Yakuza 6 – La recensione dell’ultimo atto
Recensione

Yakuza 6 – La recensione dell’ultimo atto

Il Drago di Dojima terrorizza tutti

  • Versioni: PS4
  • La serie di Yakuza è nata nel lontano 2005 e che è riuscita nonostante tutto a ritagliarsi un proprio pubblico, grazie specialmente a tutti i suoi pregi. Quello che stiamo per recensire è l’ultimo capitolo che avrà come protagonista Kazuma Kiryu, l’unico e il solo, in futuro infatti Sega si dovrà dedicare ad altri personaggi perchè infondo in tutti questi anni il nostro Drago ne ha passate tante e viste le trame intricate e meravigliose di ogni capitolo, non si poteva chiedere oltre agli sceneggiatori che anzi hanno scritto una conclusione degna al nostro eroe. Purtroppo se non avete giocato ai precedenti episodi non riuscirete a cogliere molte delle citazioni e degli avvenimenti che vengono proposti nel gioco, ma di rimedi a questa grave mancanza il web ne dà molti quindi mettetevi al passo e non perdete tempo, perchè Yakuza 6 è un gioco che non può mancare nella collezione di nessun appassionato.

    L’ultimo ruggito del Drago

    La storia di questo episodio non poteva che iniziare li dove si era conclusa quella del suo prequel, come detto infatti i titoli sono tutti collegati ed è davvero un peccato non avere la cognizione di una narrazione cosi avvincente e piena di colpi di scena. Come sempre non vi diremo nulla sulla trama, sappiate che è davvero uno dei pezzi forti di Yakuza 6 e sebbene possa partire un pò più in sordina rispetto a come ci hanno abituati i programmatori poco prima della metà dell’avventura il ritmo inizia ad essere incalzante e i colpi di scena avvincenti. Da sempre questa serie si è contraddistinta prima di tutto per gli avvenimenti che tratta, con realismo e in maniera molto cruda, riuscendo a farci innamorare di Kiryu e non solo poichè gli antagonisti sono carismatici e avrebbero da regalare vagonate di epicità a molti boss di altri titoli. Ovviamente nel corso degli anni l’evoluzione del gameplay si è vista e essendo questo Song of Life realizzato anche con un nuovo motore grafico, il passo per avere un avanzamento di tutto il sistema di combattimento era prevedibile, infondo il titolo si basa sullo svolgimento delle classiche missioni e sul prendere a calci tutti i nostri nemici, senza dimenticare di perdere tempo giocando ai vari mini-giochi presenti o letteralmente farsi catturare dalla sala giochi con dei classici imperdibili. Passando al sodo il titolo è davvero molto più moderno e pad alla mano si nota come sia stato alleggerito sia nei comandi che nell’avanzamento delle abilità del nostro protagonista, adesso maggiormente legate a ciò che avviene nella storia più che a un semplice rigiocare centinaia di volte a qualche mini-gioco. I combattimenti d’altronde sono diventati molto più dinamici, potendo coinvolgere tutto l’ambiente che ci circonda, ovvero con la possibilità di distruggere intere vetrate, entrare nei negozi e fare rissa mentre i commessi cercano di farci uscire e tutta una serie di azioni legate all’ambiente che ci circonda. Grazie all’ottimo utilizzo del cellulare è poi possibile avere sottocontrollo tutto, dalle missioni principali a quelle secondarie in sospeso, alle caratteristiche di Kiryu e delle sue mosse speciali e super. Potenziare il nostro eroe, fargli apprendere tecniche sempre più devastanti e sopratutto lanciarsi nella Clan Creator, che come dice il nome stesso consiste nel creare il nostro clan e mandare in missione i nostri adepti, espandendolo sempre più cosi da poter avere anche una gerarchia all’interno per ogni membro. Questa modalità è davvero molto divertente e appassionante, riuscendo come ogni cosa che dovremo fare in Yakuza 6 a crearsi quasi una storia tutta propria che svia totalmente dalla trama principale. Se le missioni da portare a termine non dovessero bastarvi, cosa molto difficile visto quanto sono varie e numerose, allora non perdete tempo a salvare il mondo perchè il secondo elemento più importante di tutta la serie è tornato più ricco che mai, parliamo ovviamente dei mini-giochi. Virtua Fighter 5, questo nome dovrebbe bastare a farvi comprare il gioco solo per poterci giocare su PlayStation 4 anche se della vita del Drago di Dojima non ve ne dovesse fregare nulla.

    Lo Shenmue che avremmo voluto

    Yakuza 6 non è perfetto per la sola semplificazione degli scontri con i boss, visto che i programmatori hanno reso queste battaglie molto più da picchiaduro che nel vecchio stile della serie, non potendo cosi contare su musiche personalizzate e scene con i QTE che enfatizzavano i momenti migliori. Tranne questo elemento, qualche sbavatura iniziale per la trama che è un pò spezzettata e non decolla subito ci troviamo di fronte a un titolo di notevole spessore, che porta Sega ai fasti di un tempo. Il nuovo motore grafico è incredibile, sebbene non raggiunga la qualità dei first party di Sony riesce a spremere bene Playstation 4 e proporre personaggi ricchi di dettagli e animazioni, fanciulli che verrebbe voglia di entrare nello schermo tanto sono realistiche e…belle, oltre a un comparto sonoro di ottima qualità che ha un doppiaggio in lingua originale da brividi. Inutile poi soffermarsi sui combattimenti, più dinamici, spettacolari e fluidi grazie ai miglioramenti effettuati sia alla fisica dei nemici che il numero di animazioni presenti.

     

    Pro

    • Storia coinvolgente e ben narrata
    • Gameplay soddisfacente e perfezionato
    • Grafica e sonoro di alto livello
    • Tantissime cose da fare e poi...
    • ...c'è Virtua Fighter 5

    Contro

    • Boss Fight meno spettacolari che in passato
    • Se non sapete nulla di Kiryu non capirete molto

    Conclusioni

    C’è Virtua Fighter 5 giocabile, cioè un capolavoro all’interno di questo ottimo titolo…roba da Shut Up And Take My Money!! Yakuza 6 è un titolo che riesce a essere perfetto per la conclusione delle vicende di Kiryu, portando un sistema più snello e appetibile a tutti che però avrebbe dovuto spettacolarizza maggiormente alcuni eventi, come succedeva in passato. Purtroppo la bellissima trama, avvincente e che v’incollerà al pad, non è comprensibile per chi non ha giocato la serie dopo i primi due capitoli, ma questo è un piccolo difetto per un brand che meriterebbe molto più successo vista la qualità generale che propone e l’amore dei suoi creatori che riesce a trasmetterci dal primo minuto fino ai titoli di coda.

    8,5 1