Paper Mario Color Splash
Recensione

Paper Mario Color Splash

  • Versioni: Wii U
  • La serie di Paper Mario, che pure conta su un numero limitato di episodi rispetto ad altri franchise della grande N, è tutt'oggi una delle più amate dai fan storici di Nintendo, per l'ingegnosa amalgama di elementi tratti dai giochi di ruolo, dalle avventure e dai platform, che ha dato vita a prodotti godibili a più livelli, ricchi di humour e di trovate stimolanti dal punto di vista del game design. Sticker Star, episodio uscito nel 2012 per 3DS, non aveva entusiasmato, nonostante fosse latore di una serie di buone idee: Color Splash rappresenta il seguito spirituale di quel prodotto, e riesce nell'intento di ampliarlo e migliorarlo sotto diversi punti di vista.

     

    In bianco e nero

    In una notte buia e tempestosa (che poi, ce ne sono davvero nel Regno dei Funghi?), la principessa Peach e un Toad bussano alla porta di Mario, la cui felicità nel vederli dura solo un istante: i due, infatti, sono latori di una missiva anonima, che poi, in realtà, si rivela essere un povero Toad accartocciato su se stesso e privato del colore. Chi potrebbe mai aver compiuto un simile misfatto? L'unico indizio conduce a Porto Prisma, attracco principale dell'omonima isola, rinomata meta turistica e patria del colore: è qui che il trio si dirige immediatamente, solo per trovare, al suo arrivo, una cittadina deserta e scolorita in diversi punti, lontana parente dell'allegro borgo che era una volta. Complice l'alleanza con Tinto, uno tra i più improbabili compagni d'avventure della storia di Nintendo (è una lattina di vernice!), toccherà a Mario riportare l'ordine sull'isola e nei dintorni, restituendo alla fontana del paese le sei Mega Vernistelle, custodite da sei boss, tutti collegati al cattivone che si cela dietro gli eventi, il cui nome inizia per B e finisce con -owser. Insomma, ci siamo capiti: come da tradizione per i titoli con protagonista l'idraulico italiano, la trama è quella che è, ma più che il semplice intreccio, a strappare risate sono le battute dei protagonisti e le assurde situazioni in cui si andranno a cacciare. I più piccoli apprezzeranno particolarmente, ma mentiremmo se dicessimo che anche noi, a trentacinque anni suonati, non ci siamo sciolti in sorrisi spontanei in diversi momenti dell'avventura, che, per inciso, risulta una delle più longeve del franchise, richiedendo almeno venticinque ore per essere portata a termine, che diventano molte di più se ci si dedica ai minigiochi secondari (la morra!) e ricolorare completamente ognuno dei livelli di gioco.

     

    C'era una volta un gioco di ruolo

    Coloro che potrebbero rimanere parzialmente delusi dalla svolta adventure di questo episodio, che abbandona per strada quasi tutti gli elementi da gioco di ruolo che avevano caratterizzato gli episodi per Nintendo 64 e GameCube, sono proprio gli amanti dei giochi di ruolo, che in Color Splash si dovranno accontentare di un combat system divertente ma non troppo profondo e di un sistema di crescita del personaggio limitato all'aumento dei punti vita e alla capienza del Martellobaleno, lo strumento principe con cui Mario riporterà il colore sull'isola. Chiarito cosa non c'è, bisogna ammettere che ciò che invece c'è è molto ben fatto, e può soddisfare un pubblico probabilmente molto più ampio di quello a cui miravano gli episodi summenzionati: il neofita che non ha mai giocato un'avventura in vita sua sarà a suo agio quanto il veterano di mille battaglie, purché entrambi dispongano di un acuto spirito di osservazione e di un pizzico di pensiero laterale, necessari a risolvere il gran numero di puzzle che caratterizza la progressione. Una volta entrato in contatto con un nemico, il giocatore deve abbassare gli occhi sullo schermo del GamePad, dove può scegliere tra un massimo di novantanove carte quali scegliere per lo scontro: durante le prime ore di gioco si può usare una sola carta per volta, ma, strada facendo, si arriverà a giocarne fino a tre. Gli effetti delle carte sono quelli classici per la serie: i funghi consentono a Mario di sparare, le scarpe di saltare in testa ai nemici, i martelli di colpirli dall'alto verso il basso e così via, ed ogni nemico risponderà diversamente alle mosse del giocatore, se è vero che alcuni sono immuni a certi tipi di attacchi ed altri possono essere colpiti solo con attacchi ad area. Prima di passare allo scontro vero e proprio, inoltre, si può scegliere se colorare le carte (che, di base, sono bianche) per aumentare il danno inflitto ed amplificarne gli effetti: a differenza del capitolo per 3DS, Color Splash non farà mai mancare al giocatore tanto le carte per gli scontri quanto il colore per potenziarle, e quindi non ci sarà più la necessità di fuggire dai combattimenti per mancanza di risorse. Il bilanciamento si rivela invece fallace se si analizza il livello di difficoltà, molto basso anche per gli standard Nintendo: abbiamo portato a termine l'avventura vedendo solo due volte la schermata del Game Over, ed in entrambi i casi non erano stati dei nemici a batterci, ma nostri banali errori in fasi di fuga scriptate. Tra un uso intelligente del backtracking (oseremmo dire a la Metroid), enigmi mai troppo difficili ma ben congegnati e riuscite fasi platform, Color Splash scorre piacevolmente, regalando due decine abbondanti di ore di divertimento.

    Esplosione di colore

    Mentre per gli altri produttori di console lo sbarco nell'alta definizione ha significato, perlopiù, motori grafici più performanti ma anche un'infinita gamma di grigi e marroni (senza dubbio i colori predominanti degli ultimi dieci anni, in ambito videoludico), per Nintendo ha portato in dote piccoli gioielli visivi come Kirby e il pennello arcobaleno, Yoshi's Woolly World e il qui presente Color Splash. Anche stavolta siamo di fronte ad uno spettacolo visivo di primissimo piano, con animazioni fluidissime, un uso dei colori e della fisica del Martellobaleno eccezionale, una commistione perfetta di elementi bidimensionali e tridimensionali e, nemmeno a dirlo, il consueto character design made in Nintendo. Il risultato è un prodotto incantevole tanto per gli occhi dei più giovani quanto per quelli di chi si era innamorato di questo stile già ai tempi di Yoshi's Island per Super Nintendo. Detto della più che soddisfacente longevità, chiudiamo questa nostra disamina con una menzione particolare per la localizzazione italiana, sempre puntuale e spiritosa, e per la colonna sonora, che spazia dal jazz al pop con grande naturalezza, restituendo arrangiamenti   orecchiabili per pezzi che molti videogiocatori conoscono da decenni.

    Pro

    • Divertente ed ingegnoso
    • Combat system semplice ma efficace
    • Direzione artistica di alto livello

    Contro

    • Molto facile
    • Distacca completamente la serie dal filone ruolistico

    Conclusioni

    Se si soprassiede su un livello di difficoltà troppo morbido e sulla virata decisa verso il genere degli adventure, si potrà godere di tutto ciò di buono che c’è in Paper Mario Color Splash, che include un sistema di combattimento intuitivo e ben architettato, un backtracking importante ma sempre sensato, fasi platform che funzionano egregiamente e, in cima a tutto, un colpo d’occhio di cui è difficile non innamorarsi a prima vista.Un’altra esclusiva da non perdere su Wii U, che traccia la via per il venturo (e ancora misterioso) NX, sul quale speriamo di giocare a parecchi titoli di questa qualità.

    8.0 1