ActRaiser screenshot

Un Master per sconfiggerli tutti

In ActRaiser saremo chiamati a ricostruire un mondo caduto in rovina e dominato dai mostri. Da un palazzo volante in alto nei cieli ci muoveremo su una world map: qui sceglieremo la destinazione su cui atterrare per dar così inizio a quelle che solitamente sono le prime fasi hack 'n slash. Noteremo fin da subito che il gioco ci impedirà di raggiungere luoghi non adatti al nostro livello; proseguendo, però, e con i parametri adeguati, potremo decidere di recarci prima in un'area piuttosto che nell'altra, donando pure un pizzico di libertà all'approccio. Le sezioni hack 'n slash sono a scorrimento laterale in 2D; i vari stage si mostrano caratterizzati da un ottimo level design e da una direzione artistica piacevolissima con validi colori ed un senso estetico di notevole fattura. Mano a mano che si avanza nell'avventura troveremo una complessità sempre maggiore e un platforming prelibato che offre ad ActRaiser un tasso di sfida galvanizzante e una difficoltà mai troppo proibitiva, risultando sempre una gioia pad alla mano, senza quasi alcuna frustrazione degna di nota, tipica in quegli anni. Sconfitto il boss di turno - tutti veramente straordinari -, dovremo ridar vita e luce alla città appena liberata ed è proprio qui che il titolo cambia i connotati, tramutandosi dunque in un sim/gestionale. Avremo a disposizione diverse opzioni per la ricostruzione ed eseguire vari miracoli per liberare passaggi o distruggere ostacoli. Nel mentre dovremo controllare pure un angioletto ed eliminare con arco e frecce i vari demoni che cercheranno di metterci i bastoni tra le ruote distruggendo le abitazioni e rapendo le persone (giusto per mantenere parte della sua natura action). In queste fasi chiaramente la visuale passa da laterale a quella a volo d'uccello, come nella world map. Eseguendo le richieste della popolazione che via via andrà a formarsi potrebbero rivelarsi nuovi punti di interesse nella stessa area, come ad esempio caverne infestate da mostri. A tal proposito possiamo tornare quindi al nostro palazzo volante e avviare l'offensiva, giocando così gli atti aggiuntivi delle varie zone per eliminare ulteriori minacce nemiche. Ad avvalorare la produzione Quintet ci pensa la colonna sonora di una leggenda vivente: Yuzo Koshiro, riuscito a donare la giusta atmosfera ai vari momenti riproposti dal gioco. Un titolo efficace, visivamente di gran rilievo e particolarmente ispirato, che offre una delle esperienze più variopinte ed originali mai apparse sulla gloriosa piattaforma Nintendo. Graziato da un gameplay strabiliante e da una colonna sonora fantastica, ActRaiser risulta un vero ed autentico gioiello che merita di essere riscoperto. Davvero un peccato che con il sequel in Quintet abbiano sbagliato quasi tutto, confezionando un prodotto che non allaccia neanche le scarpe al suo predecessore. Inutile star qui a rammaricarsene in ogni caso; fortunatamente il primo episodio è quello che conta, e vale assolutamente la pena giocarlo. Non è da escludere che un giorno possa approdare nel catalogo SNES di Switch Online e a quel punto non bisogna proprio lasciarselo scappare. ActRaiser è quell'opera ancora oggi capace di sorprendere, nonché uno dei primi esperimenti di generi ibridati totalmente differenti tra loro. Di sicuro tra le produzioni più particolari di quegli anni ed è sempre un bene ricordarle. Un po' manca la cara vecchia Quintet. https://www.youtube.com/watch?v=Tmm0R5mJJzA" /> Retro Weekend: ActRaiser - Retrogames - gamesnote.it
Retro Weekend: ActRaiser
Retrogame

Retro Weekend: ActRaiser

Tra hack ‘n slash e sim/gestionale

  • Versioni: Retrogames
  • Uno dei primi titoli usciti nel 1990 sul fiammante Super Famicom è ActRaiser, sviluppato da Quintet e pubblicato da Enix (quando ancora non era legata a Square ed esisteva l’eterna rivalità come tra SEGA e Nintendo). Non è stato fortunatissimo il destino di questa software house, ma tra i loro lavori non possiamo non ricordare anche la trilogia di Soul Blader (noto da noi come Soul Blazer) che comprende l’omonimo titolo, Gaia Gensouki (Illusion of Gaia) e Tenchi Souzou (Terranigma). ActRaiser è il loro primo lavoro ed è arrivato dopo un mese dal lancio del 16 bit Nintendo, sfoggiando subito il suo potenziale concettuale. Non che tecnicamente fosse da meno per il suo periodo storico, ma quello che più colpisce dell’opera Quintet è il connubio di diversi generi davvero riuscitissimo senza alcuna stonatura degna di sorta. Tempo dopo venne rilasciato pure un seguito, ActRaiser 2, ma a parte per alcune scelte estetiche di rilievo, il risultato è quasi scandaloso. Peccato perché evolvendo con criterio la formula avvincente del predecessore gli sviluppatori avrebbero potuto dar vita a qualcosa di ancor più eccezionale. Così non è stato, ma ce ne faremo una ragione.

    Quintet riuscì ad unire il classico hack ‘n slash al genere sim/gestionale con una spruzzata qua e là RPG dando vita ad un prodotto strepitoso sotto ogni punto di vista. Di sicuro il miglior modo per esordire nel panorama videoludico; non solo un gran gioco, ma anche un’opera originale e caratteristica che ancora oggi ricordo con estremo piacere e che non posso fare a meno di consigliare a tutti. Non è infatti per niente facile ritrovarsi dinanzi a prodotti qualitativi così singolari.

    ActRaiser screenshot

    Un Master per sconfiggerli tutti

    In ActRaiser saremo chiamati a ricostruire un mondo caduto in rovina e dominato dai mostri. Da un palazzo volante in alto nei cieli ci muoveremo su una world map: qui sceglieremo la destinazione su cui atterrare per dar così inizio a quelle che solitamente sono le prime fasi hack ‘n slash. Noteremo fin da subito che il gioco ci impedirà di raggiungere luoghi non adatti al nostro livello; proseguendo, però, e con i parametri adeguati, potremo decidere di recarci prima in un’area piuttosto che nell’altra, donando pure un pizzico di libertà all’approccio. Le sezioni hack ‘n slash sono a scorrimento laterale in 2D; i vari stage si mostrano caratterizzati da un ottimo level design e da una direzione artistica piacevolissima con validi colori ed un senso estetico di notevole fattura. Mano a mano che si avanza nell’avventura troveremo una complessità sempre maggiore e un platforming prelibato che offre ad ActRaiser un tasso di sfida galvanizzante e una difficoltà mai troppo proibitiva, risultando sempre una gioia pad alla mano, senza quasi alcuna frustrazione degna di nota, tipica in quegli anni.

    Sconfitto il boss di turno – tutti veramente straordinari -, dovremo ridar vita e luce alla città appena liberata ed è proprio qui che il titolo cambia i connotati, tramutandosi dunque in un sim/gestionale. Avremo a disposizione diverse opzioni per la ricostruzione ed eseguire vari miracoli per liberare passaggi o distruggere ostacoli. Nel mentre dovremo controllare pure un angioletto ed eliminare con arco e frecce i vari demoni che cercheranno di metterci i bastoni tra le ruote distruggendo le abitazioni e rapendo le persone (giusto per mantenere parte della sua natura action). In queste fasi chiaramente la visuale passa da laterale a quella a volo d’uccello, come nella world map. Eseguendo le richieste della popolazione che via via andrà a formarsi potrebbero rivelarsi nuovi punti di interesse nella stessa area, come ad esempio caverne infestate da mostri. A tal proposito possiamo tornare quindi al nostro palazzo volante e avviare l’offensiva, giocando così gli atti aggiuntivi delle varie zone per eliminare ulteriori minacce nemiche. Ad avvalorare la produzione Quintet ci pensa la colonna sonora di una leggenda vivente: Yuzo Koshiro, riuscito a donare la giusta atmosfera ai vari momenti riproposti dal gioco.

    Un titolo efficace, visivamente di gran rilievo e particolarmente ispirato, che offre una delle esperienze più variopinte ed originali mai apparse sulla gloriosa piattaforma Nintendo. Graziato da un gameplay strabiliante e da una colonna sonora fantastica, ActRaiser risulta un vero ed autentico gioiello che merita di essere riscoperto. Davvero un peccato che con il sequel in Quintet abbiano sbagliato quasi tutto, confezionando un prodotto che non allaccia neanche le scarpe al suo predecessore. Inutile star qui a rammaricarsene in ogni caso; fortunatamente il primo episodio è quello che conta, e vale assolutamente la pena giocarlo. Non è da escludere che un giorno possa approdare nel catalogo SNES di Switch Online e a quel punto non bisogna proprio lasciarselo scappare. ActRaiser è quell’opera ancora oggi capace di sorprendere, nonché uno dei primi esperimenti di generi ibridati totalmente differenti tra loro. Di sicuro tra le produzioni più particolari di quegli anni ed è sempre un bene ricordarle. Un po’ manca la cara vecchia Quintet.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!