Retro Weekend: Disney’s Aladdin
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Retro Weekend: Disney’s Aladdin

Il respiro di una fiaba fantastica

  • Versioni: Retrogames
  • Mi è presa la nostalgia quando ho deciso il gioco a cui dedicare questo pezzo. Disney’s Aladdin ha fatto parte della mia infanzia ed ho ricordi indelebili di quando da piccino mi sparavo la VHS del film di animazione un giorno sì e l’altro pure. Il tutto insieme ad un mio caro amico che lo adorava forse persino più di me, tanto da venire a casa mia chiedendomi sempre di guardare Aladdin, insieme.

    Bei tempi, davvero! In fondo, è tutto più bello quando si è bambini. Oltre al cartone animato, sempre da piccolo, ho avuto modo di mettere le mie manacce anche sulle due trasposizioni videoludiche di Disney’s Aladdin, per SEGA Mega Drive e Super Nintendo.

    Sebbene il titolo in copertina sia lo stesso, si tratta di due giochi caratterizzati da feeling e concept completamente diversi. Dopotutto, la versione Mega Drive è stata realizzata dal team Virgin Games USA, diretta da Dave Perry, mentre quella Super Nintendo è stata sviluppata da Capcom e dall’allora ancor giovane e non celebre Shinji Mikami (che in seguito ha creato il brand di Biohazard aka Resident Evil, facendo la sua fortuna).

    All’epoca, così come oggi, non è mancato l’eterno dibattito su quale fosse la versione migliore. Lo stesso che mi sono posto io quando dovevo decidere quale prendere in esame per l’articolo del Retro Weekend. Finché non ho pensato che poteva essere una bella idea trattarli tutti e due.

    Così ho fatto un bel tuffo nel passato, rigiocando entrambe le versioni, ritornando con la mente e il cuore a circa vent’anni fa. L’opinione comune tende a dichiarar vincitrice la versione Mega Drive di Disney’s Aladdin e in linea di massima sono anch’io di questo avviso. Tuttavia, bisogna considerare che si tratta di due giochi molto diversi, che regalano due esperienze opposte, contemporaneamente fantastiche.

    Aladdin SNES

    Disney’s Aladdin secondo Capcom – Versione Super Nintendo

    Il titolo Super Nintendo salta subito all’occhio per una veste grafica più colorata ed una tonalità più accesa, seppur dal punto di vista delle animazioni e dei dettagli sia una bella spanna sotto la controparte Mega Drive. Ciononostante, troviamo un platform che trasuda tutto lo stile tipico giapponese e permette salti più rocamboleschi, un’azione più veloce e frenetica, basata sull’agilità.

    Il level design della versione SNES è quindi costruito tutto intorno alle abilità del protagonista, Aladdin; di base, però, la difficoltà è tarata molto verso il basso. Ogni stage è composto da vari segmenti (in genere tre) ed arrivati all’ultimo si accede allo scenario successivo. In ogni livello troviamo delle gemme colorate, nonché dieci (10) di colore rosso che equivalgono un po’ ai dei collezionabili (molte nascoste pure piuttosto bene), seppur alla fine, pur raccogliendole tutte e settanta (70) non cambi nulla, se non una certa scritta nei titoli di coda. Ovviamente, però, le gemme tornano molto utili poiché ogni volta che si arriva a cento (100) l’energia di Aladdin viene incrementata con un cuore aggiuntivo.

    Gli stage di Disney’s Aladdin per Super Nintendo non sono tutti totalmente fedeli al film d’animazione e ad un certo punto si nota come vada per una strada leggermente diversa, seppur non di certo incoerente nel complesso. Bisogna però ammettere che alcune trovate di gameplay regalino più immediatezza e divertimento (sebbene a sfavore della sfida) e tra i punti forza ritroviamo senz’altro una battaglia finale molto più bella ed avvincente e i livelli del tappeto volante di gran lunga più affascinanti (il bonus stage è meraviglioso).

    Buon lavoro svolto anche dal punto di vista musicale con molti dei brani del cartone animato realizzati in maniera efficace (ma con poca varietà). Nonostante tutto, la versione SNES ne esce ugualmente con le ossa rotte, in quanto quella del Mega Drive è di gran lunga più brillante da questo punto di vista.

    Capcom ai tempi ha comunque confezionato un platform delizioso e molto piacevole da giocare, forse anche un pochino più della controparte SEGA realizzata da Virgin Games USA. Il problema rimane una difficoltà di base quasi inesistente, se non per alcune sezioni in particolare e per la presenza di pochissimi boss. Inoltre, un piccolo neo della produzione giapponese è un level design a volte poco vario e che fa sfruttare in poche occasioni le abilità di Aladdin in modo originale.

    Aladdin MD

    Disney’s Aladdin secondo Virgin Games USA – Versione Mega Drive

    La controparte realizzata dal team americano, Virgin Games USA, è in linea di massima quella più fedele al film d’animazione. Disney’s Aladdin per Mega Drive è anch’esso un platform, ma basato molto più sull’azione. Infatti, in questa trasposizione il protagonista oltre a poter lanciare mele come nella versione Super Nintendo è armato di spada. Sebbene ai fini del gameplay si riveli ben implementata, forse cozza un pochino con il personaggio di Aladdin che risulta essere più coerente nel moveset su SNES.

    Tolto questo, il gioco su Mega Drive offre un tasso di sfida molto più marcato ed interessante, nonché più varietà di gameplay. Ritroviamo infatti anche dei bonus stage dedicati ad Abù, accessibili trovando un oggetto specifico che lo raffigura. Inoltre, sebbene il level design sia cucito a puntino per sfruttare le abilità in combattimento di Aladdin,  ogni stage è caratterizzato comunque da peculiarità uniche e nel complesso dimostra un pochino più originalità rispetto alla versione Super Nintendo. Pur essendo nell’azione meno frenetico e più ragionato, il titolo Mega Drive propone sempre interessanti situazioni di gameplay che vanno a sfruttare a pieno regime gli elementi di ogni stage. Nella versione SNES, invece, i livelli sono ideati più per sfruttare le abilità di Aladdin che può utilizzare anche un manto per planare (soltanto dopo averlo trovato).

    I livelli sono più fedeli nella loro rappresentazione al cartone animato e per tal motivo donano un feeling più piacevole per tutti coloro che hanno adorato il film di animazione. Dal punto di vista del puro platforming, Disney’s Aladdin risulta in ogni caso più piacevole ed immediato nella controparte Capcom, però, sul mero discorso delle idee, del game design e della varietà generale, il titolo Virgin Games USA ha una marcia in più. Parlando poi proprio di platforming, comparando i due livelli dedicati al Genio della lampada, quello su console SEGA è veramente eccezionale; molto più bello rispetto a quello realizzato su piattaforma Nintendo.

    Tecnicamente, Disney’s Aladdin su Mega Drive è un vero prodigio, pur avendo colori leggermente meno vividi rispetto alla controparte SNES (probabilmente dovuto anche alle specifiche hardware differenti). Il livello di dettaglio è molto più curato e sopraffino e tutte le animazioni sono una bella spanna sopra rispetto al capitolo Super Nintendo. Tuttavia, pur avendo questo vantaggio, Virgin Games USA ha fatto male i conti nella realizzazione del livello dedicato alla fuga col tappeto volante (non proprio avvincente, bisogna dire) e della battaglia finale; nemmeno brutta in sé per sé, ma non rende assolutamente giustizia alla trasformazione di Jafàr. In compenso, però, ci sono molti più boss, anche se alla fine nessuna battaglia raggiunge l’eccellenza.

    La colonna sonora è invece il piatto forte dell’opera. Su Mega Drive i brani riproposti sono molti di più e campionati in maniera superiore, oltre che ad essere migliori nell’arrangiamento e nella scelta degli strumenti utilizzati.

    Aladdin MD Vs SNES

    Il verdetto

    Disney’s Aladdin per Mega Drive e Super Nintendo sono due titoli che regalano due esperienze differenti e potrebbero abbracciare quindi gusti specifici. La versione Mega Drive risulta migliore perché più completa in linea di massima, nonché tecnicamente superiore, oltre che ad essere più fedele al cartone animato (non del tutto al protagonista). Allo stesso tempo, però, la controparte SNES propone un feeling più piacevole ed un tasso di divertimento sicuramente più alto, sacrificando la sfida.

    Alcuni giocatori preferiranno la versione SNES, altri quella Mega Drive, proprio perché i due prodotti possono incontrare gusti differenti (ed opposti). Piccola curiosità, nonché anche un po’ paradosso, è che Shinji Mikami preferisce la versione Mega Drive, mentre Dave Perry quella Super Nintendo. Entrambi gli sviluppatori prediligono il lavoro altrui.

    Insomma, si tratta di due opere distinte e separate che si completano a vicenda; è quindi consigliabile giocare entrambi i titoli per avere una visione complessiva dell’esperienza e vivere questa splendida fiaba nel migliore dei modi, pad alla mano. Una fiaba che ci riporta tutti un po’ piccini.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!