Retro Weekend: Killer7
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Retro Weekend: Killer7

Il cult videoludico di Suda51

  • Versioni: PC Retrogames
  • In fin dei conti, sono una persona molto semplice. Nella giornata di ieri, girando per la Fiera del baratto e dell’usato che si tiene alla Mostra d’Oltremare di Napoli da ormai oltre quarant’anni, ho trovato in vendita, presso uno stand, nientemeno che uno dei più grandi cult del panorama videoludico. Sto parlando di Killer7. Il prezzo era vantaggioso rispetto a quello che di solito gira online sui vari eBay o affini. Quindi che fai, non te lo compri? Ed ecco che torno a casa, felice, con la mia copia del gioco. Titolo che anni fa possedevo con gran piacere e che avevo divorato come pochi altri durante la mia lunga carriera da videogiocatore. Poi, però, per motivi che non sto qui a raccontare, avevo rivenduto quasi tutta la mia collezione e tra i molteplici giochi che avevo dato via c’era anche Killer7.

    Oggi, dunque, son qui per parlare di un’opera molto significativa per me e per la mia maturità in ambito videoludico. Riavendo tra le mani la custodia del capolavoro cult di quel genio un po’ folle e con la mente bacata di Goichi Suda (in arte Suda51), la voglia di parlarvene e raccontarvi quella che è una delle più belle esperienze di gioco di tutti i tempi è salita a dismisura. Killer7 è un prodotto travolgente; lascia il segno. Difficile non innamorarsene, pad alla mano. Impossibile non ammirare cosa una semplice mente umana possa partorire. Suda51 rappresenta perfettamente il connubio esponenziale tra genio e follia. Riesce ad unire con eleganza elementi fuori di testa, scoppiati e talvolta anche senza senso con una profondità disarmante, nonché con notevole eleganza, tanto che lo ritengo un po’ il Quentin Tarantino dei videogame. Questo perché le sue storie sono assurde, la sua regia incredibilmente caratteristica e i personaggi e dialoghi che scrive evidenziano la sua preziosa firma autoriale. Dopotutto, Killer7 è considerabile come vero e proprio videogioco d’autore. Pochi game designer possono vantare di averne. Suda51 è senza dubbio tra questi.

    Killer7 Screenshot 3

    Noi siamo gli Smith. E siamo dei killer

    Killer7 è uscito nel 2005 per GameCube e Playstation 2. Opera realizzata dal team di Suda51, Grasshopper Manufacture, e prodotto da Capcom. Di recente, è approdato anche sulla piattaforma Steam, ma, come di consueto, non sappiamo se la conversione sia meritevole o meno. Noi vi parleremo prettamente dell’originale.

    Ambientato in un futuro non troppo remoto, Killer7 è il nome di un’organizzazione di assassini con a capo il fondatore, Harman Smith. Uomo all’incirca sulla settantina che racchiude in sé un mistero. Come suggerisce la parola che dà il nome al gioco e all’organizzazione, il gruppo di killer è formato da sette persone, dotati di abilità e armi differenti che permettono di superare vari rompicapi ed ostacoli e di sconfiggere determinati nemici nel corso dell’avventura. Lo scopo dei Killer7 è fermare un’associazione criminale nota come Heaven Smile, intenta a seminare panico e distruzione nel mondo, trasformando gli esseri umani in mostri spaventosi che esplodono al contatto con le persone, rivelandosi dei veri e propri kamikaze.

    Graficamente, il titolo propone uno stile artistico molto vicino al cel shading con però alcune piccole trovate uniche ed originali. I personaggi decisamente scoppiati della produzione sono rappresentati con classe e i sette killer, pur non avendo un background narrativo prorompente (ma comunque con chicche da scoprire), per motivi legati anche alla storia e ad Harman Smith, risultano comunque ben caratterizzati. Le animazioni sono solide e il frame rate molto stabile. Gli effetti sonori ottimamente realizzati, idem i sound, i jingle e la colonna sonora dell’intera opera che ricalca, con immensa prelibatezza, adrenalina e tensione; elementi tipici di Killer7.

    Killer7 Screenshot

    Follia esplosiva stile Suda51

    Killer7 è un’opera che ai tempi non venne accolta dalla critica con molto fervore. Anzi, fu piuttosto tiepida in merito. Probabilmente perché si trattava di un prodotto pionieristico per l’epoca, nonché alquanto bizzarro, unico e peculiare; non seguiva per nulla gli standard a cui ci eravamo abituati in quel periodo. La nomea di cult videoludico gli è stata infatti riconosciuta col passar degli anni, proprio perché nel 2005 non si parlava così tanto del titolo in questione. A conti fatti, si tratta in ogni caso del miglior lavoro targato Suda51, superiore anche ai blasonati e splendidi No More Heroes (che rimangono comunque due piccole perle della scorsa generazione). Un capolavoro che ci permette di affrontare i rispettivi capitoli del gioco con una varietà impressionante di situazioni di gioco, grazie alle notevoli differenze dei 7 killer.

    Il giocatore può impersonare i vari assassini. Sei di questi dispongono diverse abilità specifiche, utili per superare vari rompicapi e situazioni particolari durante l’avventura. Il settimo, invece, ossia Garcian Smith, è la figura di spicco dell’organizzazione e può riportare in vita i compagni che hanno perso la vita. Killer7 permette di alternare i vari personaggi semplicemente andando nel menu apposito, tranne Garcian che invece è possibile impersonare soltanto una volta raggiunta l’Harman’s Room, tramite la TV apposita. Ogni assassino equipaggia armi differenti che permettono approcci e stili di gioco che si possono adattare al giocatore, sebbene alcune volte sia necessario utilizzare un personaggio specifico per superare qualche sezione in particolare. Come se non bastasse, ognuno ha una sua skill unica: Coyote Smith, ad esempio, può forzare le serrature ed aprire quindi porte chiuse a chiave, grazie alle sue abilità di scassinatore. Mask de Smith, con i suoi lanciagranate può aprire dei varchi distruggendo pareti o altro che presentano delle crepe. Kevin Smith dispone invece dell’abilità di diventare invisibile, mentre Con Smith può passare nei cunicoli stretti. Insomma, ogni personaggio può sfruttare queste sue specifiche abilità per proseguire nell’avventura e superare le svariate sezioni offerte dal gioco.

    Ovviamente, impersonando dei killer, non manca un elaborato sistema di shooting. Molto atipico, poiché per muovere i personaggi non dovremo utilizzare l’analogico, bensì tener premuto semplicemente il pulsante A (nel caso della versione GameCube) e selezionare poi con l’analogico le varie diramazioni da voler percorrere. La levetta è invece indispensabile quando dovremo far fuoco. Con il tasto R, la visuale si sposta in prima persona e quindi tramite analogico è possibile mirare i vari ed eventuali bersagli. Gli Heaven Smile quasi sempre sono invisibili, quindi bisogna avvertire la loro presenza grazie ad un sound design ben congegnato che ci permette di capire da dove arrivano e premere quindi il tasto L durante la modalità in prima persona per individuarli e farli apparire. Ogni killer dispone anche di tecniche speciali premendo il tasto Y, ma solo ricaricando le apposite barre per utilizzarle. Per riempirle, sarà necessario colpire i mostri nei loro punti deboli. Uccidendo ogni kamikaze zombie, inoltre, ci fa ottenere il loro sangue, spendibile nella stanza di Harman per convertirlo in siero, utile per potenziare i parametri dei personaggi, come ad esempio velocità e potenza di fuoco (giusto per citarne due).

    Il level e map design di Killer7 è strutturato in maniera sapiente e spesso adotta anche un po’ di backtracking, ma sempre con estrema cura ed efficacia e mai esageratamente eccessivo. Tra piccoli rompicapi ed enigmi, svariati mostri da annientare, boss battle via via sempre più avvincenti e di spessore e un tasso di esplorazione molto marcato e intelligente, Killer7 garantisce un’esperienza complessiva davvero ricca ed eccezionale. Lo fa in un modo alquanto strambo ed atipico; ancora oggi unico e peculiare, determinando a conti fatti la sua immensa potenza. Perla d’autore sontuosa, caratterizzata da un gameplay frizzante. Un capolavoro unico che non poteva che portare l’elettrizzante firma di quel pazzo eccentrico di Suda51.

    Killer7 Screenshot 2

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!