelo ugualmente perché noi fan vogliamo un sequel, quindi contribuite alla causa che tanto è un ottimo action RPG.

    8,5 1