Retro Weekend: Diddy Kong Racing
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Retro Weekend: Diddy Kong Racing

Il rivale di Mario Kart che supera il prodotto Nintendo

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  • Qualche tempo fa abbiamo avuto modo di parlare dell’episodio di Mario Kart meno considerato della serie, ovvero Double Dash!!, nonché di Crash Team Racing, il quale risulta come il tentativo di Naughty Dog di prendere la formula vincente Nintendo e proporla sulla rivale, Sony PlayStation. Oltre questi due titoli, ci si dimentica spesso di una perla appartenente a questo genere: parlo ovviamente del mitico Diddy Kong Racing, sviluppato per Nintendo 64 da una Rare nel suo periodo d’oro, dove non sbagliava un colpo ed era impressionante per produttività. Tanto per dire, nell’anno di Diddy Kong Racing (il 1997) è uscito anche GoldenEye 007; in quello successivo è arrivato Banjo-Kazooie, mentre, nel 1999, il peculiare Donkey Kong 64. E ne ho citati solo alcuni del periodo stellare del team britannico che negli anni ’90 ha costruito la sua fortuna, tanto da spingere Microsoft ad acquisire lo studio di sviluppo. Rare però non è morta, come erroneamente si sostiene, ma questa è comunque un’altra storia.

    Tornando su Diddy Kong Racing, come ribadito poc’anzi, si tende spesso a non prenderlo in considerazione. Mario Kart è ovviamente immortale, anche perché la saga è andata avanti ed è ancora attuale, mentre per i suoi due rivali, quello che viene sempre ricordato con affetto e nostalgia è Crash Team Racing. Talmente tanto che a giugno arriverà il remake, Nitro-Fueled. Diddy Kong Racing non ha invece avuto la stessa fortuna, infatti vanta un semplice rifacimento (discutibile) per Nintendo DS ed alcuni capitoli cancellati, uno dei quali sarebbe dovuto arrivare su GameCube. Rare non riuscì mai a terminarlo causa acquisizione da parte di Microsoft, arrivando a consegnare (fortunatamente) solo Star Fox Adventures, che risulta il loro ultimo grande prodotto per console Nintendo (e del quale ne parleremo tra qualche settimana).

    Ci sono tanti titoli che hanno portato avanti la formula peculiare creata da Nintendo con Super Mario Kart nel 1992, anche se va detto che parte del concept, cioè quello di trovare oggetti da utilizzare in pista per ostacolare o attaccare gli avversari, nasce da R.C. Pro-Am, proprio della cara vecchia Rare, uscito nel 1988. Chiaro che il prodotto Nintendo sia comunque molto diverso; tuttavia non si può invece sostenere che abbia inventato l’idea dei power up da utilizzare durante le gare. Semmai, ha invece avuto la brillante idea di mettere in confronto i vari personaggi appartenenti alla serie Super Mario (ed ora molte altre) con gare di go-kart. La cosa ha funzionato ed è risultata esplosiva, tanto da spingere altri sviluppatori ha perseguire la medesima filosofia di gameplay. Ci sono infatti molti titoli che nascono da una costola di Mario Kart. Di uno ne abbiamo appunto già parlato (Crash Team Racing), mentre dell’altro, lo faremo proprio ora. Dei restanti, dubito dedicheremo degli appuntamenti, proprio perché abbiamo voluto citare i tre più grandi esponenti del genere. Senza nulla togliere a Chocobo Racing, Kirby Air Ride, Team Sonic Racing e tantissimi altri. Talmente tanti che anche un piccolo team italiano ha provato a sviluppare un titolo di questo tipo, ovvero All-Star Fruit Racing. Ma oggi siam qui per parlare di Diddy Kong Racing e dei motivi che lo rendono anche superiore allo stesso Mario Kart. Semmai, dedicheremo uno speciale apposito per tutte quelle opere nate da una costola del racing Nintendo.

    Diddy Kong Racing - Player Select

    Potenza nel gameplay

    C’è poco da dire. Diddy Kong Racing vanta un gameplay davvero esplosivo. Il feeling alla guida è qualcosa di eccezionale. Il track design è realizzato a regola d’arte e, come se non bastasse, molti circuiti possono essere affrontati anche con l’hovercraft o con l’aeroplano oltre che con il classico kart. In alcuni livelli è possibile utilizzare solo un veicolo specifico, mentre, nei restanti, tutti e tre, oppure solo due (sebbene ci sia comunque quello consigliato per ogni specifica pista). A differenza di Mario Kart (soprattutto allo stato attuale), l’abilità alla guida gioca un ruolo fondamentale nella buona riuscita di una gara. Le derapate sono magnifiche e permettono di effettuare degli slalom in pista strepitosi. Gli oggetti non sono relegati alla casualità, infatti ci sono cinque differenti tipi di palloncino, ognuno dei quali ritorna utile per determinate circostanze. C’è il missile, il turbo, la macchia d’olio, il magnete e lo scudo/barriera.

    La particolarità davvero avvincente di Diddy Kong Racing sta nel fatto che proprio non essendoci l’incognita dell’oggetto casuale, il giocatore deve andare sui palloncini più utili nei vari momenti della gara. Questo non è però tutto; infatti, colpendo la stessa tipologia di palloncino più volte, si ottiene un potenziamento del power up equipaggiato, per un massimo di tre volte. Gli stessi oggetti devono essere poi utilizzati con stile; il missile, ad esempio, è a ricerca solo col secondo potenziamento. Col primo bisogna colpire il bersaglio sfruttando la propria bravura. Insomma, nell’opera di Rare, fortuna e sfortuna avranno sempre il proprio ruolo, ma in maniera molto meno marcata. Al contempo, il gioco si basa tutto sulle abilità alla guida e sul sapiente utilizzo degli oggetti, in maniera strategica oppure offensiva, sfruttando soprattutto i vari potenziamenti degli stessi power up, ma senza perdere nulla in termini di divertimento. Senza contare che il gioco sia comunque accessibile a tutti.

    In Diddy Kong Racing non ci sono solo i palloncini, ma anche le immancabili banane. Qui non fungeranno a mo’ di trappola come in Mario Kart, ma il loro utilizzo è associabile alle monete di quest’ultimo (introdotte nella settima trasposizione racing uscita su Nintendo 3DS). Per cui, raccogliendole, si accumulerà via via maggior velocità, fino ad un massimo di dieci banane (quelle accumulate dopo, non influiscono nel parametro); è molto importante dunque sfruttare le banane ed anticipare gli avversari nella raccolta. Il concept dell’idea verrà poi preso in seguito proprio da Mario Kart con l’introduzione delle monete nel settimo capitolo, come appena ribadito. Peccato invece che Nintendo non introduca la tanto agognata modalità avventura. In Diddy Kong Racing è davvero straordinaria.

    Diddy Kong Racing screenshot 2

    La mirabolante modalità avventura

    Se pensavate che ad introdurre l’avventura in prodotti di questo genere ci abbia pensato Naughty Dog con l’amato Crash Team Racing, beh… siete in errore. Non solo Rare ci è arrivata ben due anni prima (CTR è uscito nel 1999), ma ha anche realizzato un adventure mode migliore, su cui Naughty Dog ha preso diversi spunti nella riproposizione delle sue idee. Diddy Kong Racing si suddivide in quattro mondi più uno extra raggiungibile completando tutti gli altri al 100%. Ogni mondo vanta quattro circuiti, un livello sfida, una gara boss ed infine una gara trofeo. Per sbloccare il livello sfida è necessario trovare la chiave nascosta in una delle quattro piste, mentre per affrontare il boss bisogna vincere prima le rispettive gare. Sconfitto il nemico di turno, verrà sbloccata la Silver Coins Challenge, in cui per uscirne vincitori non basta solo arrivare primi, ma raccogliere pure le otto monete d’argento sparse all’interno del circuito. Completato interamente un mondo, battendo anche per la seconda volta il boss (un po’ più difficile), si ha accesso alla gara trofeo in stile Mario Kart: quattro circuiti da affrontare con tanto di sistema di punteggio. Chi totalizza più punti, vince la coppa oro.

    La struttura dell’adventure mode di Diddy Kong Racing è davvero avvincente ed offre quindi un single player longevo e variegato. Il giocatore inoltre è invogliato a portarla a termine per sbloccare tutti i circuiti e le rispettive gare trofeo per le partite in multiplayer. Come se non bastasse, vi sono anche due personaggi da sbloccare, sempre nell’avventura. Inoltre, completandola al 100% con tutti e 47 palloncini d’oro, le parti di amuleto raccolte e i trofei, si avrà accesso alla modalità Adventure Two. Apparentemente, l’unica differenza evidente di primo acchito è che tutte le gare sono in versione speculare, ma il cambiamento radicale consiste nella Silver Coins Challenge: le monete argento sono ubicate nei circuiti in maniera molto più difficile, in posti complicati da raggiungere. Come se non bastasse, anche la difficoltà generale e l’aggressività dei concorrenti è incrementata. Terminando Diddy Kong Racing, il gioco genera dei codici casualmente (che oggi potete anche trovare online tranquillamente) ed è possibile utilizzarli nella rispettiva sezione del menu, denominata Magic Codes. Una volta attivati possono essere ovviamente disattivati e consistono in cose demenziali come personaggi più grandi o piccoli, ma anche in chicche più interessanti come maggior velocità o difficoltà, oppure, soprattutto, la possibilità di affrontare la modalità avventura in due giocatori.

    Tecnicamente, Diddy Kong Racing è di ottima fattura e vanta un buon utilizzo dei colori e delle animazioni; il tutto condito da una soundtrack fantastica, realizzata dal grande David Wise, un compositore ben noto a tutti i fan di Donkey Kong Country, e non solo. In questo titolo hanno preso vita due personaggi che avrebbero fatto poi la loro fortuna in seguito con due brand appositi: Banjo e Conker. Tra l’altro, ogni pilota varia i parametri di velocità e accelerazione in base al peso.

    In definitiva, Diddy Kong Racing è un racing nello stile di Mario Kart, ma offre un’esperienza di gioco molto più profonda, articolata e complessa, senza perdere in termini di divertimento puro. Superiore nel gameplay a quasi tutti i Mario Kart usciti sino ad oggi, grazie a trovate intelligenti e ad un track design stellare che sfrutta appieno le diversità dei tre veicoli. Forse solo con Double Dash!! è un po’ tutto da vedere, ma nell’insieme, il capolavoro Rare vanta anche una splendida modalità avventura. Un elemento in più non di certo da poco.

    Diddy Kong Racing screenshot

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!