Retro Weekend: Batman Returns – SNES
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Retro Weekend: Batman Returns – SNES

  • Versioni: Retrogames
  • Anni fa i tie-in non erano vere e proprie commercialate come accade ora per la stragrande maggioranza dei giochi ispirati ai film. Poteva capitare, infatti, che titoli di qualità uscissero anche a distanza di qualche mese rispetto al lungometraggio, magari mostrando i muscoli nonostante il film fosse arrivato nelle sale molto tempo prima. Questo potrebbe essere il caso di Batman Returns, picchiaduro pubblicato da Konami, uscito nel 1993 e che si ispirava ai fatti narrati dal secondo film diretto da Tim Burton sul cavaliere oscuro, arrivato nei cinema nel 1992.

    PINGUINI E GATTI

    Il lungometraggio aveva come protagonista un ottimo uomo pipistrello, interpretato dal grandissimo Michael Keaton, stavolta impegnato a fermare i loschi piani del Pinguino (Danny De Vito) e Catwoman, alias Michelle Pfeiffer. Ricordo che all’epoca avevo già acquistato la VHS del film e ne ero rimasto entusiasta, così come quando provai il titolo su una postazione per Super Nintendo in un centro commerciale. Ne fui letteralmente affascinato. Il gioco ripercorreva la storia del film nei minimi particolari, con la differenza che, in questo caso, Batman doveva menare di brutto per sconfiggere tutti gli scagnozzi del Pinguino, oltre a usufruire dei sui gadget. Questi erano sostanzialmente due, il rampino e il batarang, il primo utile per rimanere sospesi per qualche istante e evitare ostacoli, e il secondo per bloccare per qualche istante i nemici. L’uomo pipistrello poteva altresì afferrare due nemici, far picchiare insieme le loro capocce, scaraventarli contro le vetrine dei negozi oppure massacrarli di combo, rigorosamente a un pulsante, in modo da levarli velocemente dai piedi. Insomma, gli elementi tipici dei picchiaduro di quegli anni erano tutti presenti, così come la varietà dei nemici: si andava dal bombarolo (che soddisfazione vederlo saltare in aria una volta bloccato con il batarang), al clown con il bazooka, dal ciccione che infliggeva temibilissime culate sino a una varietà di pagliacci smilzi sempre temibili se si presentavano in gran numero. Ma noi eravamo Batman e nulla poteva spaventarci. I boss non erano complicatissimi da battere, ma facevano comunque la loro bella figura, senza esagerare. I cinque livelli di difficoltà, ad ogni modo, garantivano un buon grado di sfida, fino ad arrivare al livello Mania che tante parolacce ci ha cavato fuori dalla bocca. Noi, poveri piccoli bambini che all'epoca volevamo solo giocare ai videogiochi e farli durare il più possibile. La giocabilità era immediata e, anche per questo apprezzai sin da subito questo titolo storico che, a ragione, occupa un posto d’onore nella mia personale classifica dei titoli per SNES.

    PIATTAFORME E CAZZOTTI

    Il titolo di Konami accoglieva al suo interno due sezioni alternate ben distinte: quella di picchiaduro a scorrimento, che rappresentava la parte più corposa del gioco, con la possibilità di muoversi in quattro direzioni, e quella platform che vedeva il protagonista affrontare parti di livelli ricchi di ostacoli, con l’ obbligo di muoversi solamente da sinistra verso destra e fare un uso spasmodico del rampino per evitare le zone più rischiose. In più si poteva guidare la mitica Batmobile, in una sezione che diventava una sorta di sparattutto a alta velocità, magari non curata come il resto del gioco, ma di indubbia qualità emotiva, soprattutto per i giocatori di quegli anni. Non mi voglio nascondere, il momento del platform era forse il più noioso, a parte durante il primo livello nel quale bisogna staccare un pezzo di intonaco dal muro retrostante a un clow che ha appena catturato Seilna Kyle (futura Catwoman) e, come nel film, sbatterlo in testa al malfattore salvando la povera ragazza. Non è l’unico momento clou, visto che il gioco ricalca in toto i fatti presenti nel lungometraggio di Tim Burton. L’unico personaggio che manca completamente è l’antagonista Max Shreck, interpretato da  Christopher Walken. Ancora, a distanza di tanti anni, ci domandiamo il perché se si considera che nei film è proprio lui il manovratore di Pinguino e la causa della nascita di Catwoman.

    STILE GOTICO

    Il filone di Batman di Tim Burton è sempre stato caratterizzato da una Gotham City ricca di riferimenti gotici, oscuri, malinconici. In questo secondo film tutto è riproposto con più decisione e con uno stile ancora più tetro. Anche nel videogioco non è mancata questa connotazione: i pagliacci scagnozzi di Oswald Chesterfield Cobblepot (Pinguino) sono saltimbanchi carichi di cattiveria, vestiti con abiti sporchi, con i colori soffocati dalle tenebre. Le ambientazioni sono magnificamente disturbate, coperte da un velo inquieto e riprendono ogni luogo visto nel lungometraggio, con alcune chicche da non trascurare, come i manifesti per l’elezione di Cobblepot a sindaco dell’oscura Ghotam, sparsi qua e là. Le movenze dell’eroe interpretato da Michael Keaton risultano fluide, con sprite puliti e grandissimi, anche se ho notato, già all’epoca, che il calcio volante da fermo era perlomeno ridicolo, ma si tratta di cercare il classico pelo nell’uovo. Vogliamo parlare della colonna sonora? Praticamente le tracce audio che abbiamo tanto apprezzato nei primi due film diretti dal maestro Tim Burton, sono state qui riproposte in maniera eccellente, riuscendo a dare ulteriore adrenalina al giocatore che veste i panni di Batman.

    Avrete capito che il gioco che abbiamo trattato in questo articolo è stato un titolo importante nel vasto parco di titoli per SNES. Un picchiaduro che consentiva di vestire i panni di un solo personaggio, è vero, ma si trattava di uno degli eroi più grandiosi. Il gioco scorreva fluido e non annoiava, proprio perché dava il piacere di menare degli scagnozzi privi di scrupoli, in una Ghotam City nel caos. Batman Returns è forse il miglior esempio di come deve essere realizzato un gioco tratto da un film, un prodotto di indubbia qualità, accessibile a tutti e con un comparto audio e grafico che, all’epoca, erano di altissimo livello. Un esempio di come Konami lavorava per garantire ai propri utenti delle esperienze divertenti e comunque realizzate in maniera certosina. Spettacolare.

    Articoli Scritto da Carlo Ziboni - Gamesnote.it

    Amante fin da bambino del mondo dei videogiochi, dopo un continuo scroccare partite con l'Atari di cugini vari, ho iniziato a fare sul serio nel 1987, quando in casa arrivò il mitico NES. Inutile dire che da quel momento, per me esistevano solamente Mario e soci. Con il passare degli anni e i migliaia di giochi passati sotto le mie grinfie, ho iniziato ad avere un sentimento di tolleranza anche verso SEGA, per poi entrare nel mondo Playstation e PC. Praticamente non ho mai perso una console Nintendo da trent'anni a questa parte. Questa mia passione viscerale per i videogiochi, nata nelle sale giochi anni '80, mi ha portato a collaborare per otto anni con Spaziogames.it, mentre nel frattempo in me nasceva l'idea di creare Gamesnote.it, una piattaforma libera e indipendente.