Donkey Kong Country: Tropical Freeze

  • Versioni: Switch Wii U
  • Uno dei personaggi più conosciuti del mondo dei videogiochi è sicuramente Donkey Kong. Lo scimmione made in Nintendo, nel corso degli anni, è riuscito sempre a rinnovarsi diventando un’icona della casa di Kyoto, seconda probabilmente solo all’idraulico italiano Mario. Nato dapprima come nemico di quest’ultimo, a partire dalla metà degli anni novanta, è diventato, grazie a Rare, protagonista assoluto della serie Donkey Kong Country, prima su SNES per poi migrare sulle altre console Nintendo, sino ad arrivare su Wii U. Donkey Kong Country Tropical Freeze rappresenta infatti il primo titolo dello scimmione per la nuova console Nintendo. Riuscirà a bissare il successo di Donkey Kong Country Returns uscito qualche anno fa per Wii e riedito l’anno scorso su Nintendo 3DS? Scopriamolo insieme.

    Come rovinare una festa

    Il canovaccio che fa da sfondo a Donkey Kong Country Tropical Freeze è, come di solito capita in questi casi, piuttosto semplice e diviene mero pretesto per seguire le avventure del protagonista e soci attraverso vari livelli di gioco. E’ il compleanno di Donkey Kong, che sta festeggiando insieme agli amici di sempre: Diddy, Dixie e Cranky. Ad un tratto, un esercito di navi nordiche si avvvicina alla sorridente isola e un misterioso cattivone di turno, attorniato dai sui fedeli servitori, pinguini e civette vichinghi, decide di congelarla. Quale sarà il compito di Donkey? Semplice, riconquistare casa propria, spazzando via l’esercito nordico che l’ha conquistata.

    Donkey Kong Country Tropical Freeze è il vero seguito del capolavoro sviluppato da Retro Studios per Wii, Donkey Kong Country Returns e, per la maggiore, si identifica molto con il predecessore. Lo scopo, infatti, non era quello di ricreare da zero un nuovo titolo, ma riprendere quanto di buono è stato visto su Wii, reimpiegarlo e migliorarlo su Wii U. Una volta iniziato il gioco, tutti coloro che hanno già giocato a Country Returns, riscontreranno una grande familiarità in Tropical Freeze. Stavolta, però, ad accompagnare Donkey nelle sue avventure, non sarà presente il solo Diddy, ma anche la simpatica Dixie e il burbero Cranky, ognuno con diverse abilità di salto. Se Diddy impiegherà ancora il suo razzo per far compiere brevissimi voli a Donkey, Dixie gli consentirà di effettuare un doppio salto mentre Cranky utilizzerà il suo bastone per rimbalzare su terreni impervi o sulla testa dei nemici. Proprio l’abilità associata a quest’ultimo ricorda molto da vicino quella di zio Paperone in Ducktales, sarà un caso?

    Donkey Kong Country: Tropical Freeze
    Tornando alla struttura del gioco, stavolta, raccogliendo cento banane, non si guadagnerà automaticamente una vita, ma si darà origine ad una mossa speciale, legata al compagno che Donkey Kong starà portando sulla schiena: una volta attivata la mossa, chiamata Kong POW, i nemici presenti sullo schermo si trasformeranno in cuori dorati (una sorta di armatura che consente di resistere a più danni), in palloncini (che nell’immaginario del gioco corrispondono alle vite) e in monete utili da impiegare nel negozio di Funky. Oltre a tutti questi upgrade, il buon scimmione sarà in grado anche di nuotare e attaccare i nemici tramite la Turbo Trottola, una sorta di attacco rotante effettuato sott’acqua. In diverse occasioni saranno presenti alcune maniglie che spuntano dal terreno. Non provare a tirarle sarebbe un errore: in alcune occasioni, infatti, potrebbero regalare un oggetto, mentre, in altre, addirittura modificare il livello. A tal proposito, Donkey, poi, come accedeva in Donkey Kong Country Returns, potrà scuotere la terra per manipolare l’ambientazione e creare nuove opportunità di esplorazione.
    I comandi, poi, sono facili e intuitivi, anche se lascia un po’ l’amaro in bocca il fatto che il Game Pad di Wii U non sia stato impiegato a dovere in-game, visto che il suo schermo si spegnerà se si deciderà di giocare a Donkey Kong Country: Tropical Freeze sulla TV. Oltre al Game Pad, però, si potrà utlizzare il telecomando Wii con il Nunchuk oppure il solo telecomando.

    Un level design di qualità

    Quando si parla della serie di Donkey Kong Country, non si può non sottolineare la cura maniacale con cui gli sviluppatori programmano i livelli e il grado di difficoltà che gli accompagna, quasi fossero gli stage i veri protagonisti del gioco. Un level design del genere è difficile da riscontrare in altri platform, con avvenimenti in tempo reale che metteranno a dura prova la destrezza del giocatore. Ogni livello, poi, rappresenta sempre una scoperta nuova, tant’è che il più delle volte si penserà cosa ci si potrà aspettare durante lo stage che si sta effettuando. Non c’è spazio per la monotonia e la noia in Donkey Kong Country: Tropical Freeze. Sono presenti, anche stavolta, i temibili, ma terribilmente divertenti, livelli a rotaie, durante i quali accadrà ogni cosa possibile e immaginabile e che spesso modificheranno la visuale, passando dalle sezioni in due dimensioni a quelle in 3D puro.

    I livelli richiederanno la massima attenzione per limitare la perdita di palloncini, ovvero vite. Sì, perché in Donkey Kong Country: Tropical Freeze si muore, e lo si fa spesso. Vuoi per alcune piccole disattenzioni nell’affrontare un determinato frangente di un livello, vuoi per il grado di difficoltà generalmente elevato. I cuori, ovvero la barra di energia di Donkey sono tornati ad essere due, quattro se ha in spalla un amico, a differenza dei tre (sei) visti in Donkey Kong Country Returns 3D per Nintendo 3DS. Stavolta, però, Retro Studios è stato più clemente, concedendo un elevato numero di vite collezionabili con il proseguo del gioco. Questo escamotage è stato pensato, molto probabilmente, per fare in modo che, pur perdendo diversi palloncini, un giocatore sia comunque invogliato a tentare e ritentare sino al superamento dell’ostacolo. I checkpoint, mai tanto utili come in questi casi, sono presenti in numero discreto, falcidiando il senso di frustrazione che potrebbe generare il continuo ripetere una sezione. I boss di fine livello sono ostici quanto basta con un generale aumento della difficoltà nel sopraffarli con il proseguo del gioco.

    Donkey Kong Country: Tropical Freeze

    Giocare e rigiocare

    Se è vero che Donkey Kong Country: Tropical Freeze si completa in poco più di sette ore, è nella rigiocabilità che risiede il vero punto forte del capitolo. Infatti, all’interno di tutti i livelli che vanno a comporre i sei mondi da affrontare, sono presenti tantissimi collezionabili, spesso posti in zone apparentemente inaccessibili, e che serviranno per sbloccare i numerosi Extra da visionare poi nell’apposita sezione. E’ inoltre disponibile una modalità multiplayer per due giocatori che consente di affrontare i livelli in coppia con un amico: uno guiderà Donkey Kong e l’altro vestirà i panni di uno tra Diddy, Dixie e Cranky, ognuno dotato di particolari abilità. In questo caso possiamo dire che l’esperimento sia riuscito in parte: in primo luogo i livelli sono molto dispersivi e spesso non ci si rende conto di dove sia situato l’alter ego virtuale; in secundis, un gioco come Donkey Kong Country: Tropical Freeze, per come è strutturato e per la complessità generale, è un titolo più portato alla modalità in singolo.

    Un mondo colorato

    Se prima abbiamo elogiato il level design, adesso non può mancare una piccola riflessione sull’aspetto estetico di Donkey Kong Country: Tropical Freeze che è, di fatto, il primo episodio in HD. Ogni mondo è perfetto e le ambientazioni sono davvero stupende, dotate di colori freschi e frizzanti. I nemici sono ben caratterizzati e caricaturizzati, con pinguini, civette, ratti, pennuti nonché i boss e sembrano essere usciti dai migliori film di animazione in computer grafica. Di contro, ma qui si tratta di gusti personali, avremmo preferito una definizione ancora maggiore di Donkey Kong e soci. Il comparto audio, con la sua colonna sonora che varia da mondo a mondo, propone brani che sono un misto di tribale, jazz e musica celtica (a sottolineare l’invasione dei nemici nordici).

    Donkey Kong Country: Tropical Freeze

    Pro

    • Level design di alta scuola - Ottimo livello di difficoltà
    • Nuovi personaggi - Tanti collezionabili da sbloccare
    • Grafica curata

    Contro

    • Multiplayer poco incisivo
    • Game Pad non sfruttato
    • Non rivoluzionario

    Conclusioni

    Donkey Kong Country Tropical Freeze, si impone sulla console Nintendo come uno dei migliori platform, secondo solo a Super Mario 3D World. Effettivamente si tratta di un seguito di Donkey Kong Country Returns da cui il titolo in analisi prende a larghe mani le idee principali, riuscendo a migliorarle e a riproporle. Certo, è da sottolineare come Tropical Freeze non farà gridare al miracolo come avvenne per Donkey Kong Country Returns, vero punto di svolta della serie. Si tratta però di un titolo che, per il divertimento e il grado di sfida che riesce a proporre, è di altissimo valore e può divenire uno dei punti di riferimento per il genere. Siamo rimasti abbastanza delusi dal mancato impiego delle caratteristiche del Wii U Game Pad, utilizzato semplicemente come controller se si gioca sullo schermo TV, oppure come semplice schermo di gioco se si vuol giocare in streaming. Un titolo da avere per tutti gli appassionati che cercano un platform profondo che, però, non è esente da difetti.

    8.2 1

    Articoli Scritto da Carlo Ziboni - Gamesnote.it

    Amante fin da bambino del mondo dei videogiochi, dopo un continuo scroccare partite con l'Atari di cugini vari, ho iniziato a fare sul serio nel 1987, quando in casa arrivò il mitico NES. Inutile dire che da quel momento, per me esistevano solamente Mario e soci. Con il passare degli anni e i migliaia di giochi passati sotto le mie grinfie, ho iniziato ad avere un sentimento di tolleranza anche verso SEGA, per poi entrare nel mondo Playstation e PC. Praticamente non ho mai perso una console Nintendo da trent'anni a questa parte. Questa mia passione viscerale per i videogiochi, nata nelle sale giochi anni '80, mi ha portato a collaborare per otto anni con Spaziogames.it, mentre nel frattempo in me nasceva l'idea di creare Gamesnote.it, una piattaforma libera e indipendente.