Retro Weekend: Chrono Trigger
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Retro Weekend: Chrono Trigger

La magia dei viaggi nel tempo

  • Versioni: PC Mobile Retrogames
  • Considerando che in questi giorni tutta l’attenzione è riposta sul sorprendente Octopath Traveler, un J-RPG vecchio stampo che ricorda molto i gloriosi titoli di una vecchia epoca che ormai non c’è più, come non cogliere l’occasione per parlare di un prodotto appartenente proprio a quel periodo storico? Un videogioco di ruolo di stampo nipponico che entra di diritto tra i migliori esponenti del genere, nonché tra i migliori titoli mai creati! Dopo Metal Gear Solid, di cui ne abbiamo parlato nello scorso appuntamento del Retro Weekend, oggi andiamo a riscoprire l’immenso e bellissimo Chrono Trigger, uscito nel 1995 per Super Famicom/SNES; J-RPG di una Square che oggi rimpiangiamo tanto. Una Square che sfornava capolavori immensi, come il titolo di cui parliamo oggi, Super Mario RPG, alcuni dei Final Fantasy più belli come gli episodi IV e VI, il misconosciuto Rudra no Hihou rimasto ancorato nelle terre del Sol Levante e tanti, ma tantissimi altri ancora.

    Alle spalle di Chrono Trigger vi sono nomi illustri del panorama videoludico, tant’è vero che il team per realizzare il gioco in questione venne ribattezzato in Dream Team. Non si tratta della straordinaria squadra di NBA capitanata dal buon Michael Jordan, bensì di un team di gente che i videogiochi li sapeva (e sa) fare. Ritroviamo infatti il padre di Final Fantasy, Hironobu Sakaguchi; Yuji Horii, che ha creato l’amatissimo (in Giappone) Dragon Quest e il character designer (e mangaka), Akira Toriyama, celebre per aver dato vita ai manga di Dragon Ball e Dr. Slump & Arale, nonché per la realizzazione di tutti i personaggi della saga di Dragon Quest. Ad affiancare questi già importantissimi autori, ci sono: Masato Kato, il quale aveva già lavorato ai Ninja Gaiden usciti per Famicom, diventando però celebre in seguito scrivendo, insieme a Tetsuya Takahashi e Kaori Tanaka, la trama di Xenogears; Yasunori Mitsuda che, stanco di ricevere sempre ruoli secondari e di scarsa importanza come tecnico del suono, si mise in gioco per realizzare la colonna sonora di Chrono Trigger. Il risultato fu straordinario, anche se a causa di un’ulcera dovette lasciare la composizione di alcuni brani (per la precisione, nove) all’allora già quotato, Nobuo Uematsu e una traccia è stata composta anche da Noriko Matsueda. Il producer che ha reso tutto ciò possibile fu Kazuhiko Aoki.

    Chrono Trigger Zeal

    Un’avventura con eroi di ogni epoca

    Il cuore pulsante di questa produzione è proprio la meccanica dei viaggi nel tempo. Tutto inizia nell’anno 1000 A.D. Il protagonista delle vicende, Crono, motivato dalla madre, decide di andare alla festa del paese che celebra l’arrivo al nuovo millennio. Qui conoscerà la principessa Marle e rivedrà la sua amica inventrice, Lucca. Dopo una stramba catena di eventi in cui è coinvolto il ciondolo della principessa, i tre eroi si ritrovano catapultati nel passato, nell’anno 600 A.D., periodo in cui l’incessante guerra contro i Reptites guidati da Magus è ancora in corso. L’obiettivo iniziale consiste nel salvare Marle, catturata e scambiata per una sua antenata, dopodiché tornare a casa, nella loro epoca. Il programma prende però una piega inaspettata e i nostri eroi scoprono dal futuro post-apocalittico che nell’anno 1999 A.D. è prevista una spaventosa catastrofe: il ripugnante Lavos emergerà dalle profondità della terra per distruggere qualsiasi cosa. La conoscenza di questa notizia allarma il simpatico trio che non può starsene lì con le mani in mano e cerca di trovare subito un modo per fare qualcosa. Proprio a questo punto inizia la vera avventura che vede protagonisti eroi di ogni epoca in viaggi nel tempo tra passato, presente e futuro, per scoprire le origini di Lavos, nonché un modo per fermarlo, ma anche per risolvere i propri conflitti interni e non solo. Non mancheranno sensazionali colpi di scena, alleati inimmaginabili, eventi che possono avere più di una conclusione e ben tredici finali. In Chrono Trigger vi è persino una delle scelte più originali e rivoluzionarie dell’epoca e ancora oggi sa lasciare di stucco. I viaggi nel tempo che all’inizio risultano molto semplici nella loro struttura, si evolveranno mano a mano che si prosegue nel gioco, con sorprese ancora attuali; ancora entusiasmanti. Il tutto condito da una narrazione efficace e piena di riferimenti storici ed anche biblici (ritroviamo persino personaggi con i nomi dei tre Re Magi). Un’avventura caratterizzata sì da una trama piuttosto semplice nel suo concept, ma assolutamente avvincente ed entusiasmante per come essa viene raccontata, non mancando anche delle bellissime side-quest che vanno ad arricchire il background di ogni singolo personaggio, premiando comunque il giocatore anche dal punto di vista videoludico.

    Chrono Trigger è un videogioco che potremmo definire perfetto, senza azzardare nulla. Impeccabile dal punto di vista narrativo, anche nel comparto tecnico è difficile muovergli delle critiche. Lo stile grafico era veramente all’avanguardia per i tempi e tuttora risulta squisito e bellissimo da vedere. Le varie epoche temporali sono realizzate in maniera efficace, munite del giusto dosaggio di colori per garantire una caratterizzazione autentica per ognuna di esse. La world map, dopotutto è la stessa, ma subisce le numerose influenze temporali del caso. Ad esempio, tra anno 600 A.D. e 1000 A.D. le differenze sono minori per pura logica e coerenza narrativa (ma saranno comunque tante). Discorso diverso se si torna indietro negli anni come 12.000 B.C. o nella preistoria oppure nel futuro, 2300 A.D.; in questi casi, la world map muta totalmente, compreso il design di tutte le location e le strutture di tali epoche.

    Sul piano musicale, Yasunori Mitsuda ha svolto un lavoro straordinario. Se graficamente tutti i vari periodi temporali sono realizzati in maniera eccellente, caratterizzandoli con classe, lo stesso discorso vale anche per la musica. Ogni epoca è accompagnata da brani che richiamano perfettamente lo stile dell’anno di appartenenza, con i giusti strumenti musicali adatti al contesto storico che viene richiamato in causa. Bellissimi sono poi i temi ricreati per ogni singolo personaggio ed è davvero difficile dire quali possano essere i migliori, poiché tutti risultano eccezionali. Buon lavoro anche quello di Nobuo Uematsu che non per altro ha realizzato anche la prima boss battle e alcune tracce spassose riconducibili al suo stile.

    Chrono Trigger - Frog departure

    Classe e scuola J-RPG

    A completare il già magnifico quadro è indubbiamente l’elemento cardine di ogni videogioco: il gameplay. Se l’idea dei viaggi del tempo dal punto di vista concettuale e narrativo è un vero e proprio tocco di classe, a renderla epocale è il come questa sia stata resa, ludicamente parlando. Come dicevamo poco sopra, questi viaggi sono inizialmente molto semplici ed avvengono in maniera anche piuttosto lineare, finché non vien raggiunto l’End of Time, il luogo senza tempo in cui è possibile viaggiare per le varie epoche a proprio piacimento, compresa quella in cui affrontare Lavos. Tuttavia, ci sarà una piccola chicca ad avvalorare ancor di più gli spostamenti tra i periodi temporali, ma si tratta di una graziosa sorpresa che è preferibile scoprire giocando (coloro che ci hanno giocato, sanno). Diciamo solo che li rende ancora più avvincenti e forse prende ispirazione da un celebre film. Tuttavia, il nome che dà il titolo al gioco è anche un oggetto presente all’interno dell’avventura: il Chrono Trigger, tradotto come uovo del tempo, avrà anch’esso un ruolo fondamentale per la risoluzione di alcuni eventi e darà una svolta ancor maggiore alla componente principale dei viaggi nel tempo.

    Dal punto di vista del game design, lo spostamento tra i vari periodi temporali non è altro che spostarsi in world map parallele, un elemento introdotto nel mitico The Legend of Zelda: A Link to the Past con i suoi Light e Dark World e Square ha preso quest’idea e l’ha espansa nel miglior modo possibile. I mondi paralleli non saranno solo due, ma molti di più e tutte le azioni saranno in qualche modo strettamente collegate nella linea temporale generale del gioco. Tanto per fare un esempio: se un personaggio nel presente è avido perché un suo antenato a causa di un evento è diventato così, tornando alla radice del problema e risolvendolo, la persona nel presente cambierà. Lo stesso discorso lo si può fare prendendo in esame l’ambiente e tutto il resto. Questo rende, di fatto, la componente esplorativa una delle più belle mai concepite e realizzate per un J-RPG e per qualsiasi videogioco in generale. Chrono Trigger è estremamente interconnesso e ogni evento, ogni azione è strettamente legata alle vicende storiche dell’intera produzione. Alcune di minor entità, altre invece smuovono proprio gli equilibri del titolo. È purtroppo difficile elencare su carta tutte le chicche di un capolavoro come questo senza incappare in spoiler. Per quanto qualcuno potrebbe sostenere che una rivelazione di un prodotto del passato non sia da considerare tale, va però anche detto che, a livello etico, svelare un elemento di gioco o un’anticipazione di trama di un qualcosa che non si conosce, rimane pur sempre uno spoiler. Siccome l’obiettivo di chi vi scrive è quello di far conoscere il gioco anche e soprattutto a coloro che non hanno avuto ancora il piacere di giocarlo, pensiamo che il miglior modo per farlo sia quello genuino, senza far sapere e conoscere le chicche fantastiche di questo immenso titolo.

    Chrono Trigger è brillante anche nel battle system. Classico a turni, in nome dei bei vecchi tempi che furono, munito di ATB (Active Time Battle), introdotto da Final Fantasy V (e non dal IV, come molti spesso cadono in errore). Ciò che lo rende enfatico, però, sono le molteplici novità che introduce. Innanzitutto, ogni personaggio è provvisto di tecniche speciali (quindi non solamente una, specifica) oltre che di magie (che vengono apprese ad un certo punto del gioco). La particolarità splendida consiste nel poter combinare le tecniche con i personaggi del proprio party. In battaglia si possono controllare sino a tre personaggi con la possibilità di eseguire tecniche doppie (tra due membri del trio) o, addirittura, triple. Questa fantastica meccanica dona alle battaglie un notevole tasso di strategia, poiché risulteranno fondamentali per affrontare i nemici più forti e i boss ed uscirne con esito vittorioso. Per eseguire una tecnica doppia o tripla è necessario che le barre ATB dei personaggi chiamati in causa sia piena. Per tal motivo è importante dosarle bene, in quanto è essenziale anche difendersi e curarsi; dunque è utile giocarsi a dovere i propri turni.
    Un altro elemento che rende Chrono Trigger un titolo all’avanguardia per la sua epoca e ancora oggi attuale è la mancanza di scontri casuali, in quanto tutti i nemici sono presenti sulla mappa con la possibilità di superarli senza farsi vedere (a meno che non previsto dal gioco). Oltre questo, ritroviamo anche la scelta di rendere la schermata delle battaglia il luogo stesso in cui si entra in contatto col nemico, evitando di utilizzare battle arena apposite come nella maggior parte dei J-RPG di quei tempi. Questa precisa scelta non solo velocizza i tempi di caricamento (soprattutto nel caso della versione PS1; su SNES, grazie alle cartucce, erano comunque rapidi), ma dona alle battaglie una marcia in più. Essendo i combattimenti sviluppati sulla mappa del gioco, i nemici potranno spostarsi e assumere formazioni specifiche e molte tecniche dei nostri eroi (anche doppie e triple) riusciranno a colpire solo determinati mostri, in base alla loro posizione. Per fare un esempio semplice, un attacco diagonale colpirà solamente i nemici posti in quel lato. Lontani dal raggio d’azione, non verranno colpiti. Lo stesso discorso vale anche per attacchi circolari come il ciclone di Crono. Quindi risulta molto utile studiare una strategia in base al posizionamento dei vari nemici sullo schermo se si vogliono utilizzare tecniche apposite. Chiaro non manchino tecniche o magie che colpiscono tutti, indistintamente.

    Chrono Trigger è indubbiamente una pietra miliare del genere e della storia dei videogiochi. Si tratta di un titolo mastodontico sotto ogni punto di vista. Piacevole, immediato, frizzante. Dispone di tutti gli elementi validi a formare un prodotto stupendo da giocare. Un capolavoro avvenente che può lasciare il segno nella mente e nel cuore di tutti coloro che avranno il piacere di vivere la sua magnifica avventura. Un piccolo neo che spesso viene trovato al titolo in questione è la sua durata esigua rispetto agli altri esponenti del genere. La scelta è però probabilmente dovuta al fatto che il gioco dispone di ben tredici finali e un new game + e questo permette di rigiocare il titolo in maniera fresca e veloce, senza appesantire il giocatore che vuole conoscere tutti i finali multipli. Indiscutibili sono le qualità e l’amore per il titolo ha spinto qualche fan a realizzare persino dei seguiti non ufficiali (uno di questi, purtroppo, mai giunto al termine). Se si è in cerca di un vecchio J-RPG che ha fatto scuola ai tempi ed ancora oggi ha la sua da dire e classe da vendere, nonché tanti insegnamenti da portare, allora Chrono Trigger è il titolo da non lasciarsi scappare, per nessun motivo al mondo. Per ogni appassionato del genere (e non) che si rispetti, il capolavoro Square è assolutamente imperdibile. Da qualche mese è stato rilasciato anche su STEAM, ma la sua versione pare sia soggetta a molti problemi e critiche, tanto da venir rilasciate patch in continuazione. Di sicuro, meglio affidarsi eventualmente alla versione Nintendo DS (che dispone pure di un finale aggiuntivo), anche perché il gioco non era mai arrivato in Europa prima di allora e quella originale per Super Nintendo, comprensibile per noi europei, è la versione USA. Purtroppo, però, tal versione ai tempi fu soggetta ad un lavoro di adattamento e localizzazione pessimo. Se non masticate il giapponese e vivere l’esperienza originaria del prodotto JAP risulti un problema, la versione portatile per DS potrebbe fare al caso vostro.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!