Super Mario Party – Recensione di un gioco per console portatile
Recensione

Super Mario Party – Recensione di un gioco per console portatile

  • Versioni: Switch
  • Nonostante Nintendo abbia sempre dichiarato che Switch sia una console casalinga che può essere anche portata in giro è in dubbio che in questo 2018 le cose non stanno andando proprio bene. I giochi tripla A latitano e i giochi della stessa grande n sono superficiali, mancando proprio d’innovazione o quel qualcosa in più che li faccia emergere dalla mediocrità. Lasciamo perdere i numerosi porting da Wii U però e concentriamoci su questo nuovo capitolo del board game più amata da ogni videogiocatore. Amiamo questa serie da sempre, ma se negli anni si è evoluta e ha portato con sé numerosi miglioramenti è da un po’ purtroppo che ci ritroviamo con gli stessi mini-giochi in salsa diversa, non cambia tendenza nemmeno Super Mario Party che sembra prendere spunto dalla sua versione per Wii e che dimostra una visione totalmente sbagliata di chi abbia l’ibrida della casa di Kyoto da parte della stessa compagnia giapponese. Senza giri di parole, siamo di fronte a un buon gioco, che diverte e intrattiene il giusto ma che è inferiore persino alla mega raccolta uscita da poco su 3DS e che ha difetti più strutturali che di forma.

    Niente crociere o viaggi strani questa volta per Mario

    La storia in Super Mario Party è accessoria come sempre, quello che conta è riunire il gruppo di personaggi storici della grande N in sfide su classici percorsi in stile Gioco dell’Oca, in quello che è sempre stato il miglior board game per console, ovviamente con tantissimi mini-giochi con i quali andare a sfidarci. Il sistema di gioco in questo capitolo è stato affidato unicamente ai Joy-con singoli, questo significa che non potrete giocarci con altre configurazioni e quindi nemmeno in portatilità (escludendo l’uso dello schermo come mini-TV). Questa scelta ha portato a scegliere dei giochi in cui andremo a sfruttare tutte le opzioni offerte dalle capacità dei controller di Switch, giocando in puro stile Wii. Per il resto è la solita minestra riscaldata di Nintendo, da un HUB principale propostaci come una sorta di parco dovremo decidere quale tabellone affrontare e i diversi personaggi, con il proseguimento poi della storia che determinerà chi è il più famoso dei partecipanti andremo sbloccando mini-giochi, tabelloni e personaggi aggiuntivi. Alla base però ci ritroveremo sempre con tre distinte categorie di protagonisti, che avranno un proprio dado personale che differenzia per numerazione, oltre alla possibilità di aggregare un supporto se capiteremo nell’apposita casella nel corso delle nostre partite, in questo caso ci verrà assegnato un partner che lancerà anch’esso il suo dado insieme a noi. Il titolo è molto semplice, i giochi anche, il tutto per permettere di divertirsi anche ai bambini di 4 anni (testato con il figlio della vicina, che me le ha suonate pure…) ma non ha spunti di originalità rispetto le altre iterazioni ludiche della serie. Ecco quindi che ci ritroveremo sempre con il dover fare i conti più con il numero di stelle a disposizione, comprate o vinte lungo la sfida, che il numero di monete raccolte, con poi uno stravolgimento delle caselle e dell’aggiunta di malus e bonus negli ultimi tre turni, per cercare di ribaltare la situazione e rendere cosi meno scontato il risultato finale dopo i 10 turni standard di ogni incontro. Bisogna ammettere che ormai dopo tutti questi anni è difficile vedere anche mini-giochi originali e infatti sono quasi tutti riproposizioni di cose già viste o in salsa diversa ma che prendono spunto da quelli del passato, che andranno a mettere alla prova i nostri riflessi, la nostra sensibilità alle vibrazioni del Joy-con ecc ecc Una delle vere opzioni che inizialmente ci aveva fatto brillare gli occhi è stata la presenza del multiplayer online, cosi da non buttare un’oretta a giocare soli con la CPU, almeno finchè non abbiamo constatato che si tratta di affrontare dei mini-giochi casuali uno dopo l’altro e basta, niente tabellone purtroppo e ovviamente delusione totale. Dobbiamo ammettere che la formula adoperata da Nintendo è sempre vincente, il titolo è divertente, appassiona e in gruppo si passano davvero serate divertenti, i problemi però sono legati ad i mini-giochi che sfruttano due Switch, perché dovrebbero dire ai capoccia della casa di Kyoto che quasi nessuno ha in casa due Switch e due copie di Super Mario Party e non c’è motivo logico per il quale due amici dovrebbero organizzare una serata portandosele dietro tutte. Una console, una copia del gioco, 4 amici, alcol e cibo spazzatura e la serata nerd può iniziare. L’ultimo e più importante dei difetti è il suo essere identico a tutti gli altri board game dedicati all’idraulico, con il conseguente acquisto inutile e da buttare soldi per chi ha già quelli per le passate console almeno fino a Gamecube.

    La sufficienza anche nello stile

    Purtroppo siamo rimasti molto delusi anche dall’aspetto tecnico del titolo, non ci aspettavamo certo chissà cosa a livello grafico ma qui siamo proprio alla sufficienza rosicata per Switch se parliamo di un titolo first party. I tabelloni presentano delle texture davvero poco curate, poco dettagliate e con una risoluzione discutibile, mentre anche i personaggi non sono adeguati se paragonati agli altri prodotti della casa nipponica. Se prendiamo Mario ad esempio, si nota subito un downgrade rispetto a quello visto su Odyssey o Tennis, due prodotti che stabiliscono standard per quello che riguarda la qualità non solo ludica ma anche della grafica di titoli first party. Non ci siamo proprio, si nota la superficialità di com’è stato realizzato e concepito il gioco, di come non si è curato nessuno degli aspetti fondamentali ma buttato sul mercato per tappare il solito buco privo di uscite di rilievo per Nintendo. Insomma dopo Mario e Zelda siamo in un constante oblio e in attesa del gioco che ne possa raccogliere il peso, a livello qualitativo e d’importanza, mentre invece veniamo bombardati da titoli usciti su Wii U e questi prodotti mediocri. L’audio è ovviamente l’aspetto migliore del titolo, i campionamenti e le musiche sono quelle classiche della serie e riprendono in tutto le atmosfere puffose e colorate del Regno dei Funghi.

     

    Pro

    • Divertente con gli amici

    Contro

    • Innovazione zero
    • Tecnicamente mediocre
    • Pessimo multiplayer online

    Conclusioni

    Nintendo sembra entrata in quella fase nella quale rilascia giochi giusto per tappare il vuoto cosmico che c’è tra un suo tripla A e l’altro, sfruttando Switch un po’ come fece con il 3DS. Certo la qualità di Super Mario Party è buona, il titolo è divertente e riesce a fare molto bene il suo lavoro, ma è identico a tutti quelli precedenti e con una modalità online ridicola. Dalla casa di Kyoto pretendiamo sempre giochi di livello, quando si parla di Mario poi non si può non essere delusi da questo prodotto, visto che con Tennis è stato fatto un ottimo lavoro e inserite tante novità, mentre qui è un riproporre la solita solfa con una grafica nemmeno tanto curata. Se non avete altri episodi in casa bhè l’acquisto è consigliato se volete divertirvi con amici e bambini, non troverete di meglio e nemmeno prodotti più seriosi come Monopoly per Switch riescono a essere cosi coinvolgenti. Se invece avete qualunque altro capitolo per una qualsiasi delle altre console della grande N, avete già tutto quello che vi serve.

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