Retro Weekend: Crash Tag Team Racing
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Retro Weekend: Crash Tag Team Racing

Un gioco preso poco in considerazione

  • Versioni: Retrogames
  • Giusto un paio di giorni fa è arrivato in tutti i negozi di videogiochi e negli store digitali l’attesissimo remake di Crash Team Racing, rinominato con la dicitura Nitro-Fueled per l’occasione. Il rifacimento è una vera bomba, però oggi è Retro Weekend e siccome dell’episodio originale ne ho parlato diversi mesi fa (ancor prima che venisse annunciato questo remake) e sia di Mario Kart (con Double Dash!!) che di Diddy Kong Racing c’è stato l’appuntamento specifico, non mi restava che porre la mia attenzione su un titolo spesso fin troppo bistrattato, per rimanere sul genere. Mi riferisco a Crash Tag Team Racing, il sequel dell’originale CTR e di Nitro Kart che cerca di emulare la formula proposta da Double Dash!! di Nintendo, proponendo anch’esso la guida col doppio pilota, seppur con un concept totalmente diverso.

    Sebbene non sia un titolo incredibile, mi sembra giusto ogni tanto scrivere anche di opere meno importanti e quindi non per forza di capolavori o prodotti straordinari. Un po’ come nel caso di Spyro: A Hero’s Tail, un platform molto godibile e con spunti interessanti, seppur lontanissimo dai livelli di un Banjo-Kazooie, per intenderci. Anche Crash Tag Team Racing ha la sua da dire e vanta pure idee per nulla poco interessanti. Nel complesso, il risultato finale è piuttosto godibile.

    Crash Tag Team Racing screenshot racing

    Tra platform e racing game

    Uno degli elementi più caratteristici di Crash Tag Team Racing è il suo essere ibrido tra platform e racing game. Racchiude in sé la formula di entrambe le filosofie ludiche del Crash Bandicoot di Naughty Dog, nato prima come videogioco a piattaforme per poi approdare sulle gare a bordo di go-kart. Pur non eccellendo in nessuna delle due proposte ludiche, Crash Tag Team Racing funziona e pure molto bene, aggiungo. Non è il titolo che vi cambierà la vita e non aspettatevi certamente la qualità del racing sviluppato da Naughty Dog, ma se lo prendete per quello che è potrebbe sicuramente regalarvi tante ore di divertimento, sia da soli che in compagnia. Essendoci una componente platform, come da tradizione non manca la modalità avventura. In sostanza l’hub di gioco è un mondo con le sue rispettive aree, completamente esplorabile a piedi e con svariati oggetti da trovare, minigiochi da affrontare e anche incarichi da portare a termine, per sbloccare nuovi veicoli o altro.

    L’obiettivo consiste nel trovare i cristalli ed è possibile vincerli nelle varie gare o minigiochi, acquistarli da alcuni abitanti delle rispettive zone o trovarli semplicemente esplorando tra una sezione platforming e l’altra. I cristalli a loro volta tornano utili per sbloccare passaggi che ci consentono di raggiungere punti in cui rimediare le gemme del potere. Crash, compagni e rivali si mettono alla ricerca di questi preziosi oggetti poiché Ebenezer Von Clutch, proprietario del parco in cui sono ambientate le vicende del gioco, ha promesso di affidarlo a colui che riuscirà a trovarle tutte. Offerta allettante, quindi, e che sprona tutti a darsi da fare e a mettere così da parte i piani iniziali e la rivalità di sempre. Nell’esplorazione, Crash Tag Team Racing offre delle fasi platform carine e alcuni segreti molto interessanti. Ad esempio, alcune scorciatoie dei circuiti vanno sbloccate in primis dal mondo esterno; un’idea sicuramente avvincente che collega l’esplorazione platform alle gare da affrontare. Come se non bastasse, troviamo sulla mappa alcuni nemici (purtroppo poco vari) e le immancabili casse; al loro interno sono presenti delle monete che troviamo pure in giro per il parco. Si tratta ovviamente della valuta del gioco, indispensabile per acquistare cristalli, costumi e quant’altro. Un altro elemento molto simpatico che funge da collezionabile è la presenza delle die-o-rama, scenette comiche in cui il nostro Crash muore nei modi più assurdi e bizzarri ed è molto divertente cercare di scovarle tutte.

    CTTR oltre ad essere un platform è innanzitutto un racing game, quindi durante l’esplorazione nelle varie location del parco di Von Clutch dovremo raggiungere gli svariati accessi ai circuiti del titolo. Il track design non è brillante e nemmeno fa gridare al miracolo, tuttavia riesce nei suoi intenti. Ciononostante, alcune piste risultano comunque degne di nota, offrendo così un po’ di qualità in più. In linea di massima, però, non aspettatevi la cura e l’estro creativo di Crash Team Racing. Radical Entertainment non è di certo Naughty Dog. Oltre alla gara classica è possibile affrontare differenti modalità come una in cui dobbiamo colpire alcuni bersagli, un’altra in cui sconfiggere un certo numero di nemici, la classica prova a tempo ed altro ancora. Ci sono anche battle e stunt arena in cui, come suggeriscono le parole, bisogna rispettivamente azzuffarsi con gli avversari, nella prima, ed eseguire delle acrobazie freestyle per ottenere dei punti, nella seconda.

    Crash Tag Team Racing screenshot platform

    Abbiamo parlato della struttura della produzione targata Vivendi Universal Games, andiamo ora a vedere un po’ più da vicino la guidabilità di Crash Tag Team Racing. Non ritroviamo i classici kart, ma nuovi veicoli più grossi. Vi è sempre un sistema di derapata e se ben eseguita più volte ci permette di ottenere dei punti che a loro volta generano un turbo da utilizzare quando vogliamo. La peculiarità del gioco è però la cooperazione. Il cosiddetto tag. A differenza di Mario Kart Double Dash!! i piloti iniziano da soli, senza alcun compagno. Il giocatore può così decidere in corso d’opera con chi unirsi premendo un apposito pulsante che permette ai due veicoli di fondersi in uno.  La trasformazione non è eterna, quindi è anche bene considerare quando effettuare la fusione. La vettura diventa più grossa e uno dei due piloti siede sulla parte posteriore equipaggiando una delle due armi da fuoco appartenenti ai due rispettivi personaggi. Non mancano ovviamente i classici oggetti sparsi qua e là sul percorso. In caso venga tagliato il traguardo con la fusione ancora in corso, spetta la medesima posizione a entrambi i piloti. Il feedback della guida non è così potente e quindi il feeling non regala un coinvolgimento di spessore, però riesce ugualmente ad offrire un’esperienza divertente con la sua semplicità e immediatezza.

    Dal punto di vista tecnico, Crash Tag Team Racing si difende più che bene e mentre su console quali PlayStation 2 e PSP propone qualche contenuto in più grazie al collegamento tra le due, nelle altre versioni gira decisamente meglio. Su GameCube e Xbox ritroviamo una pulizia visiva maggiore, dettagli meglio rifiniti e il tutto a 50/60fps. Su PlayStation 2 (e PSP) il gioco si assesta sui 25/30fps, risultando un po’ più grezzo dal punto di vista tecnico. Stilisticamente è invece molto valido con buone animazioni e la parte platform è quella più riuscita, ma anche l’estetica dei circuiti sa il fatto suo solo che con il track design non sempre del tutto originale non riesce a dare il meglio di sé. Unica vera pecca è però la telecamera nelle sezioni platform che spesso va un po’ per i fatti suoi. La colonna sonora presenta alcuni brani validissimi, ma nel complesso non rimarrà impressa nella memoria del giocatore in quanto il lavoro svolto musicalmente si assesta su livelli molto nella media, senza mai osare troppo e proporre quel qualcosa in più.

    Insomma, Crash Tag Team Racing è un titolo valido che però non enfatizza nessuno degli elementi che offre. Mancante di quel guizzo in più e della genialità che contraddistingue le grandi opere, la produzione di Radical Entertainment non sfrutta appieno tutto il suo potenziale. Un gran peccato, perché sulla carta potevamo ritrovarci con il Crash Bandicoot definitivo in un’avventura tra platform e racing game. Tuttavia, rimane un titolo divertente e da tenere in considerazione, senza snobbarlo soltanto perché non all’altezza di Crash Team Racing. A modo suo merita ugualmente e regala un’esperienza di buon livello che saprà lasciare pur sempre soddisfatti.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!