Retro Weekend: Luigi’s Mansion
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Retro Weekend: Luigi’s Mansion

Il comic-horror targato Nintendo con protagonista il fifone Luigi

  • Versioni: Nintendo 3DS Retrogames
  • Manca ormai pochissimo all’arrivo sugli scaffali dei negozi e negli store digitali di Luigi’s Mansion 3, la terza trasposizione della serie con protagonista indiscusso il fratello del più celebre e famoso idraulico della storia. Le origini del brand risalgono a quasi vent’anni fa, quando al Nintendo Space World dell’anno 2000 il grande Shigeru Miyamoto mostrò al pubblico una strana tech demo del gioco per poi presentare il design e tutte le caratteristiche dell’allora inedito controller per la console che sarebbe arrivata l’anno successivo, ovvero il GameCube. Il primo Luigi’s Mansion fu non solo il tentativo di Nintendo di sfruttare un concept avvincente, ma anche l’azzardo di lanciare una loro console senza il Super Mario di turno. Ricordiamo infatti che la grande N prima della 128 bit gen aveva sempre esordito con un Super Mario per lanciare i suoi nuovi hardware (con l’eccezione del Famicom in madre patria, essendo stato rilasciato nel 1983, mentre il NES è arrivato due anni dopo nel resto del mondo e Super Mario Bros. fu proprio il titolo di punta al day one). Con l’avvento del GameCube la tradizione cambia e Nintendo decide di lanciare la piattaforma cubettosa con Luigi’s Mansion, la prima avventura che vedeva la figura dell’eroe in Luigi e non in quella del panciuto idraulico di rosso vestito che invece dovrà essere addirittura salvato dal suo fratellino (questo se escludiamo il discutibile Mario is Missing).

    Rischiare tutto con Luigi’s Mansion dimostrò ai tempi la volontà della grande N di stupire con prodotti nuovi e atipici; un po’ quello che accadde anche con The Wind Waker tempo dopo, sebbene lì il discorso sia più stilistico, ma comunque fu un qualcosa di inedito e caratteristico, specie per una serie come Zelda. Luigi’s Mansion ad oggi vanta 2,5 milioni di copie vendute in tutto il mondo che in realtà non sono proprio tantissime; considerando però che ai tempi fu un prodotto inaspettato e che la base installata del GameCube ha raggiunto poco più di 20 milioni di unità a fine ciclo vitale, proprio malissimo non è andata. Poteva andare peggio, invece con il suo incredibile carisma, la fifa e il terrore che lo rendono un po’ più vicino a noi rispetto al fratello che tutto sa fare (tranne conquistare Peach), le avventure di Luigi nella magione infestata dagli spettri è rimasta nel cuore di tutti gli appassionati. Ciò ha spinto Nintendo, negli anni, a credere nuovamente in questa IP, proponendo prima un seguito “minore” su Nintendo 3DS (tra cui il remake del primo) e poi un terzo episodio per il quale siamo tutti in trepidante attesa, considerando anche che la grande N sembra abbia investito molto di più in termini di risorse e budget rispetto a quanto non fatto per il 2 (non per altro rilasciato su una console portatile e non fissa come ci si potesse aspettare).

    Luigi's Mansion - screenshot

    Con Luigi nella casa degli orrori

    Luigi’s Mansion evolve il concept delle Ghost House apparse per la prima volta in Super Mario World, infatti possiamo ritenere la villa vinta da Luigi al concorso a cui mai ha partecipato come una Ghost House decisamente più grande. Ritroveremo in essa gli immancabili Boo ed una serie di spettri, tutti da catturare. Per farlo Luigi dovrà però avvalersi di un inseparabile ed indispensabile compagno di viaggio, il Poltergust 3000, donatogli dal Professor Strambic che studia i fenomeni paranormali. Egli è riuscito a catturare gli spettri rendendoli dei quadri e ad intrappolare tutti i Boo, ma qualcosa non va per il verso giusto e i fantasmi riescono a liberarsi mentre Re Boo cattura Mario, racchiudendolo in un quadro. Luigi dovrà così avventurarsi nell’oscuro palazzo e salvare suo fratello, tra un infarto e l’altro. La produzione vanta un’atmosfera davvero incredibile che riesce a fondere con grande stile ed eleganza tensione e divertimento. Una tensione da non intendersi classica come quella di un Silent Hill, bensì più comica, che ci tiene col fiato sospeso ma in maniera spassosa. La formula è avvincente e lo è ancor di più se andiamo a notare tutti i piccoli particolari e i dettagli che rifiniscono Luigi’s Mansion. Il baffetto verde potrà urlare “MAARIOOO” semplicemente con la pressione del tasto A e questo, oltre a farci ridere di gusto, riesce anche a creare una solida sintonia. Aggiungeteci che Luigi tremerà di paura nelle stanze buie mentre al contrario nelle camere illuminate egli fischietterà il tema del gioco. Sono tantissimi i tocchi di stile e sarebbe impossibile descriverli tutti. Sappiate solo che tutto questo rende l’opera un vero gioiello di sound design.

    Minuzioso nei particolari, ma anche bello da vedere, Luigi’s Mansion non accusa quasi per nulla gli anni ormai trascorsi. La spensieratezza, la semplicità geniale del gameplay e il comparto artistico fanno sì che tutt’oggi il titolo sia ancora attuale e immediato. Andare in giro per la villa infestata a catturare spettri e Boo con quella specie di aspirapolvere regala genuino divertimento, anche grazie ad una pregevole varietà di fondo. Saremo sostanzialmente chiamati a debellare la minaccia spettrale nelle varie stanze del palazzo, ma il gioco ci metterà sempre dinanzi ad una miriadi di situazioni originali e trovate spesso uniche, qualche piccolo rompicapo e oggetti da trovare. Questo, unito ad una durata non troppa eccessiva (e quindi ingiustamente criticata), rende Luigi’s Mansion semplicemente perfetto nel suo intento e fa sì che la formula funzioni a dovere. Non poteva poi mancare il tocco di classe che è il Game Boy Horror, il quale ci permette di ricevere chiamate da Strambic, analizzare gli spettri e buona parte dell’oggettistica circostante, nonché come sonar per scovare i 50 Boo nascosti in tutto il palazzo. Funge inoltre anche da teletrasporto se puntato sugli specchi e torna utile per trovare alcuni passaggi segreti; infine, attraverso il suo utilizzo, possiamo anche dare un’occhiata alla mappa.

    La struttura di Luigi’s Mansion per certi versi non differisce molto da quella dei vecchi Biohazard (con le ovvie differenze del caso): dovremo perlustrare tutti i meandri della magione e raggiungere posti prima inaccessibili, il che dona al titolo un tasso di backtracking preponderante, ma per nulla invasivo. Risulta sempre un piacere esplorare il palazzo, trovare gli oggetti di Mario da portare alla cartomante e svolgere tutto quello che c’è da fare. Si tratta di un’avventura spassosissima, capace di strappare più di una risata, intrattenere e divertire come pochi titoli a questa parte. Luigi’s Mansion è intriso di magia; quella tanto decantata Nintendo Difference a cui si fa riferimento quando si parla di produzioni del genere, caratterizzate dall’essenza tipica che solo la grande N riesce ad imprimere nelle sue opere. Anche per questo motivo una console come il GameCube viene ricordata con così tanto affetto e nostalgia e il viaggio di Luigi ne è pregno più che mai.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!