Tour de France 2018 – La recensione del solito titolo Cyanide
Recensione

Tour de France 2018 – La recensione del solito titolo Cyanide

Perchè passare un anno a non fare niente piace agli sviluppatori

  • Versioni: PS4 Xbox One
  • Lo scorso anno non sono certo stato buono o clemente con il titolo dedicato al Tour de France sviluppato dai ragazzi francesi, ma essendo che dal 2015 si assestavano su livelli abbondantemente sotto la sufficienza speravamo in qualcosa di meglio. Con questa edizione 2018 le cose sono anche peggio, perché se da un lato l’intolleranza verso i giochi spazzatura è alle stelle dall’altra anche la sopportazione di team di sviluppo cosi incapaci che rovinano licenze e passione di chi ama certi sport. Insomma intortare i fan o le persone che non s’informano adeguatamente, presso siti specializzati e non gente pagate per parlare del gioco X, non sembra proprio voler smettere di andare di moda, cosi come la solita Milestone che riesce ormai a nuotare nella mediocrità dei suoi racing di ogni tipo senza uscirne fuori, o quelli di Kylotonn Games che ci fanno rimpiangere Sega Rally ogni anno, anche i ragazzi di Cyanide entrano alla grande nel novero di questo tipo di software house, riuscendo persino a rendere l’andare in bici in GTA V sembra più divertente.

    Da Paper Boy l’evoluzione della bici è questa

    Il modo migliore per cercare di migliorare il loro prodotto secondo il team era semplicemente implementare più competizioni al suo interno, cosi a quelle già viste in passato come la Critérium du Dauphiné, l’International, il Triptyque Tour, la Parigi-Nizza, Eneco Tour a cui si aggiungono anche la Parigi-Roubaix e il campionato del mondo. Da qui faccio proprio copia/incolla della rece passata perché davvero hanno cambiato solo i nom. Buttiamoci però sulla classica carriera dove scegliendo una nostra squadra e i rispettivi sponsor dovremo cercare di diventare il top delle due ruote, ovviamente vincendo tutte le competizioni presenti, rispettando gli obiettivi che ci verranno imposti, attraverso le modalità presenti. Purtroppo bisogna constatare come la scelta e varietà sia rasente lo zero, non essendoci percorsi che consentano di avere delle vere variazioni nello stile in cui devono essere affrontati, lasciando una grande sensazione di essere sempre sullo stesso percorso al giocatore che non riesce proprio ad abbandonarci. Se il problema delle poche varianti di gioco a disposizione e del fatto che è difficile riuscire ad avere una sensazione diversa se si affronta una discesa o una salita, come se fossero la stessa cosa, ci pensa il solito sistema di controllo a rovinare il poco che rimane di questo arcade. Esattamente come lo scorso anno l’IA è davvero ridicola, vincere non sarà difficile quando si tratterà di prendere il controllo di un corridore e pedalare cercando di risparmiare le forze, discorso diverso invece per le volate che sono inesistenti, purtroppo non si riesce proprio a creare una strategia adeguata per questa particolare strategia e finiremo sempre per imprecare contro i programmatori. E’ ridicolo che siamo di fronte ad un titolo che non riesce a smuoversi da oltre 10 anni, siamo ancora qui a parlare degli stessi difetti di sempre per ciò che riguarda il gameplay e non ci capacitiamo di come si possa far uscire un titolo simile, se non grazie al fatto che i costi di produzione sono pari a zero e alla fine è tutto guadagno anche se vendessero due copie. Riportando esattamente gli aspetti negativi dello scorso anno, ricordiamo che fare soldi con il proprio team (a livelli di difficoltà decenti visto che a facile non vale nemmeno la pena cimentarvisi essendo il livello di sfida nullo) è un lavoro lungo e tedioso che c’imporrà di effettuare un gran numero di gare, almeno finchè non riusciremo ad avere il nostro dream team. La possibilità di concentrarsi su un solo ciclista ci permetterà di conoscerlo maggiormente a fondo, non soltanto guardandone le statistiche, sapendo quindi che ci saranno percorsi più favorevoli di altri e viceversa alle sue abilità. Controllando l’intero team invece avremo più una gestione strategica del gruppo, impartendo ordine e lasciando alla CPU tutto il resto del lavoro. In questo senso il lavoro svolto sui singoli ciclisti per renderli ben più identificabili attraverso le proprie statistiche si nota in partita e la cura riposta sia nella fase di gestione della squadra che del singolo corridore e della sua stamina anche, in un equilibrio tattico che però lascia i soliti problemi del passato. Già, nonostante i programmatori si siano prodigati a migliorare l’IA dei nostri compagni in modo che rispondano meglio ai comandi impartiti resta il problema degli avversari, sempre piatti e con un livello di personalità pari a zero. Essendo un titolo su licenza ci si aspetterebbe che anche i corridori seguissero un minimo le logiche delle loro controparti reali, invece sono tutti uguali e come lo scorso anno sarà meglio complicarsi la vita da soli per cercare un pizzico di sfida in questo gioco. La possibilità di giocare con un amico è come sempre gradita, sebbene faciliti ancora di più il vincere le varie tappe e spezzi totalmente l’equilibrio delle partite. Tralasciamo inoltre le modalità manageriali, che strizzano in malo modo l’occhio alla controparte per PC del gioco, in modo pessimo e con Playstation 4 che per elaborare le gare simulate ci mette talmente tanto tempo che farete prima a fare un pisolino.

    Mentre Playstation 5 è alle porte eccoci un gioco per Playstation 2

    Discorso tecnico che avrete già sentito e ormai se ci seguite avrete intuito la nostra filosofia, siamo davvero messi male. Corre l’anno 2018 da quando è nato Cristo e i programmatori sfruttano un motore vecchio come il cucco che non si può guardare, certo fossimo sulle passate generazioni di console o su Wii allora potremmo capire ma a questi livelli e con tutti i discorsi sui 4K e 60fps che hanno stancato tutti, no. Ciclisti tutti uguali, pop-up come se piovesse, scarse animazioni e in generale un comparto di texture poco definite in un panorama con ben pochi poligoni. Mancano persino delle licenze ufficiale, cioè l’unica cosa che doveva esserci. Il team è piccolo e il budget non è elevato, è sicuramente un discorso logico e sensato ma allora si concentrassero sul gameplay e sulle modalità di gioco, anche se secondo noi andrebbe proprio rivoluzionata la formula usata per il sistema di controllo, portando un titolo arcade puro senza troppi fronzoli visto che è proprio la base di Tour de France che non funziona minimamente a livello ludico.

     

    Pro

    Contro

    • IA pessima e livello di sfida basso
    • Da rivedere tutto il gameplay
    • Tecnicamente siamo fermi alla PlayStation 2

    Conclusioni

    Il commento può tranquillamente essere come quello dello scorso anno, soltanto che più severo visto che qui siamo di fronte a zero novità. Le Tour de France 2018 è il solito titolo che Cyadine ormai ci ripropone da anni, con i problemi legati all’IA che impediscono di godere di un livello di sfida adeguato e di conseguenza rende inutile la presenza di cosi tante modalità e gare, mentre il comparto tecnico rimasto invariato rispetto agli ultimi anni lascia un notevole amaro in bocca visto che oggi non ci si può presentare con una grafica cosi approssimativa e colma di difetti quali pop-up nemmeno fossimo tornati all’era dei 32-bit e che manca anche di alcune licenze.

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