Retro Weekend: Eggerland
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Retro Weekend: Eggerland

Le avventure del principe di Eggerland, Lolo

  • Versioni: Retrogames
  • Molti tra voi ricorderanno sicuramente la serie Adventures of Lolo uscita per Famicom/NES. Una saga puzzle game che propone rompicapi veramente complessi e fuori di testa; tra tutti spicca Adventures of Lolo 3, forse uno dei titoli più difficili del genere in questione. Tuttavia, sappiate che Adventures of Lolo nasce come spin-off del meno noto Eggerland, con protagonista sempre il buon Lolo.

    Bisogna innanzitutto fare alcune premesse, prima di andare a riscoprire il capitolo di Eggerland che andremo a trattare quest’oggi. Il primo episodio di Adventures of Lolo in realtà non è mai uscito in Giappone ed è stato sviluppato da HAL Laboratory proprio per portare anche in Occidente le avventure del principe di Eggerland. Non per altro, nonostante una veste grafica ridefinita e più dettagliata, Adventures of Lolo riprende a piene mani molti stage dei vari capitoli di Eggerland usciti in precedenza, proponendo ovviamente qualche livello esclusivo.

    Adventures of Lolo 2 ed Adventures of Lolo 3 sono invece usciti anche nel Sol Levante, ma non essendo mai arrivato il primo capitolo in territorio nipponico, sono rispettivamente Adventures of Lolo (il secondo) e Adventures of Lolo 2 (il terzo).

    La serie di Eggerland uscita su Famicom è invece rimasta confinata in Giappone, mentre i primi due episodi in assoluto usciti ai tempi per MSX erano approdati anche nel Vecchio Continente, ma non in America. Il primo capitolo è Eggerland Mystery, uscito nel 1985 per MSX, mentre il secondo è semplicemente Eggerland 2, disponibile per MSX, MSX2 e Famicom Disk System. A questo punto, è necessario far presente che Eggerland 2 nel Sol Levante è conosciuto come Meikyuu Shinwa Eggerland, mentre il porting rilasciato in esclusiva per Famicom Disk System semplicemente come Eggerland, il titolo di cui andiamo a parlare oggi.

    Eggerland è un puzzle game con visuale dall’alto, a volo d’uccello. Tecnicamente non brilla in maniera particolare, proponendo infatti stage su sfondo completamente nero e l’unica cosa che dona colore sono gli elementi che lo compongono e, ovviamente, i nemici. Da questo punto di vista, risulta più accattivante la serie spin-off, arrivata però qualche anno dopo. Molto carine sono le musichette che accompagnano il giocatore durante l’avventura, ma niente di eclatante. Ritroviamo infatti pochi brani musicali e forse qualcuno in più non avrebbe affatto guastato.

    Eggerland Schermata iniziale

    Tra rompicapo e labirinto

    Ciò che diversifica la saga di Eggerland con lo spin-off, Adventures of Lolo, è innanzitutto la struttura del gioco. Sebbene entrambe le serie siano incentrate su rompicapi da risolvere per accedere alla stanza successiva, Eggerland è strutturato in un unico grande labirinto con anche passaggi segreti ed affini, mentre i tre Adventures of Lolo sono suddivisi in piani (equivalenti di un mondo di gioco) e stage. Tant’è che poi in Adventures of Lolo 3 viene introdotta addirittura la world map, per cui ogni livello è suddiviso dalle varie stanze con puzzle via via sempre più complessi. In sostanza, quindi, ritroviamo una progressione più lineare e statica, seppur col terzo capitolo delle avventure di Lolo il team di sviluppo aveva cercato di dare un senso di avventura più potente con la world map e la possibilità di recarsi prima in uno stage piuttosto che in un altro, oppure di superare determinati livelli per trovare oggetti chiave che sbloccassero i successivi.

    Eggerland, invece, ha una struttura meno lineare, volta ad accrescere il senso di esplorazione. Non per altro, infatti, ogni stanza che viene superata apre l’accesso a più camere  e quindi sarà poi il giocatore a decidere dove recarsi prima. Ovviamente, molte stanze non è possibile superarle dall’ultima entrata scovata; a volte è necessario accedervi da qualche altra parte. Tutto questo comporta quindi non solo un alto tasso di sfida con enigmi che diventano sempre più difficili e complicati, ma anche un senso di esplorazione decisamente marcato, con tanto di mappa da scovare nel corso dell’avventura.

    A differenza dei tre Adventures of Lolo, in Eggerland ci sono molti più segreti e cose da fare, donando quindi una profondità maggiore al titolo in esclusiva giapponese per Famicom Disk System. Pur essendo un porting di Eggerland 2 per MSX/MSX2, dispone di differenze nel comparto tecnico e musicale, nonché nella strutturazione degli stage stessa. In questo episodio vi sono persino delle chiavi con simbolo di cuore nascoste in tutta la mappa di gioco, utili per accedere a luoghi speciali di cui lascio il piacere della scoperta, qualora riusciste a giocarlo. Quanto appena descritto lascia presagire senza dubbio alcuno la superiorità dei capitoli di Eggerland rispetto a quelli del comunque altrettanto valido spin-off. Tuttavia, la qualità dei puzzle in sé è davvero alta anche nei capitoli di Adventures of Lolo, in particolare nel terzo che, come indicato poc’anzi, è tra i puzzle game più difficili di tutti i tempi. Ciononostante, avere una componente esplorativa che lascia al giocatore il gusto della ricerca di oggetti segreti, della mappa e dell’accesso alternativo di una stanza per superarne il rompicapo, dona una marcia in più all’offerta videoludica.

    Tessere cuore, nemici ed ostacoli

    Dove le due saghe (principale e spin-off) restano invece grossomodo invariate è nella struttura dei puzzle. L’obiettivo per proseguire nel gioco consiste nel raccogliere tutte le tessere con il cuore presenti nella stanza. Questo comporta l’apertura di un forziere al cui interno troviamo in Eggerland una chiave, più sensata in termini di logica in quanto una volta raccolta apre le porte successive. In Adventures of Lolo vi è invece una perla, utile alla stessa funzione (ma ha più senso in termini di game design una chiave che apre le porte). Raccolta la chiave, tutti gli ostacoli e i nemici verranno distrutti, liberando totalmente il passaggio.

    Come ovvio che sia, non sarà così semplice raccogliere tutte le tessere cuore, poiché nemici ed ostacoli, nonché la struttura della stanza stessa, ci metteranno sempre in difficoltà. Importante sarà quindi ragionare (e molto) prima di agire. Non per altro è consigliato sempre restare immobili, osservare tutto il livello e gli elementi che lo compongono e solo una volta capito il da farsi, procedere. Questo perché ha davvero poco senso muoversi alla cieca, raccogliere le tessere cuore, spostare le casse o colpire i nemici senza aver prima un’idea di come muoversi e cosa fare.

    In ogni stanza ritroviamo diverse tipologie di nemici, atte ad ostacolarci il cammino. Chiaro che ogni nemico ha il suo modo di metterci i bastoni tra le ruote, ma la profondità del gioco consiste anche nel fatto di sfruttarli a proprio vantaggio. Ad esempio possiamo trasformarli prima in uovo, in modo tale da poterli spostare davanti ai nemici che ci sconfiggono semplicemente entrando nel loro raggio visivo. Oppure, lo stesso uovo si può spostare in acqua, sfruttandolo come passaggio alla piattaforma successiva. Se con il primo colpo trasformiamo i nemici in uova, col secondo li sconfiggiamo temporaneamente e in questo lasso di tempo saranno assenti dall’area di gioco. Dopo qualche secondo, però, essi torneranno nel punto iniziale in cui erano ubicati. Tuttavia, in alcuni livelli in particolare potrebbe essere possibile posizionare una cassa nel punto esatto in cui era posto il nemico, facendo sì che possa respawnare in un altro lato della stanza, tornandoci utile per superare il puzzle rispettivo. Magari il mostro può riapparire davanti ad uno dei nemici che non è possibile sconfiggere, ostruendogli la visuale e liberando così il passaggio.

    Ci sono poi anche strumenti alternativi che è possibile utilizzare solo in stanze apposite come ad esempio il martello. Esso può tornare utile per rompere dei blocchi di troppo che ostruiscono il passaggio. Tuttavia, per poterlo utilizzare sarà innanzitutto necessario raccogliere prima un determinato numero di tessere cuore, in modo da sbloccarlo. In Adventures of Lolo 3 sono solamente tre gli strumenti (martello, scala-ponte e annulla-freccia), mentre in Eggerland oltre questi ne ritroviamo anche alcuni speciali e unici, di vario tipo. La differenza sostanziale con gli Adventures of Lolo consiste nel fatto che in quest’ultimo non è possibile tornare indietro nelle stanze superate, mentre in Eggerland sì, proprio perché basato sull’esplorazione.

    Eggerland è stato sviluppato da HAL Laboratory e spicca la figura di producer dell’ormai compianto Satoru Iwata, presidente di Nintendo sino al 2015. Indubbiamente, un bellissimo puzzle game, abbastanza unico nel suo genere, soprattutto per i tempi, che miscela perfettamente rompicapi ed esplorazione,ricreando un prelibato connubio tra avventura e puzzle solving.

    Non mancano anche dei seguiti, usciti normalmente sul Famicom, senza sfruttarne la periferica Disk System e sono: Eggerland: Meikyuu no FukkatsuSouzoue no Tabidachi, quest’ultimo più simile ad Adventures of Lolo nella struttura degli stage, presentando tra l’altro molti rompicapi dei capitoli precedenti, in quanto si tratta di un titolo che fa del suo forte la modalità editor (molto prima che Super Mario Maker fosse realtà). Chissà che un giorno non ne parleremo in maniera approfondita. Nel frattempo, se cercate un buon puzzle game che rispecchi quanto appena descritto sino ad ora, Eggerland fa proprio al caso vostro.

     

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!