Retro Weekend: Alex Kidd in Miracle World
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Retro Weekend: Alex Kidd in Miracle World

Il primo grande rivale di Super Mario

  • Versioni: Retrogames
  • Nato come nemesi di Super Mario, Alex Kidd in Miracle World ai tempi aveva avuto l’arduo compito di dover competere con l’idraulico baffuto partorito dalla mente geniale di Shigeru Miyamoto. Dopo l’uscita del primissimo Super Mario Bros. nel 1985, il panorama platform era ormai cambiato e Nintendo si era posta una spanna sopra a tutti. SEGA, che non stava di certo lì a guardare, decise di dar vita ad un titolo il cui scopo era contrastare l’eroe italiano di rosso vestito. Siamo nel 1986 (un anno importante per l’industria videoludica) ed integrato nel SEGA Master System (conosciuto in patria come SEGA Mark III) c’era proprio lui, Alex Kidd in Miracle World. Rivale per eccellenza dell’opera Nintendo, ma nei piani della (vecchia) grande S il protagonista di quest’avventura sarebbe dovuto essere la sua mascotte. Pur con la messa in commercio di svariati sequel (talvolta anche di generi differenti), Alex Kidd finisce presto nel dimenticatoio e il personaggio iconografico di SEGA diventa in seguito il porcospino blu, Sonic.

    Nonostante tutto, Alex Kidd in Miracle World è stato riproposto comunque in svariate raccolte di vecchi classici, segno che la rivale storica della grande N non abbia voluto dimenticare il suo passato. Senza contare che stiamo parlando comunque di un grandissimo prodotto che probabilmente i vari seguiti  non hanno eguagliato (pur migliorando sul versante tecnico e qualche aspetto della programmazione). Parliamo infatti di un gustosissimo e ostico platform (tipico di quei tempi) che fa della sua forza l’incredibile varietà di situazioni di gioco. A differenza del primo Super Mario Bros., i livelli di Alex Kidd in Miracle World possono vantare uno scorrimento sia laterale che verticale anche nello stesso schema, ed in più l’eroe dalle grandi orecchie che va matto per gli onigiri oltre a nuotare sott’acqua (come il suo rivale) può superare alcuni segmenti specifici a bordo di una moto o di un elicottero e in qualche stage guida pure un piccolo motoscafo. Per non parlare della struttura dei livelli, caratterizzata da varie tipologie degli stessi, di solito concepiti per essere molto sui binari, ma non nel caso dei “dungeon” che risultano dei veri e propri labirinti complessi in cui farsi strada attraverso diavolerie di ogni tipo.

    Alex Kidd in Miracle World screenshot

    Alex Kidd e l’abilità di spaccare la roccia

    Ciò che caratterizza l’ex mascotte di SEGA è l’abilità di poter spaccare le rocce semplicemente con un pugno. Stilisticamente, infatti, gli autori del personaggio oltre alle grandi orecchie gli hanno realizzato una mano sproporzionata al corpo che è possibile notare quando si esegue l’azione di dare un pugno (o durante la morra cinese). Una scelta un po’ caricaturale, come gli occhi giganti che fuoriescono dalle orbite tipico dei vecchi comics a cui si è sempre ispirata anche Rare nella realizzazione dei suoi personaggi e dei siparietti comici che li vedono coinvolti.

    Quest’abilità, riversata anche nel gameplay del gioco (sono tantissime le rocce da frantumare nel corso dei livelli) non è in realtà innata nel personaggio. Da piccolo, infatti, Alex Kidd ha vissuto per ben sette anni sul Monte Eterno per imparare la disciplina Shellcore, ovvero un’arte che rende talmente forti e potenti da poter distruggere le rocce con un pugno.

    In seguito, il nostro protagonista si avventurerà nelle lande di Radaxian, minacciate dallo spietato tiranno, Janken il Grande, colui che ha rapito anche il fratello di Alex Kidd. Munito di un medaglione ed una mappa donatigli da un vecchio morente, l’eroe dalle grandi orecchie parte per raggiungere Radaxian, salvare suo fratello, sconfiggere il malvagio nemico e scoprire il mistero dietro gli oggetti ricevuti dall’anziano.

    Alex Kidd in Miracle World in acqua

    Sedici livelli di puro inferno

    Una delle caratteristiche più note di Alex Kidd in Miracle World è il suo alto tasso di difficoltà e sfida. Come di consueto per le produzioni di quei tempi, il gioco va portato a termine tutto d’un fiato. Non vi sono salvataggi, né tantomeno checkpoint, e per di più, in caso di Game Over, proprio come in Super Mario Bros., bisognerà ricominciare tutto dall’inizio. C’è però da fare una piccola osservazione: innanzitutto, la prima avventura del baffuto idraulico, per quanto non sia assolutamente una passeggiata (soprattutto nelle battute finali), non arriva ai livelli estremi di Alex Kidd in Miracle World (e forse nemmeno quello che noi conosciamo come The Lost Levels raggiunge picchi così alti di difficoltà). Come se non bastasse, in Super Mario Bros., in caso di Game Over, possiamo pur sempre sfruttare le warp zone per cercare di raggiungere al più presto il livello incriminato (o per portare a termine il prima possibile il gioco), anche se dovrebbe esserci persino un modo per riprendere dall’ultimo mondo raggiunto, attraverso la pressione di A e B contemporaneamente (se non vado errando). Nel titolo SEGA, tutte queste possibilità non sono presenti, così come non troviamo passaggi segreti per raggiungere i livelli avanzati (o almeno io ne ignoro l’esistenza; segnalate, in caso).

    Tralasciando questo, la difficoltà di Alex Kidd in Miracle World è molto più elevata, complice anche un sistema di controllo un pochino meno dinamico rispetto ad un Super Mario qualsiasi, in quanto il level design è cucito proprio in maniera tale da spingerci all’azione calma e riflessiva (pur avendo comunque possibilità di andare spediti, a razzo). Ergo, qualche “credit” per continuare non sarebbe stato poi così di cattivo gusto, anzi… per di più se consideriamo che con molti boss bisogna giocare letteralmente a morra cinese. Una scelta simpatica che però alla lunga risulta un tantino stancante, specie perché è basata sulla casualità e quindi finire in Game Over per colpa di aver sbagliato un sasso-forbici-carta non è molto piacevole e nemmeno stimolante. Certo, sembrerebbe esserci uno strumento che permette di vedere cosa il nostro avversario sta per eseguire (sebbene possa cambiare all’ultimo secondo), così da rendere la casualità più una sfida di riflessi. Tuttavia, bisogna pur sempre trovarlo questo strumento, ma soprattutto viene a prescindere fin troppo abusata la morra cinese. Divertente sulle prime, ma dopo un po’ stanca.

    A parte i due nei appena evidenziati, Alex Kidd in Miracle World garantisce comunque una splendida avventura e sano divertimento (tra una bestemmia e l’altra). La varietà dei livelli e delle situazioni di gioco regala momenti piacevoli e di spessore e l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo. Inoltre, ad alleviare la problematica legata alla difficoltà, troviamo quasi in ogni schema qualche vita extra oppure un negozio da cui acquistarne una (oltre ad altri oggetti e power up specifici). Con il tasto Start si accede al menu dove è possibile visualizzare la mappa e tutti i power up ottenuti, utilizzabili uno per volta e che donano al gameplay quel pizzico di adrenalina in più, considerando che in molte occasioni possono renderci la vita un bel po’ più semplice. I nemici in cui ci imbatteremo nel corso dei livelli sono molteplici, ma Alex Kidd può metterli fuorigioco tutti con il suo pugno feroce (tranne quello somigliante alla “morte” nascosto in alcuni blocchi specifici). La meccanica di distruzione di rocce (non tutte, ovviamente) e blocchi vari è ben implementata; non a caso, sentiremo quasi come un richiamo interiore spingerci a distruggere tutto e tutti. L’opera SEGA non ci mette quasi mai dnanzi ad un platforming complicato, bensì cerca di mantenere sempre un ritmo più lento e ragionato. Più che effettuare salti e acrobazie mirabolanti, in Miracle World perlopiù distruggeremo blocchi che ostruiscono la via o nemici pronti ad ostacolarci, per non parlare delle varie insidie e trappole presenti nei livelli stile dungeon, basati molto sull’esplorazione. Ovviamente, il tutto viene intensificato a bordo dei veicoli, dove velocità e riflessi ne fanno da padroni. Tra l’altro, fantastico essere in sella alla moto e poter spaccare tutto semplicemente andandoci incontro. Occhio però alle sfere rosse, poiché finendoci sopra con la moto significa perderla.

    Nel corso dei sedici livelli che compongono tutta l’avventura di Alex Kidd in Miracle World avremo modo di imbatterci in svariate ambientazioni, il tutto accompagnato da una notevole colonna sonora composta da motivetti piacevolissimi da ascoltare. Graficamente, inoltre, il gioco è di buon spessore, specie considerando l’anno di rilascio. Chiaro che dopo sia stato fatto di meglio, ma per il suo periodo si trattava senz’altro di risultati ottimi. Dopotutto, il titolo targato SEGA rimane ancora oggi bello da vedere, seppur un pochino invecchiato nelle meccaniche, in quanto il sistema di controllo risulta attualmente un pochino più ortodosso rispetto a quello immortale del primo Super Mario Bros., uscito addirittura un anno prima (senza scomodare il terzo arrivato poi in seguito). Gran peccato che Alex Kidd e la sua serie siano rimasti confinati solo ed esclusivamente su SEGA Master System (dove sono usciti comunque ben sei capitoli). Qualche episodio su Mega Drive o Saturn avrebbe potuto perfezionare non di poco la formula e raggiungere un livello qualitativo ancora più alto di quanto visto. Purtroppo, crudele è stato il destino dell’eroe orecchiuto che non solo non ha forse avuto il carisma necessario a suscitare interesse ed appeal del pubblico (perdendo l’occasione di diventare, o meglio rimanere, la mascotte SEGA), ma nemmeno è stato più protagonista di una nuova e avvincente avventura. Eppure, io ci vedo ancora enormi potenzialità e spero che SEGA prima o poi decida di riprendere in mano le sorti della serie, visto e considerando che con Sonic non è che le stia azzeccando proprio tutte.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!