Retro Weekend: Monster World IV
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Retro Weekend: Monster World IV

Il capitolo meno considerato della saga

  • Versioni: PS3 Xbox 360 Xbox One Retrogames
  • Quando si parla del brand Wonder Boy/Monster World, i titoli presi in considerazione sono quasi sempre i classici come il bellissimo The Dragon’s Trap (di cui esiste un ottimo remake) oppure il leggendario primo capitolo. Non manca comunque all’appello il peculiare Monster Lair, ma quello che puntualmente viene snobbato è Monster World IV. In errore, aggiungo. Sicuramente uno dei motivi che lo hanno reso meno noto riguarda la sua esclusività in patria nipponica. Monster World IV è uscito infatti solo su SEGA Mega Drive nell’ormai lontano 1994, in Giappone, non approdando mai né in America e nemmeno nel Vecchio continente. Situazione che di certo ha contribuito alla sua scarsa considerazione e diffusione nel resto del mondo, soprattutto per quell’epoca, a differenza dell’intera serie ben nota ormai ai più.

    Negli anni, Monster World IV è stato tradotto comunque amatorialmente da alcuni fan, finché il gioco non ha ricevuto in seguito anche una localizzazione ufficiale siccome è stato poi inserito in alcune collection dedicate alla serie Wonder Boy/Monster World. Tuttavia è rimasto ugualmente un episodio snobbato, tant’è che non appare quasi mai nemmeno nelle svariate classifiche dedicate ai migliori giochi della console 16 bit di SEGA. Gran peccato, in quanto trattasi di un’opera senz’altro degna di nota che meriterebbe maggior riconoscenza. Non vi nascondo che vederlo assente in una top 100 di titoli Mega Drive mi lascia piuttosto basito, specie quando vedo che in elenco ci sono tantissimi prodotti di minor qualità rispetto all’opera realizzata da Westone.

    Monster World IV boss

    L’avventura di Asha

    Monster World IV vede come protagonista per la prima volta un personaggio femminile nella serie, caratterizzato soprattutto in maniera totalmente diversa rispetto a tutti gli altri visti nei predecessori. Asha richiama infatti più lo stile arabo con i suoi capelli verdi e abiti da nomade. Un look quindi differente e lontano dall’ascendenza medievale per un’avventura altrettanto caratteristica e peculiare che un po’ si allontana dai canoni più classici della saga Wonder Boy/Monster World. Il viaggio della nostra giovane eroina inizia quando quest’ultima, sentendo il sussurro al vento di alcuni spiriti elementali del prequel invocanti aiuto, decide di trovarli per soccorrerli. Da sola però non potrà mai farcela, così durante il cammino si avvale dell’aiuto di un genio della lampada e di un buffo esemplare di Pepelogoo (una strana creatura paffutella, color blu).

    Asha lascia così il suo villaggio e intraprende il viaggio che la condurrà in Monster World, il luogo dove cercare gli spiriti elementali in pericolo. Monster World IV si svolge quindi in una sorta di piccola cittadina che funge da hub centrale dove raggiungere i quattro dungeon principali, potenziarsi, acquistare nuove armi o armature, parlare con gli abitanti del posto e trovare i frutti per il Pepelogoo che la aiuterà durante l’avventura. Proprio quest’ultimo, infatti, è di vitale importanza per l’avanzamento del gioco. Tantissime sono le meccaniche relegate al Pepelogoo; dal “banale” doppio salto alla planata per passare poi a situazioni più complesse e articolate. Con la paffuta creatura possiamo infatti difenderci dalle fiamme, lanciarla in meccanismi per noi irraggiungibili, sfruttarla per superare divertentissime sezioni puzzle e quant’altro che i designer hanno sperimentato con maestria; ovviamente, permettendoci planata e doppio salto torna molto utile per le fasi platforming.

    La struttura di Monster World IV più che richiamare quella simil metroidvania di alcuni altri capitoli come The Dragon’s Trap (che ricordiamo è uscito nel 1989, ben prima di Symphony of the Night, implementando alcune caratteristiche che oggi riconosciamo ai metroidvania grazie a quest’ultimo, in parte sbagliando), si avvicina maggiormente a quella da action adventure à la The Legend of Zelda. I dungeon sono infatti quanto di più vicino al brand Nintendo, vantando un level design di prim’ordine e un crescendo continuo di situazioni di gameplay uniche e peculiari. Non mancano poi boss battle, oggetti chiave da trovare per poter proseguire, enigmi e quant’altro, offrendo così una varietà impressionante. Asha, inoltre, a differenza dei protagonisti dei capitoli precedenti, è molto più agile e veloce, può attaccare in molteplici direzioni e incrementare la velocità di marcia premendo due volte la freccetta destra o sinistra della croce direzionale (a seconda di dove vi stiate dirigendo).

    Monster World IV magic carpet

    I quattro dungeon si basano ovviamente su elementi specifici ed è fantastico intravedere come siano state ricreate ottime fasi ad hoc per sfruttare appieno le caratteristiche di base. Monster World IV riesce a sorprendere di continuo, non perdendo mai colpi e garantendo trovate incredibili e talvolta geniali capaci di divertire ed appagare il fruitore dell’opera. Potremmo trovare un’unica pecca nella gestione dell’hub centrale del titolo, poiché potrebbe alla lunga far accusare leggera ripetitività. La cittadina non è infatti molto estesa, pertanto il ritrovamento dei frutti da far mangiare al Pepelogoo e dei medaglioni per aprire il dungeon successivo non propongono chissà quale sfida o differenza con quelli precedenti. Per quanto sia bello notare alcuni cambiamenti mano a mano che si prosegue, la scelta non spicca del tutto per brillantezza, specie considerando tutto il resto che la produzione Westone offre. Chiaro si tratti comunque di un piccolo neo che non compromette quella che si rivela a conti fatti pur sempre un’esperienza fantastica, fatta di divertimento, sorpresa ed anche pura sfida.

    Non di meno è lo stile: Monster World IV si avvale di un comparto tecnico e artistico bellissimo e spensierato, caratterizzato da una colorazione viva e accesissima che lo fanno a tratti quasi sembrare un gioco Super Famicom per come sfrutta la palette di colori della console SEGA che di fatto non può competere con la rivale Nintendo. Tuttavia, questo titolo è la chiara dimostrazione che volere è potere e Westone dal punto di vista prettamente grafico ha svolto un lavorone. Non solo colori e stile, però, ma pure solide animazioni e notevoli cutscene (seppur poche). Ad accompagnare il tutto ci pensa poi una bellissima soundtrack che forse esaspera un po’ troppo il riarrangiamento della main theme; il più delle volte comunque ci sta e talmente che sono ben fatti quasi sembrano musiche diverse (ma un orecchio attento ovviamente nota comunque l’origine), mentre in altri casi un po’ meno. A parte questo, i brani musicali sono fantastici e accattivanti ed aggiungono quel pizzico di pepe che non guasta al gradimento complessivo dell’opera.

    Insomma, Monster World IV non è solo uno dei migliori giochi Mega Drive (ingiustamente non considerato), ma anche tra i capitoli più belli dell’intera serie ed è un peccato che non sia noto come tutti gli altri. Proprio per questo oggi ho voluto scrivere questo articolo, per ricordare una delle piccole perle del 16 bit SEGA, nonché una serie meravigliosa fatta di capitoli tutti diversi tra loro che si conclude (al momento) con lo splendido Monster Boy uscito lo scorso anno sulle console di attuale generazione. L’avventura di Asha resta senza dubbio una delle più peculiari e a parte per qualche lievissimo neo evidenziato nel corso di questo articolo, offre un’esperienza straordinaria che consiglio caldamente di vivere almeno una volta nella vita.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!