Retro Weekend: Contra
Retrogame

Retro Weekend: Contra

Il run and gun in casa Konami

  • Versioni: Retrogames
  • Che bello che era il buon vecchio Contra. Un run and gun nato originariamente come arcade e che ai tempi fece davvero faville. Non mancarono infatti alcune conversioni per Famicom/NES, prima, e per MSX, Commodore 64, Amstrad CPC e altre piattaforme, in seguito. Il titolo era sviluppato da una software house ormai allo sbando. Quella Konami che tanto rimpiangiamo e non è la prima volta che ci capita di farlo, poiché, dopotutto, la portiamo sempre nel nostro cuore; nel bene e nel male, pregando per un suo gran ritorno. Tra l’altro, non ci siamo esimiti dal trattare i loro prodotti in più occasioni nella nostra rubrica, Retro Weekend, passando per il primissimo Metal Gear Solid del buon Hideo Kojima, sino ad arrivare a Rocket Knight Adventures, senza lasciare indietro TwinBee: Rainbow Bell Adventure. D’altronde, se si vuol parlare di grandi titoli, risulta alquanto inevitabile disquisire di Konami. Autori di fantastici titoli e perle di gran calibro, nonché splendidi capolavori…. prima che si dessero all’ippica.

    Come accennato poc’anzi, Contra è stato convertito dalla sua smagliante versione da sala giochi per svariate piattaforme, tra cui il Famicom. Sarà proprio la conversione per la mitica console 8 bit Nintendo la protagonista del Retro Weekend di oggi. Chi vi scrive ha giocato pure la controparte arcade grazie al MAME, ma vuoi per motivi nostalgici, vuoi perché tutto sommato su Famicom è semplicemente strepitoso (e forse anche più bello), la scelta è ricaduta su questa versione. Tra l’altro, il gioco presenta alcune particolari differenze rispetto alle controparti USA e EUR. In quella americana mancano tutte le cutscene di fine stage e l’introduzione, inoltre non vanta alcuni particolari effetti grafici resi possibili grazie ad un chip del Famicom di cui il NES ne era sprovvisto.

    Tutto sommato, però, il gioco è rimasto pressoché identico, anche se la mancanza di queste piccole cose, nell’insieme, formano un particolare non da poco. Ma lo si può accettare così com’è. Il problema è quella sottospecie di aborto putrido che porta il nome di Probotector. Tralasciando gli inaccettabili 50Hz che rovinano Contra e la sua dinamicità e velocità d’azione, il problema più grosso è legato alla censura: umani sostituiti da robot, perché in Germania dovevano rompere le palle. Eppure, nonostante tutto questo schifo, la versione PAL per NES è molto ambita dai collezionisti, tanto che a volte mi vien da chiedere quanto possa essere masochista l’animo umano. E parlo da collezionista, però la mia natura perfezionista e purista mi fa evitare come la peste prodotti di questo tipo, sebbene sia cosciente delle follie che si possono fare anche per ben peggio. In ogni caso, non pensiamoci. Come si suol dire: contenti loro, contenti tutti. Qui parleremo del Contra originale giapponese, come giusto che sia.

    Contra Arcipelago Galuga

    Da soli o in compagnia, la distruzione di Contra ti porta via

    Uno degli aspetti più importanti è ovviamente la possibilità di poter giocare Contra con un compagno d’armi; quello che valeva un po’ per la maggior parte dei titoli presenti in sala giochi. In due il divertimento è assicurato. Io ero solito da piccolo giocarci sempre con un mio amico, anche se insieme non siamo mai riusciti a portarlo a termine (purtroppo, era una pippa, ma va bene lo stesso, poiché il divertimento vien prima di tutto). Ad esser sincero, anche io per molto tempo ho avuto non poche difficoltà a completare tutti e 8 gli stage presenti nell’opera targata Konami. Riuscivo ad arrivare con fatica al quarto, poi al sesto e per molti mesi quel livello è stato l’impersonificazione dell’Inferno. Dopodiché, grazie a qualche miracolo, riuscii ad arrivare alla miniera del settimo stage e nonostante qualche difficoltà, risultava meno ostico dell’area precedente. Anche lì, però, il game over arrivò inesorabilmente, senza pietà alcuna.

    Con calma e tanta dedizione, sono riuscito infine a completarlo, Contra. Che soddisfazione ai tempi. Compiacimento tipico solo dei giochi di una volta. Ah, sembro un brutto vecchiaccio, ma diciamo che la gratificazione è mutata col passar degli anni. Ero ancora un marmocchio e mi esaltavo come un matto quando riuscivo a terminare titoli difficili. Beh, in fondo non è cambiato nulla dopo circa diciotto anni. Ma dettagli a parte, Contra mi era comunque piaciuto così tanto che il mio masochismo interiore mi spinse a tentare una “no death run“. Completare tutto il gioco senza mai morire. Una sfida che ho superato con somma soddisfazione, anche se non sono mai riuscito a fare altrettanto con il seguito, Super C. Ancora più bastardo del primo capitolo. Non vi nascondo le pesanti imprecazioni a Konami in quei tempi. Spero non sia colpa mia alla fine se sono finiti sull’orlo del baratro coi pachinko. Dannati!

    Contra Base

    Noto con piacere che questo Retro Weekend ha preso una piega diversa. Ah, quando mi lascio trasportare dal sentimento. Torniamo al gioco. Contra, come detto in apertura, è un run and gun e come da tradizione per il genere non è esente da una forte componente platform, anche se bisogna sottolineare quanto nel titolo Konami essa sia di altissimo livello. Importante non solo superare le varie e rocambolesche sezioni dedite al puro platforming, ma avere pure i riflessi pronti per schivare gli interminabili assedi del nemico, i quali diventano sempre più infernali mano a mano che si prosegue nell’avventura. Quando si gioca in due, se il vostro compagno perde tutte le vite, premendo non ricordo quale tasto (mi sembra START; perdonate la vecchiaia) ve ne sottrae una per tornare così in gioco. Quello che faceva sempre il mio caro amico. Io mi sbattevo un casino per totalizzarne il più possibile per essere preparati alla devastazione dei livelli successivi, e lui, puntualmente, me le portava via prima del previsto, perché era sempre lì a morire, morire e, soprattutto, morire. Moriva sempre.

    Però dai, lo perdono. In fondo, ci siam sempre divertiti ugualmente come matti. Inizialmente non ci eravamo manco accorti che il giocatore fuori dalla partita sottraesse le vite a quello rimasto in gioco. Quante imprecazioni, sempre e comunque. La progressione dei livelli è molto varia. Troviamo stage classici a scorrimento laterale, ma anche uno (il terzo) che si sviluppa in verticale ed è forse una delle aree più belle del gioco. Non mancano poi due basi nemiche in cui la visuale passa in una sorta di finto 3D con tanto di profondità. Arrivati alla fine di ogni stage, chiaramente troviamo un boss spietato, pronto a far secco il vostro amico che poi vi sottrarrà le vite extra accumulate con tanto sacrificio e che quando per colpa sua le avrete perse tutte e volete tornare in gioco, lui sarà ancora in partita, ma le avrà ormai finite, impedendovi di resuscitare. E lì terminano le amicizie. Il divertimento diventa maceramento. Il retrogaming è anche questo. Dal punto di vista tecnico, la conversione Famicom svolge il suo dovere e come accennato in precedenza, presenta l’introduzione e le cutscene di fine livello, nonché la mappa dell’arcipelago di Galuga. Come se non bastasse, nel primo e quinto livello è possibile ammirare delle animazioni ed alcuni effetti grafici aggiuntivi, come il vento che smuove gli alberi o i fiocchi di neve che cadono dal cielo. Non mancano poi altre piccole peculiarità, non presenti nella versione occidentale (sì, parlo al singolare… Probotector non esiste; non lo passo manco in grassetto, tiè – NdR).

    Contra è un titolo divertentissimo e con un alto tasso di sfida, ma mai troppo eccessivo come altri che fanno del trial and error farlocco la loro difficoltà. L’opera Konami, invece, non ha bisogno di questi escamotage per far imprecare il giocatore, anche se non è esente da qualche piccola sbavatura nella programmazione di alcuni passaggi, ma niente di così eclatante. La musica fa il suo dovere e ci accompagna nella distruzione totale degli spietati soldati nemici. Durante ogni stage è possibile trovare dei power up che ci consentono di potenziarci con armi più potenti e un boost per la velocità dei colpi. La S è la lettera ambita da tutti coloro che giocano Contra. La F, invece, quella che fa defecare. Potenziamento più inutile di questo non esiste nella storia dei videogiochi. Sembra quasi che la F stia per “fregatura”. Persino l’arma nella sua forma standard è meglio. Non per altro, pure il mio amico se ne lamentava. Bei tempi, però.

    Contra Stage 3

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!