Retro Weekend: Donkey Kong Country 3: Dixie Kong’s Double Trouble!!
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Retro Weekend: Donkey Kong Country 3: Dixie Kong’s Double Trouble!!

Il capitolo più sottovalutato della trilogia Rare

  • Versioni: Retrogames
  • Ho pensato a lungo quale dei tre Donkey Kong Country di Rare portare per il Retro Weekend di oggi. Abbiamo il primo che è molto probabilmente quello più noto, conosciuto e amato dell’intera trilogia. Poi c’è il secondo che è il migliore in assoluto; un platform spettacolare. Ed infine c’è il terzo, l’episodio di minor successo, nonché quello in particolar modo snobbato dai videogiocatori che lo ritrovano il più sottotono dei tre. Ammetto che anni or sono la pensavo anch’io allo stesso modo. Dopodiché ho deciso di dargli una nuova chance; e amore fu. Certo, continuo comunque a riservare un affetto particolare per il primo poiché è stato quello che mi ha avviato alla serie; inoltre l’ho giocato nel pieno dell’infanzia, a differenza dei suoi successori. Così come continuo a ritenere Diddy’s Kong Quest il top raggiunto da Rare con Donkey Kong Country. Proprio per questo motivo ho deciso di dedicare questo appuntamento retro a Donkey Kong Country 3: Dixie Kong’s Double Trouble!!, uscito nel 1996 in esclusiva Super Nintendo, un periodo in cui Sony era ormai già presente sul mercato con PlayStation da due anni e la grande N aveva lanciato il suo fiammante Nintendone (il Nintendo 64, definito così dai fan più fedeli).

    Questi possono essere alcuni dei motivi che hanno portato Donkey Kong Country 3 ad essere il meno venduto dell’omonima saga. Proprio di recente ve ne ho parlato nella rispettiva Top 10 dedicata ai giochi a tema estivo e lo scorso anno nello speciale di confronto tra la Trilogia Rare e la dilogia Retro Studios. Tra tutti e tre i Donkey Kong Country classici, questo mi è sembrato il più interessante di cui parlare, soprattutto per i motivi succitati. Andiamo quindi a vedere perché questo titolo sia stato ingiustamente bistrattato dai più.

    Donkey Kong Country 3 - Northern_Kremisphere

    Avventura a tutto tondo

    La trilogia di Donkey Kong Country è a conti fatti tutta collegata, tanto che potrebbe quasi essere vista come un unico grande gioco. Nei rifacimenti per Game Boy Advance, Rare decise anche di introdurre delle cutscene per dar maggior risalto alla comunque semplice trama dei tre giochi (la quale rimane ugualmente invariata). Dopo aver sconfitto ancora una volta il cattivone di turno, King K. Roll nel prequel, Donkey e Diddy decidono di partire per esplorare alcune isole, non facendo più ritorno. La compagna di viaggio di Donkey Kong Country 2, nonché fidanzata di Diddy, si preoccupa e decide di mettersi in cammino insieme a suo cugino Kiddy Kong per trovare le due scimmie apparentemente scomparse.

    Il gioco è ambientato su delle isole, quindi l’esplorazione della world map è completamente diversa rispetto a quella dei predecessori. I nostri due eroi non possono spostarsi solo a nuoto pure a causa degli ostacoli in acqua, così il buon Funky Kong decide di costruirgli un battello a vapore che però non permette di raggiungere tutti i posti della Northern Kremisphere. Sarà dunque necessario avanzare nell’avventura, sconfiggere i boss di turno per ottenere dei pezzi di ricambio per potenziare la barca in hovercraft e poi in turbo ski (più sorpresa finale prendendo tutte le monete DK), permettendo così di raggiungere punti prima invalicabili. L’esplorazione in mare e sulle isole non è fine a se stessa come nei predecessori; in Donkey Kong Country 3: Dixie Kong’s Double Trouble!! ci sono anche dei segreti da scovare e delle rispettive interazioni con la world map. Senza contare che vi sono anche i 13 fratelli orso con cui barattare e scambiare oggetti talvolta per extra, ma in altre occasioni anche per proseguire nel viaggio.

    Da questo punto di vista, il terzo capitolo della mitica trilogia Rare è indubbiamente il più vasto, interessante e completo e regala un’esperienza appagante e di solido spessore. Il livello tecnico raggiunto è meraviglioso: i colori sono questa volta più accesi e caldi, a discapito di quelli scuri dei primi due e la cura nei dettagli è strepitosa. Con Donkey Kong Country 3 il team britannico aveva spinto al massimo il suo motore, Silicon Graphics e lo si evince dalla qualità complessiva dell’intero comparto grafico. L’opera Rare vanta ottime scelte stilistiche e un avvincente character design; dal punto di vista visivo tra i tre risulta senza dubbio il meno invecchiato. Sebbene ai tempi fossero graficamente all’avanguardia, oggi i Donkey Kong Country, pur essendo comunque ancora belli da vedere, sentono un po’ il peso degli anni. Eppure, Dixie Kong’s Double Trouble!! risulta tuttora affascinante, garantendo un colpo d’occhio di maggior impatto rispetto ai suoi predecessori.

    Donkey Kong Country 3 - Screenshot

    Oltre alle novità della world map, Donkey Kong Country 3 è strutturalmente simile ai primi due episodi, ma non mancano una serie di nuove meccaniche e funzioni, nonché inedite trovate di gameplay, che vanno a rendere unico e caratteristico questo titolo. Non per altro, pur avendo una formula di base similare, Rare ha sempre cercato di donare ad ognuno tratti singolari, proprio per offrire esperienze da un lato analoghe, dall’altro completamente diverse e peculiari. Uno degli elementi base è la cooperazione tra le due scimmie, ma questa volta entra in gioco ancor di più la fisica, non più relegata solo ai movimenti ma anche al peso. Infatti, se Dixie decide di lanciare Kiddy avrà difficoltà nel farlo e non riuscirà a mandarlo troppo lontano; tuttavia l’impatto scatenato da quest’ultimo potrebbe distruggere alcune particolari piattaforme che presentano crepe. Viceversa, Kiddy è più forte, pertanto riuscirà a lanciare la cugina molto più lontano, potendo così indirizzarla in posti altrimenti inaccessibili. Questo è solo uno dei tanti esempi di collaborazione tra i due personaggi. In Dixie Kong’s Double Trouble!! non saranno presenti alcuni animali amici, ma tra le restanti vecchie conoscenze avremo il piacere di imbatterci in nuovi compagni di viaggio, come la piccola elefante Ellie. Il suo utilizzo è adoperato per particolari segmenti di gioco, come ad esempio usare l’aspirazione con la proboscide per raccogliere barili lontani oppure dell’acqua, utile per sconfiggere nemici e non solo.

    Donkey Kong Country 3 propone forse un level design più semplice rispetto a Diddy’s Kong Quest, stesso dicasi per alcune particolari trovate, ma comunque non è affatto esente dalla genialità e dall’estro creativo che questo team ha sempre dimostrato di avere da anni a questa parte. Ritroviamo sezioni rocambolesche, altre più ragionate e lente, qualcuna a bordo di particolari veicoli e molto altro ancora per garantire una varietà impressionante di situazioni di gioco. Il grado di sfida non raggiunge il predecessore, ma la difficoltà non è affatto bassa e nelle battute finali l’opera saprà mettervi di sicuro a dura prova. Dal punto di vista stilistico, Dixie Kong’s Double Trouble!! è anche quello più atipico considerando la presenza di boss ancor più strambi e alcune atmosfere davvero macabre; non posso non citare il livello a scorrimento verticale ambientato tra  gli alberi con una sega gigante che taglia tutto, senza darci tregua. Ad enfatizzare ciò ci pensa pure la colonna sonora realizzata da Eveline Fischer, già compositrice del primo capitolo insieme allo strabiliante David Wise e Robin Beanland. Wise ha poi lavorato da solo ai brani di Diddy’s Kong Quest, raggiungendo l’apice musicale della serie, ma il lavoro svolto dalla Fischer nell’ultimo capitolo della trilogia rimane comunque molto peculiare e meraviglioso, donandogli un’atmosfera pazzesca, in una maniera tale che forse nemmeno Wise sarebbe riuscito a far di meglio, considerando il suo stile musicale.

    Ingiustamente sottostimato, Donkey Kong Country 3: Dixie Kong’s Double Trouble!! è un platform strepitoso, caratterizzato da una genialità veramente indescrivibile; basterebbe citare il bonus dove si prende il controllo del mirino cannone che ci segue per tutta la durata del livello per capirlo. La cura di Rare è percepibile proprio da queste piccolezze, ammirando i bonus che dopo il primo Donkey Kong Country hanno raggiunto vette qualitative impressionanti, dando un tocco in più alle opere in questione. Però non è solo questo, ma anche un game design ben pensato e a tratti impeccabile che offre un’esperienza di gioco sensazionale. Diddy’s Kong Quest rimane una spanna sopra, poiché la qualità ludica è indicibile, ma a chiudere la trilogia vi è comunque una produzione eccezionale che meriterebbe il risalto che non ha mai ricevuto.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!