Retro Weekend: Banjo-Kazooie
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Retro Weekend: Banjo-Kazooie

Lo stupido orso e la scaltra pennuta approdano in Super Smash Bros. Ultimate, andiamo quindi a riscoprire le loro origini

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  • Banjo-Kazooie è uno di quei titoli imprescindibili del panorama videoludico. Classico esempio di platform entrato di diritto nella storia, nonché nell’olimpo delle opere appartenenti a questo genere. Sviluppato dalla mitica Rare, il team britannico che negli anni ’90 ha sfornato una serie di incredibili giochi e capolavori in quel periodo aureo in Nintendo, prima che lo studio venisse acquisito da Microsoft nel 2002. Nella speranza che l’approdo di Banjo e Kazooie in Super Smash Bros. Ultimate sia da lascito per l’arrivo futuro di un nuovo capitolo (l’ultimo risale al 2008), andiamo a riscoprire insieme sin dal suo principio il capolavoro uscito originariamente su Nintendo 64 nel 1998, riproposto successivamente prima come titolo Xbox Live Arcade per 360 e poi nella collection Rare Replay, disponibile in esclusiva Xbox One.

    Sebbene debba molto a Super Mario 64, Banjo-Kazooie rimane un titolo strabiliante e totalmente diverso dalla pietra miliare Nintendo; quel platform che rivoluzionò il panorama videoludico come nessuno aveva mai osato fare prima di allora. Banjo-Kazooie quindi non rivoluziona, ma evolve all’ennesima potenza la formula e il genere dei platform 3D introducendo una gran quantità di elementi di gameplay e collezionabili; da questi nasce la definizione collectathon.

    Banjo-Kazooie - Project Dream

    Da Project Dream a Diddy Kong Racing

    Il processo creativo di Banjo-Kazooie ha dell’affascinante: nei piani iniziali il progetto doveva essere di gran lunga diverso da quello che poi tanto abbiamo apprezzato. Il nome in codice era Project Dream; in origine doveva essere un gioco di ruolo previsto addirittura per Super Nintendo. Avrebbe sfruttato l’allora avanzata tecnologia, Silicon Graphics ‒ quella che ha permesso la realizzazione di Donkey Kong Country ‒, spinta all’ennesima potenza. Su SNES sarebbe stato un RPG con visuale isometrica, ma con l’arrivo della console a 64 bit della grande N ci fu un cambio di rotta: Silicon Graphics aveva ormai fatto il suo tempo ed era giunto il momento di un’evoluzione definitiva. Il progetto divenne quindi ancora più ambiziosissimo, si trattava infatti di un gioco di ruolo completamente in 3D ed è strano dirlo, ma in Rare erano appassionatissimi di questo genere. Tuttavia, Project Dream venne poi ridimensionato fino a diventare il platform che è oggi. Dalle avventure di Edison e il tema dei pirati (che rivedremo soltanto con Sea of Thieves) a Banjo-Kazooie, spensierato platform suddiviso in livelli con tantissime cose da fare.

    Prima che uscisse Banjo-Kazooie, però, l’orso era apparso in Diddy Kong Racing come personaggio giocabile all’interno del roster; qualcosa deve aver spinto Rare a ritrovarci del potenziale, tanto da dedicargli spazio per un’avventura tutta sua che gli ha permesso di diventare forse il personaggio più iconico dello studio di sviluppo britannico (insieme alla sua amica pennuta, arrivata successivamente). Il carisma di Banjo e Kazooie e la qualità del platform a loro due dedicato ha permesso subito la realizzazione di un seguito, il quale avrebbe avuto anche dei collegamenti con il primo, ma accantonati poiché il concetto dello Stop ‘n’ Swop non era molto assiomatica tanto da non convincere (giustamente) lo staff di Nintendo. In cosa consisteva? Nella rimozione della cartuccia all’interno della console (in funzione) e l’inserimento, seduta stante, dell’altra. Ciò avrebbe consentito alla console di immagazzinare la memoria del gioco rimosso nella RAM dell’hardware in modo tale che inserendo il secondo potesse sfruttarne gli elementi memorizzati. Un processo ovviamente pericoloso e quindi bocciato da Nintendo, costringendo Rare a scartare l’idea. Il concept degli elementi aggiuntivi viene comunque ripreso in futuro, quando i due titoli sono stati rimasterizzati per Xbox 360, senza dover ricorrere a diavolerie di questo tipo. E pensare che ai tempi desideravo tantissimo sbloccare alcuni di questi segreti nell’originale versione Nintendo 64. Fortunatamente è stato comunque possibile farlo, seppur con qualche compromesso, in quanto Banjo-Tooie ha subito alcuni cambiamenti radicali nello sviluppo. Tutti gli elementi sbloccabili di Stop ‘n’ Swop presenti in Banjo-Kazooie e Tooie su Xbox 360 vennero poi sfruttati per l’allora inedito capitolo esclusivo, Nuts ‘n Bolts.

    Banjo-Kazooie - Treasure Trove Cave

    Orso e pennuta

    Chiusa la parentesi sulle origini del progetto, andiamo ora a vedere un pochino più nel dettaglio il titolo per ciò che è. Banjo-Kazooie, come più volte ribadito, è un platform 3D ed insieme a Super Mario 64 è uno dei più belli che siano mai stati realizzati. Alcuni sostengono persino che il gioiello Rare sia superiore all’eccezionale titolo della casa di Kyoto, ma direi che non bisogna esagerare. Non tanto perché senza Super Mario probabilmente non sarebbe mai esistito Banjo, ma per il semplice motivo che Super Mario 64 è inarrivabile. Appurato questo (se volete motivazioni specifiche, direi non sia questa la giusta sede per disquisirne), Banjo-Kazooie offre un’esperienza strabiliante e che in molti aspetti evolve e non di poco quanto visto nel capolavoro targato Nintendo.

    La simpatica coppia formata dallo stupido orso e dalla scaltra pennuta si ritroverà ad affrontare la strega Gruntilda che ha rapito la sorella di Banjo. La malvagia fattucchiera vuole servirsene per sperimentare una sorta di macchinario che le consentirebbe di risucchiare la bellezza di Tooty (eh sì, questi sono i veri problemi della vita). Prima di avventurarsi nella tana di Gruntilda, Banjo e Kazooie dovranno imparare qualche mossa dalla talpa, Bottles, presso Spiral Mountain, il mondo iniziale che funge da tutorial in vista dei molteplici pericoli che ostacoleranno il cammino dei nostri due eroi. Gruntilda’s Lair è in poche parole un grosso HUB da cui poter accedere ai vari passaggi segreti e macro-livelli di Banjo-Kazooie. I collezionabili hanno un ruolo fondamentale nel gioco in quanto ritornano utili non solo per sbloccare ogni scenario, ma anche per avanzare nelle profondità secluse della tana del nemico.

    Ciò che rende meraviglioso Banjo-Kazooie è il comparto audiovisivo. Il capolavoro realizzato dai britannici di Rare è una gioia per gli occhi, sia dal punto di vista tecnico che da quello prettamente stilistico ed estetico. Ancora oggi il titolo si difende più che bene sulla console originaria, il Nintendo 64. I mondi sono vigorosi, colorati e pulsanti e grazie alla formidabile colonna sonora di Grant Kirkhope trasudano un’atmosfera sprizzante allegria e spensieratezza; ricetta perfetta per vivere una grandiosa e indimenticabile avventura. Ogni traccia è graziosissima e tutte le variazioni sono di altissimo livello. I due eroi dovranno farsi largo tra scenari tutti diversi e ben caratterizzati: dalle spiagge di Treasure Trove Cove (con una vista meravigliosa nel punto più alto del livello), il deserto di Gobi’s Valley sino alle quattro stagioni di Click Clock Wood, forse il miglior livello mai concepito in un platform 3D. Banjo e Kazooie insieme possono eseguire differenti azioni in coppia, come doppio salto, lancio di uova, beccate, planate e così via con la possibilità di sfruttare alcuni trampolini specifici per spiccare addirittura il volo. Come se non bastasse, la strampalata coppia può recarsi da Mumbo per sfruttare bizzarre trasformazioni, tutte utili per superare passaggi altrimenti invalicabili o per accedere in luoghi inaccessibili nella forma originale; talvolta anche per partecipare ad alcuni mini giochi.

    Banjo-Kazooie - Click Clock Wood

    In Banjo-Kazooie oltre ad un platforming curatissimo che sfrutta appieno le abilità dei due protagonisti e le rispettive trasformazioni, ritroviamo anche una forte componente esplorativa. Dopotutto, come poteva mancare in un collectathon che si rispetti? Tra la ricerca dei Jigsaw (comunemente Jiggy) ‒ tessere di puzzle ‒, delle note musicali, dei Jinjo e dei token di Mumbo per usufruire della sua stregoneria non ci si stanca mai di mettere a soqquadro ogni meandro di qualsivoglia scenario. Complice un level design di prim’ordine ed una caratterizzazione estetica succulenta e sopraffina la cui ciliegina sulla torta sono gli spassosissimi personaggi. Banjo-Kazooie fa della sua forza anche i dialoghi con questi ultimi, nonché il sarcasmo tagliente e tanti momenti fuori dalle righe dove Rare si beffeggia di sé prendendosi in giro attraverso i suoi personaggi. Le situazioni di gameplay sono infinite e tutte di incredibile spessore. Difficilmente si può accusare ripetitività, proprio perché l’opera fa di tutto per rendere l’esperienza una sorpresa continua dalla difficoltà sempre crescente. Le rogne maggiori arrivano poi se si vuole portare a termine l’avventura al 100%, sebbene i due seguiti siano ancora più intricati e complessi da questo punto di vista. Banjo-Kazooie può contare quindi su un equilibrio semplicemente perfetto. Connubio strabiliante di umorismo, ilarità, art direction, colonna sonora e gameplay da capogiro. Un mix di elementi tutti pregiati che vanno a ricreare insieme un contesto ludico di prelibata caratura. Rare riuscì nel 1998 ad imbastire una formula di gioco decisamente impeccabile, al punto tale che quasi tutti gli altri esponenti del genere arrivati in seguito non allacciano nemmeno le scarpe alla mirabolante opera Rare (esclusi i platform Nintendo, gli unici a mantenere una qualità paragonabile a Banjo-Kazooie).

    Confido vivamente che l’arrivo di Banjo e Kazooie nell’ultimo Smash Bros. stia a significare che tra un po’ potremmo vivere una nuova superba avventura. Checché se ne dica su Nuts ‘n Bolts, è stato un platform eccezionale, seppur atipico; se in Rare davvero proveranno ad unire la formula dell’ultimo capitolo con quella dei primi due in un eventuale Banjo-Fourie, sarebbe apoteosi. Gli stessi sviluppatori affermarono che quanto appena evidenziato sia nei loro piani da diverso tempo; bisogna solo capire quanto ancora dovremmo attendere per vederlo tramutarsi in realtà. Intanto, qualora vi siate persi una serie carismatica e divertentissima come questa, la Rare Replay potrebbe fare proprio al caso vostro. Una cosa è certa, le acque stanno cominciando a smuoversi e ne vedremo sicuramente delle belle.

    Banjo-Kazooie - Super Smash Bros. Ultimate

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!