Gears of War 2: Single Player

  • Versioni: Xbox 360
  • Dopo la breve analisi sul primo capitolo della acclamata serie di Gears of War, è arrivato il momento di dare uno sguardo anche al suo sequel. Gears of War 2 tentò di migliorare ogni aspetto del predecessore, riuscendo a conquistare nuovamente i favori della critica e del pubblico grazie a una campagna per singolo giocatore spettacolare ed entusiasmante, affiancata a un comparto multiplayer ricco e divertente. Possiamo dire lo stesso anche oggi?

    La guerra continua

    Vogliamo dare subito la risposta, a costo di togliere un po' del piacere di scoprire il perché proseguendo nella lettura: si, Gears of War 2 si dimostra tuttora uno dei migliori sparatutto in terza persona per la piattaforma di Microsoft e non solo. Dalla trama al gameplay, fino alla veste estetica, il secondo atto della violenta battaglia tra locuste e uomini porta l'esperienza del capostipite a livelli qualitativi decisamente più elevati, con risultati assolutamente convincenti.

    La vicenda vede ancora una volta la mitica squadra Delta, capitanata dal solito energumeno quale è Marcus Fenix, al centro del conflitto e in cerca di un modo per sconfiggere una volta per tutte l'esercito nemico.

     

    Sebbene la storia non sia nulla di particolarmente originale, è evidente una maturazione nel modo di raccontare gli eventi, con un’impostazione più cinematografica, una maggior carica emotiva ed epica, oltre che un'introspezione dei personaggi quantomeno più curata che in passato. Elementi che rendono la storyline piuttosto appassionante e sempre gradevole da seguire, con l’alternanza tipica della serie di momenti “drammatici” e ironici. Il carisma dei protagonisti è ora palpabile, individuabile soprattutto in alcuni scambi di battute forse talvolta un po' “rozzi”, ma funzionali, ben integrati all'atmosfera del gioco e spesso sinceramente spassosi. Pecca invece l'aspetto più serioso, con alcuni sviluppi non sempre riusciti. Non mancano però frangenti efficaci, compreso l’epilogo che, aiutandosi con le riflessive parole della regina delle locuste e con l'evocativa colonna sonora, chiude in maniera quasi impeccabile l'avventura.

    Gameplay brutale

    Dal punto di vista ludico Gears of War 2 non si discosta dalle meccaniche introdotte con il primo episodio, ma ne sviluppa i punti di forza lasciandosi alle spalle le debolezze e incertezze. La campagna si dimostra così adrenalinica e dai toni epici sin dal principio, con una varietà e un ritmo decisamente superiori all’avventura precedente. Come è normale, non tutto il gioco riesce a mantenere tale “fluidità”, con alcune fasi, soprattutto superata di poco la metà della storia (nonostante un recupero verso il finale), un po’ pesanti e non sempre equamente appaganti. Gears of War 2, però, riesce a gettare il giocatore in situazioni estremamente esaltanti. Uccidere gli abomini proposti dall’opera, da semplici locuste a pericolosi Brumak, restituisce una piacevolissima sensazione di soddisfazione e potenza. Il buon campionario di armi, inoltre, con postazioni di torrette fisse, mortai, lancer e gingilli vari, appare più che sufficiente a garantire svariati modi per far fuori i nemici. Qualche passo in avanti è stato fatto anche sotto l’aspetto delle brutali mosse corpo a corpo, ancora molto marginali, ma comunque divertenti da attuare.

    Nel complesso, quindi, difficilmente l’esperienza annoia, restando sempre su ottimi livelli ed elettrizzando con trovate interessanti. Se il primo titolo, insomma, non risultava particolarmente memorabile, qui troviamo molti punti assolutamente da ricordare: dall’attacco iniziale all’esplorazione interna del verme gigante, dalle veloci sezioni a bordo di mezzi, e addirittura creature, ad alcune battaglie davvero galvanizzanti. Peccato per una boss-fight finale decisamente sottotono: breve e semplicissima; in sostanza, appena accennata.

    In ogni caso, un altro aspetto che rende Gears of War 2 un gran bel videogioco è l’atmosfera. Il tono eroico e gli avvenimenti messi in scena riescono a dare l’impressione di partecipare a una guerra su larga scala, un conflitto dal sapore squisitamente fantascientifico di grandi proporzioni, contribuendo a rendere davvero entusiasmante l’incedere.

    Attenzione al dettaglio

    Graficamente Gears of War 2 mostra a dovere la potenza di Xbox 360. Senza scendere in inutili descrizioni, la realizzazione tecnica è sicuramente superiore alla media, malgrado non manchino elementi sottotono che non permettono al titolo di raggiungere le maestose vette della concorrenza, Uncharted 2 su tutti. Il livello di dettaglio è comunque soddisfacente e nonostante sia facile scorgere i difetti, soprattutto nei filmati o quando l’inquadratura si avvicina a certi particolari, taluni scorci e la vastità di alcuni ambienti li portano in secondo piano.

    Molto buono anche il sonoro, con effetti convincenti e una colonna sonora a tratti incisiva. Le tracce accompagnano sempre degnamente l’azione visualizzata a schermo. Promosso anche il doppiaggio in italiano.

    Pro

    • Ritmo ben scandito
    • Epico
    • Divertente ed esaltante

    Contro

    • Qualche fase meno ispirata

    Conclusioni

    Gears of War 2 è la sicura evoluzione del primo capitolo: più spettacolare, più epico, più divertente, più appassionante. La storia non è nulla di particolarmente ricercato, ma si dimostra sicuramente meglio esposta e sempre piacevole, anche grazie a personaggi che iniziano a mostrare un po’ di più la loro personalità. Il gameplay entusiasma, a tratti regalando veri attimi di pura adrenalina. Sia chiaro: le fasi meno ispirate non mancano, con alcune sezioni ripetitive e monotone. Complessivamente, però, Gears of War 2 è uno sparatutto dal ritmo decisamente sostenuto e appagante, ricco di momenti esaltanti, e contraddistinto da un’atmosfera epica. Un grande passo in avanti rispetto al predecessore e, a costo di anticipare il giudizio sul terzo episodio, probabilmente il punto più alto finora toccato dalla serie.

    8.0 1