Retro Weekend: ICO
Retrogame

Retro Weekend: ICO

Quando l’arte e la poesia incontrano il videogioco

  • Versioni: PS3 Retrogames
  • La scorsa settimana, per l’ormai consueto appuntamento con la rubrica Retro Weekend, abbiamo parlato di Paper Mario: Il Portale Millenario, un’opera incredibile e di gran spessore. Quest’oggi, restiamo nella 128 bit gen, ma andremo a riscoprire un titolo per la celebre PlayStation 2, rivale del piccolo cubetto. Non glorioso come la console ospitante il destino di ICO, ma altissima la qualità di questa produzione. Per parlarvene, utilizzerò uno stile un po’ diverso, proprio perché penso che sia il metodo migliore per descrivere questa meraviglia videoludica. Intriso da incantevole splendore ed attorniato da un’atmosfera poetica ed artistica che rende – di fatto – questo capolavoro una delle opere d’arte videoludiche più incredibili che la mente umana potesse partorire. Una mente geniale quella di Fumito Ueda, il creatore ed autore di cotanta bellezza dal fascino romantico e sentimentale che esplode in un’epopea ludica che ci accompagnerà in uno degli approcci più particolari ed avvincenti che si siano mai visti in un videogame. Al videogiocatore – fruitore di questa poesia interattiva – donerà un senso di interazione che riesce a farlo immergere in un mondo fatto di fiducia e speranza, cullandolo dalla prima schermata e dal primo secondo di gioco, fino all’ultimo. Coinvolgendolo in un solido e strabiliante mix di raffinate espressioni d’arte, attraverso uno stile ed un tocco immersivo ed impressionante, il quale riesce a catturare ogni singolo sguardo, distogliendolo da ciò che bisogna seguire e portandolo ad osservare ogni tassello che foggia quest’immensa opera.

    Una cosa simpatica è che parte della trama è spiegata solamente nel libretto di istruzioni, così come nessun tutorial e niente spiegherà i comandi di gioco, i quali andranno letti nel manuale (o padroneggiati da soli). Tutto ciò ci ricorda come un tempo avessero importanza questi manuali, a differenza di oggi.

    Se siete pronti per tuffarvi in questo strabiliante (seppur breve) viaggio, non vi resta che proseguire con la lettura.

     

    ICO

    Alla ricerca della libertà…

    Ico è un ragazzino afflitto da una maledizione che lo accompagna sin dal giorno della sua nascita: due corna sulla testa, la sua condanna! Ed è proprio al suo dodicesimo compleanno che due misteriose figure lo portano via con loro – senza l’opposizione né della famiglia né del villaggio – in una fortezza ignota, relegandolo al suo interno, lasciandolo impotente e vittima del suo destino, nella solitudine… Un destino che a quanto pare gli riserva però delle sorprese! L’ora di Ico non sembra essere ancora giunta al termine ed a causa di una fatalità, il giovane ragazzino riesce a liberarsi da una sorta di sarcofago in cui era stato rinchiuso ed ammanettato, in modo tale che possa scappare dalla fortezza ed avere ancora un briciolo di speranza per la propria vita. Ed è durante la fuga da quella che è a conti fatti un’enorme prigione che egli si imbatterà in Yorda, fanciulla segregata anch’ella all’interno di quel luogo misterioso e tenebroso, e pur non conoscendola, il ragazzino non si esimerà dal liberarla ed aiutarla, per dare anche a lei una speranza, proprio come la sorte l’ha donata a lui. Tuttavia, liberata la fanciulla, delle arcane entità oscure, catalogabili come ombre, cercheranno di catturarla, ma l’impavido ragazzino non demorderà e scaccerà via quelle tetre essenze e deciderà di proteggere la ragazza durante la loro fuga. Poco dopo, intuirà che la presenza di Yorda sarà indispensabile nel suo viaggio, poiché è l’unica che potrà condurlo fuori da quell’inferno. Grazie ai suoi poteri sconosciuti, ella riuscirà ad aprire passaggi altrimenti inaccessibili. Giunti a questo punto, inizia la nostra avventura! Qui prende vita la fiducia e la collaborazione reciproca, per scacciare il male che minaccia le loro vite e cercare di fuggire da quell’enorme gattabuia, per trovare la luce della libertà sopita in un barlume di speranza che è stata concessa ai due giovani. Il comparto tecnico di ICO non è sicuramente eccelso, ed evidenti sono alcuni difettucci; però, per il 2002 – periodo in cui è stato rilasciato il gioco – erano indubbiamente risultati importanti. Pur non raggiungendo un’ultimazione tecnica, ICO è caratterizzato da una direzione artistica e da un level design senza eguali che ripaga sicuramente ai vari (seppur piccoli) problemi. Curato semplicemente con maestria! Non ci sono parole per descrivere l’arte che trasuda in ogni pixel. Qualsivoglia elemento è contraddistinto da un’eleganza artistica e da uno stile poetico che lascia il videogiocatore ammaliato da cotanta beltà. Paesaggi meravigliosi che potrete ammirare soltanto dalle mura struggenti della fortezza, ma che guarderete ed osserverete persino per minuti, sia per la loro particolare cura e splendore, sia perché vi faranno sognare (grazie alla più totale immedesimazione) la libertà; come se foste voi nei panni del giovane Ico.

    Ad accompagnare tutto questo, una soundtrack maestosa ed epocale che lascia spazio a pochissime tracce, poiché il Team ICO ha deciso di attorniare il viaggio quasi esclusivamente con effetti atmosferici e sound ambientali. Mai scelta fu più saggia per coinvolgere appieno chiunque si avvicini a questo titolo. Il sol soffiare del vento in quelle che sono sezioni stupende, renderà il vostro cammino più che travolgente. In alcuni punti potrebbero unirsi poi altri elementi, come ad esempio il canto degli uccelli o il suono perfettamente riproposto di una corrente d’acqua. Tutto è decisamente ammirevole e curato con sapienza, maestria ed eleganza. Ci saranno poi dei sound particolari in determinati momenti a caratterizzare azione come la scoperta di qualcosa, l’apertura di un portale o di un passaggio. Tutto questo non sarebbe niente senza il gameplay e l’interazione che il capolavoro di Ueda riserva al fruitore di quest’opera. Comandi di sicuro non precisissimi, qualche imperfezione qua e là… ma nulla di particolarmente rilevante. Perché ICO non è un semplice videogioco, come già ribadito più volte. È qualcosa in più! Sarebbe da folli catalogarlo come un classico adventure con elementi puzzle solving. Quello che attornia tal produzione è solo un mezzo per rendere interattiva questa poesia videoludica, ma ciò che il titolo vuole lasciare è tutt’altro che dei semplici rompicapi o i combattimenti con le ombre. Il tutto va visto in quella che è la ricerca della libertà, la fiducia reciproca e il dono della speranza. E sarà la scambievolezza a far da protagonista le sei o sette ore circa che serviranno per portare a compimento il titolo. Quel senso di protezione per quella persona sì sconosciuta, ma per la quale si prova la più totale lealtà. Esistono titoli dove i combattimenti sono caratterizzati da una moltitudine di armi, molteplici combo ed altre innumerevoli particolarità. ICO no! ICO ci mette nei panni del protagonista che dovrà accontentarsi di un semplice bastone per scacciare gli spiriti che minacciano Yorda (e più avanti una spada). Non vi è nemmeno una barra di energia vitale, siccome tutto si concentra sulla cattura della fanciulla, la quale comporterà il Game Over e la ripartenza da un checkpoint o dall’ultimo punto di salvataggio trovato. ICO inoltre metterà a dura prova il nostro cervello, con dei rompicapi che rendono le sezioni puzzle solving veramente eccellenti, poiché non toccano i classici enigmi visti e rivisti, bensì un qualcosa di più “realistico” e dove veramente una qualsiasi idea potrebbe rivelarsi efficace (e magari non arriverete alla soluzione se penserete ad ICO come classico videogioco). Durante queste sezioni, potreste dover dividervi da Yorda per un po’, dovendo cercare un percorso alternativo per lei che non avrà le capacità di Ico nel salto e nell’arrampicarsi. Anche quando la lascerete sola, lei avrà fiducia in voi, perché saprà che non l’abbandonerete, come Ico sa che lo stesso vale per lui. L’uno ha bisogno per forza dell’altro, ma il loro rapporto va comunque oltre il semplice bisogno comune, perché quel senso di fiducia li accomunerà fin dal primo momento… fin dal primo incontro! Potrete inoltre chiamare Yorda con un semplice tasto e con la pressione di un altro potrete tenerla per mano, portandola insieme a voi. Per quanto possa sembrare banale, queste piccole trovate donano un senso di immedesimazione ancor più totale e vivo, poiché la semplice passeggiata mano per mano con Yorda vale da sola il prezzo del biglietto. Mano per la mano, insieme, per superare ogni ostacolo, ogni nemico, ogni difficoltà… sempre insieme, fiduciosi l’un l’altra, speranzosi, cercando la libertà, la vita oltre la prigionia e la condanna.

    Insieme a Yorda affronterete una moltitudine di peripezie, scoprirete poi man mano elementi fondamentali per la comprensione intrinseca dell’opera ed ogni dettaglio, ogni piccolezza va osservata e studiata. Niente, ma proprio niente, va sottovalutato in questa grande opera d’arte, perché tutto nasconde e trasuda dei significati, persino le ombre che cercheranno di rapire Yorda. Spiriti che capirete soltanto ad un certo punto cosa essi siano realmente, ma non tralasciate mai alcun particolare, perché quello più semplice o che potrebbe sembrarvi il più banale potrebbe invece nascondere l’ultimo tassello del vostro mosaico. Anche la gestione della telecamera, la quale potrebbe rivelarsi alquanto stramba, è in realtà concepita apposta in questo modo. A differenza di qualsiasi prodotto videoludico, in ICO non ruoterete la telecamera attorno al personaggio giocabile… la telecamera sarà lo scenario stesso. Voi sarete la regia del gioco. Potrete anche distogliere l’inquadratura dal giovane eroe e spostarla per osservare tutto ciò che vi circonda. Ogni cosa potrà dunque essere il vostro obiettivo, perché tutto è basato sulla più totale interazione ed immedesimazione. Ogni singola azione, qualsivoglia osservazione, qualsiasi particolarità è concepita per rendere l’esperienza poetica come pochi titoli – se non nessuno – ha saputo mai fare. Una cosa è certa: ICO sarà l’esperienza più stravolgente che possiate mai vivere con un videogame, perché riesce ad essere particolare, unico, straordinario… DIVERSO! Questo titolo non tocca i classici canoni di un videogioco, va oltre tutto ciò. Va oltre i classici dogmi di una produzione ludica, ma va anche detto che quest’esperienza va affrontata nel modo giusto, perché potrebbe essere facilmente non compresa per quel che vuole essere realmente; per quello che vuole lasciarci dentro.

    ICO non va giocato… ICO va vissuto!

    ICO è dunque una di quelle opere d’arte che vanno giocate assolutamente, senza se e senza ma! Pietra miliare della storia dei videogiochi, il cui fascino strabiliante necessita per forza di un approccio maturo e profondo, nonché attento, per carpire tutto ciò che il Capolavoro di Ueda vuole raccontarci ed insegnarci. La poesia va studiata, va capita… ed ovviamente al meglio interpretata! ICO non è da meno! Una volta preso il pad e messo il gioco all’interno della vostra PS2, lasciatevi andare completamente; chiudete gli occhi… e solo quando sarete coscienti che quello che vi troverete dinanzi non è un semplice videogioco, bensì una mera esplosione di emozioni e sentimenti che sfociano nell’arte, riapriteli. Appena sarete pronti, immergetevi in questo breve, ma intenso e profondo viaggio… un viaggio che lascerà un segno indelebile nel vostro cuore e che saprà stupirvi con la sua magnifica e poetica regia. Arte e videogioco miscelati da un’interazione senza eguali. Assolutamente non adatto a tutti, ma non commettete errori ed aprite il vostro cuore prima di giocarlo.

    Titolo magnifICO… Capolavoro unICO!!
    Semplicemente… ICO!

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!